L’intervista. Com’è nata l’idea per questo libro?L’idea è nata da un bisogno specifico: sono una blogger e aspirante giornalista, mi occupo principalmente di moda. Cercando di approfondire l’argomento, mi sono accorta che tutti i manuali e libri specifici sono molto tecnici, adatti più a chi studia o lavora in questo ambito che ai semplici appassionati, e inoltre sono molto costosi. I manuali più economici e semplici li ho trovati invece riduttivi e attenti solo all’esteriorità. Così per scoprire la storia di ogni capo, di ogni accessorio, di ogni stile ho dovuto fare delle lunghe ricerche consultando blog tematici, siti web, riviste ecc… Una volta completata la mia ricerca, mi è venuto naturale renderla fruibile a tutti!Hai in progetto un sequel/prequel o uno spin-off di questo libro?Dato l’argomento, si possono programmare infinite riedizioni e sequel, perché la moda è un mondo vastissimo e in continuo mutamento quindi sicuramente la ricerca è un work in progress.Quali sono i personaggi che ami di più della tua storia?Tutte le persone di cui si parla nel libro sono figure chiave della storia della moda. Grandi stilisti, ma anche personaggi famosi o semplici artigiani che non immaginavano di entrare nella storia del costume con una loro intuizione. Ho amato ognuno di loro e tutte le loro storie!Che cosa troveremo nel libro?Nel mio libro troverete curiosità, aneddoti, leggende e dati storici e sociali legati alla nascita di abiti, accessori, fenomeni della storia della moda. Quanto tempo hai impiegato a scrivere quest’opera?Le ricerche sono andate avanti per 6 mesi circa, mentre la stesura è stata più breve: tra settembre e dicembre era quasi tutto completo!Come mai hai deciso di auto pubblicare quest’opera? Quali sono le difficoltà e i pregi di questa scelta?Sono una persona molto impaziente, ho capito subito che non avrei sopportato i tempi che le case editrici (giustamente) impongono per la valutazione e revisione di un libro prima di pubblicarlo. Ho voluto un contatto diretto con i lettori, almeno per capire se l’argomento potesse interessare. Devo dire di aver avuto un buon riscontro fino ad ora! Ovviamente è presto per trarre conclusioni, ma sembra che il pubblico stia apprezzando. Sicuramente l’autopubblicazione è un’arma a doppio taglio: gestisci tutto, dalla copertina alla sinossi, dall’editing allapromozione, per cui hai molta autonomia ma allo stesso tempo ti assumi la responsabilità del successo o insuccesso del tuo progetto.
Quali sono gli aspetti del tuo libro che ami di più e che vorresti far arrivare al cuore dei tuoi lettori?La visione della moda come un mondo complesso, in cui si intrecciano fenomeni sociali e storici, influenze dal mondo dell’arte e della letteratura, le ispirazioni degli stilisti e la genialità degli artigiani. Insomma, oltre tacchi e lustrini c’è di più!Parlaci un po’ di te e delle altre tue opere.Ho 23 anni, sono siciliana e laureata in Mediazione Linguistica. Ho sempre amato scrivere (il mio primo “libro” risale all’età di 4 anni!) e il mio sogno è diventare giornalista. Gestisco un blog da quasi due anni, ho avuto la fortuna e l’onore di collaborare con grandi riviste come Cosmopolitan e Vogue e attualmente scrivo anche su Switch Magazine. Presto inizierò un master in Comunicazione e Giornalismo per trasformare il mio sogno in realtà, e intanto continuo a scrivere (non solo articoli, ma anche poesie, racconti…)Lasciaci assaggiare il tuo romanzo. Regalaci tre citazioni (quattro/cinque righe) tratte dalla tua opera.“Il pizzo ad ago deriva dagli esperimenti di intraprendenti ricamatrici veneziane che togliendo delicatamente i fili dalle tele e ricamando il tessuto restante “a festone” scoprono affascinanti disegni e li rendono pura arte. Una storia più romantica è quella legata al pizzo a tombolo, nato nelle Fiandre secondo una leggenda religioso-fiabesca.”“Siamo in America, nel pieno del proibizionismo. L’alcool è illegale ma, forse proprio per questo motivo, i signori dell’alta società si dilettano nell’organizzazione di cocktail party clandestini. E le signore non vogliono certo restare a casa!” “. Nel 1912 la stilista francese Madeleine Vionnet apre il suo atelier autodefinendosi “un mago del drappeggio”. I suoi abiti, realizzati con metri e metri di stoffa e spesso tagliati in un unico pezzo, sono veri capolavori d’arte avanguardista. E spesso complicatissimi da indossare, tanto che Madame Vionnetinsieme alla sarta Marcelle Chapsal devono tenere vere e proprie lezioni in atelier per insegnare alle clienti come indossarle. “