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La Tacca

Da Fluente

La Tacca

Un nome davvero strano come è particolarissima la pianta di cui stamattina o deciso di proporvi. La Tacca Chantrieri- questo è il suo vero nome- è una pianta proveniente dalla Malesia, dall’aspetto nobile e bizzarro al tempo stesso. Il fiore a prima vista può ricordare una elegante orchidea nera ma in realtà non c’entra niente. E’ chiamata anche “Fiore pipistrello”, a causa della forma e del colore delle foglie modificate o brattee che partono dai fiori veri e propri,piccoli, neri, che producono bacche dure e consistenti.Le brattee sembrano in effetti delle ali, marrone scuro tendente al nero e a cui si attaccano dei lunghissimi e sottili filamenti, come pezzetti di spago, chiamati “basette”. La tacca ha lunghi steli carnosi che in alcuni casi possono anche arrivare al metro di lunghezza. Su di questi si sviluppano le foglie, di un verde oliva molto intenso e dall’aspetto lucido e “scolpito”.Quando la compriamo, gli steli carnosi sono fissati a un tutore. Se la nostra Tacca, crescendo, farà nascere nuovi steli, assicuriamo loro dei sostegni, per evitare che si spezzino.

Come coltivarla

 

In genere le piante dalla forma così strana, per di più di origine tropicale, tendono a incuterci un certo terrore: crediamo che abbiano bisogno di ambienti e climi troppo diversi dal nostro, che sia troppo complicato coltivarle, che richiedano cure particolari, fatte solo per i giardinieri professionisti. Invece, non è proprio il caso della Tacca. La cosa più importante di cui dobbiamo ricordarci è che questa pianta ama “alla follia” l’umidità. Procuriamoci quindi uno spruzzatore e cerchiamo sempre di vaporizzare con acqua sia le foglie che i fiori. Le annaffiature devono essere abbondanti, perché il Fiore pipistrello ha bisogno di tanta acqua, quasi si ricordasse di provenire dalla foresta tropicale ricca di piogge. Stiamo però molto attenti a non allagare il terriccio del vaso. A questo proposito, quando vediamo acqua scolata nel sottovaso, provvediamo sempre a eliminarla: in questo modo eviteremo che le radici possano marcire. C’è poi un piccolo trucco, molto semplice da mettere in pratica, che servirà a incoraggiare la nascita di nuovi fiori. Quando annaffiamo, oltre a dare acqua, lasciamo cadere qualche goccia su ogni ascella, cioè su quella piccola nicchia che sta fra la foglia e lo stelo. Per quanto riguarda la temperatura e l’esposizione, la Tacca vive in salute in ambienti dai quindici ai venticinque gradi centigradi. In casa starà quindi benissimo. Non esponiamola mai ai raggi diretti del sole, che ne brucerebbero foglie e fiori in poco tempo. Per questo, in casa, anche in inverno, non mettiamola vicino a finestre dove la luce non sia in qualche modo velata o filtrata. Specialmente in estate, o in generale nei periodi in cui fa più caldo, portiamola all’aperto ma assicuriamole una posizione ombreggiata. Sempre nel caso in cui la teniamo fuori attenti anche al vento, che la farebbe disidratare. Scegliamo perciò una posizione abbastanza riparata, a ridosso di un muro, una siepe, una palizzata o una recinzione. L’unica potatura di cui la Tacca ha bisogno è il taglio degli steli da fiore dopo la fioritura. Tagliamoli alla base della pianta, aiutandoci con un paio di forbici o con un coltello. Rinvasiamola ogni due anni, facendo attenzione a piccole operazioni che sono però di importanza vitale per il Fiore Pipistrello. Dovremo spruzzare le foglie una volta che abbiamo trasferito la pianta nel suo nuovo vaso e poi ricordarci di metterla in un ambiente molto umido. La lasceremo in questa collocazione almeno fino a quando le nuove radici si saranno stabilizzate. Concimiamo una volta al mese, nel periodo che va da aprile a settembre, usando sempre un concime a concentrazione equilibrata di azoto, fosforo e potassio. Per saperlo, controlliamo sempre l’etichetta.Come sempre vi devo ringraziare per le numerose e-mail che mi scrivete anche in occasione della festa della donna,vi confesso che non ho avuto il tempo di leggerle tutte ma non ne perderò una. Un abbraccio.


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