La tante vie del green: anche la moda è eco-friendly

Creato il 02 ottobre 2014 da La Donna Imperfetta

Ormai tutti i temi legati al green e all’eco-friendly sono alla ribalta. Ovunque si sente parlare di abitudini green, necessità di rispettare l’ambiente, creare stili alternativi di vita che non impattino sulla natura.

Sembra sempre più forte la tendenza a declinare le nostre scelte di tutti i giorni  seguendo una maggiore consapevolezza rispetto a quella che è la sostenibilità delle risorse e dell’impatto che deriva dal loro utilizzo.

Poteva mancare la moda all’appello?

Il settore che crea le tendenze ed i modi di essere non poteva di certo esimersi dal dire la sua in proposito creando un vero e proprio movimento con nuovi prodotti ed un nuovo discorso di moda che punta a materiali eco-sostenibili e soprattutto cruelty-free.

Esempi in proposito si hanno da personaggi come Vivienne Westwood che dopo aver dettato legge nella moda Punk Rock e nello Street Style ora si è legata indelebilmente a temi di rilevanza sociale attraverso sfilate all’insegna del “riciclo creativo” e dell’utilizzo di materiale di scarto oltre che di tessuti naturali e organici.

Tra i brand più attivi nella moda Eco-friendly con interessanti eco-iniziative si possono elencare nomi come H&M, Ferragamo, Ferretti, Ives S. Laurent, Havaianas e molti altri.

Vivienne Westwood

La più comune, e che sicuramente ci ritroviamo avanti più di frequente, è sicuramente H&M con la sua moda low cost eco-friendly e linee in cui vengono utilizzati materiali da riciclo e tanto cotone organico. Vestire eco-H&M non è costoso, ma ci mette di sicuro a posto con la coscienza.

Interessantissime poi le sperimentazioni per la creazione di nuovi materiali ultra ecologici che possano sostituire materiali di origine animale come possono essere la pelle, la lana o la seta guardati di traverso dagli eco-sostenitori.

Ho trovato interessantissimo, e voglio per questo proporvelo, un nuovo prodotto nato dalla mente di una ragazza romana in collaborazione con suo padre che hanno realizzato un tessuto chiamato Ligneah.

Di che si tratta? Di LEGNO CHE DIVENTA STOFFA!!

Lo so! Può sembrare fantascienza, ma non è così, il legno, anche se in apparenza duro e poco affascinante, è un elemento primordiale di tutto rispetto, che, dopo l’utilizzo nel settore dei gioielli, sta modificando di nuovo le sue sembianze.

Mara Antonelli e suo padre (fondatori della Mymantra srl) hanno sviluppato un processo di lavorazione del legno unito a tessuto e lavorato con il laser che da esso genera 4 diverse trame. Il tessuto così ricavato è stato la base di una linea di borse belle, colorate e soprattutto eco-friendly.

Vi consiglio di dare un’occhiata al sito ufficiale e magari troverete qualcosa di originale da regalarvi, facendo del bene anche alla natura.

La collezione green H&M

Come seguire una moda eco-friendly senza spendere una fortuna?

Ammetto che l’interesse per questo settore sta via via prendendo il sopravvento anche in me. Mi capita spesso di discutere con le amiche di linee di trucco che rispettino alcuni canoni, di riciclo dell’abbigliamento e soprattutto di trovare su internet informazioni su quelle che dovrebbero essere le rotte da seguire per un abbigliamento eco-sostenibile.

Non tutti possono permettersi abiti dei grandi marchi che sembrano più che altro essere degli “stimolatori del tema” in questione più che veri e propri diffusori di abbigliamento eco-friendly.

Ma c’è sempre un modo per votarsi ad un pensiero e ad uno stile di vita senza svuotare il portafoglio.

Partiamo dalla scelta dei tessuti: quali sono i materiali da considerare eco-friendly?

1- Cotone: è uno dei  materiali più diffusi, economici e facili da reperire. Naturalmente dovreste puntare ad un tipo di cotone definito biologicamente coltivato che quindi non richiede l’utilizzo di pesticidi.

2- Canapa: si ottiene dai fusti di una pianta dal nome strano: Cannabis sativa. La sua coltivazione si sta riattivando in varie zone e non richiede l’utilizzo di particolari pesticidi.

3- Juta: è considerata la fibra più utilizzata dopo il cotone ed è ricavata dalla pianta del Corchorus. Si tratta di un tessuto al 100% biodegradabile e riciclabile.

4- Bambu: meno utilizzato per l’abbigliamento comune ma molto frequente in ombrelli e stuoie

5- Ortica: vi risulterà strano ma sono molti gli studi che si stanno portando avanti per lavorare questa pruriginosa erba. Lo sappiano nasce e cresce ovunque e non ha bisogno di pesticidi. Non tutti invece sanno che dall’ortica si ricava un tessuto tessuto robusto, anallergico, antistatico molto simile a canapa e lino.

Altri tessuti alternativi sono il velluto, la flanella il pile e la ciniglia, mentre per le scarpe viene frequentemente utilizzato il Vegetan e la lorica.

Ci sono boutique dedicate alla moda eco-friendly?

Ammetto di aver trovato molti prodotti e linee di abbigliamento ed accessori eco-sostenibili via internet e che i prezzi sono comunque un pò più alti della media, ma se vogliamo mantenerci il nostro ambiente dobbiamo pur fare uno sforzo.

Non dubito che a breve comunque potremo fare il nostro shopping in numerosi negozi del genere.

A Roma infatti posso intanto segnalarviIl gatto con gli stivali un negozio di scarpe in microfibra anallergica e impermeabile. Se siete incuriosite il negozio si trova in Via dei Marsi 16


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