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LA VIRTU' DI CHECCHINA - di Matilde Serao

Creato il 30 aprile 2013 da Ilibri
LA VIRTU' DI CHECCHINA - di Matilde Serao LA VIRTU' DI CHECCHINA - di Matilde Serao

Titolo: La virtù di Checchina
Autore: Matilde Serao
Editore: Albus Edizioni
Anno: 2007 (1883, a puntate sulla "Domenica letteraria -1884, Prima Edizione Originale)

Il marchese d’Aragona stava villeggiando a Frascati, dai principi di Altavilla. Un giorno, scendendo da cavallo, si era storto un piede e Toto Primicerio era stato chiamato per curarlo.

Da quel momento, ogni volta che il distinto signore incontrava Checchina Primicerio la inorgogliva rivolgendole un lusinghiero saluto.

Adesso però Toto lo aveva addirittura invitato a pranzo “ed ella non sapeva che dargli da mangiare a questo nobile, avvezzo alle fantasie culinarie dei grandi cuochi”, anche perché quell’avaro di suo marito sbuffava, o peggio sbraitava, quando c’era da tirar fuori una lira.

Alla fine comunque le ansie della padrona di casa si rivelano infondate e il pranzo è un gran successo, nonostante la scortesia della serva Susanna e l’imbarazzante grossolanità di Toto.

Tuttavia Checchina non si sarebbe mai aspettata che il marchese addirittura la invitasse nella sua casa in via dei santi Apostoli…

Un’amante… Sarebbe diventata un’amante proprio come la sua amica Isolina, avrebbe provato anche lei il brivido della passione!

Checchina è spaventata, certo, ma l’eccitazione, la voglia di dare uno scossone alla propria monotona vita, prevale su ogni timore. Il marchese rappresenta la raffinatezza dell’alta società, l’eleganza, la ricchezza, e riesce a risvegliare in Checchina quella femminilità assopita dalle preoccupazioni quotidiane e dalla superficialità del marito. Il problema è che perdere la virtù si rivela impresa assai difficile, molto più che il conservarla…

Il racconto è godibile, scritto con sensibilità in un linguaggio semplice ed efficace. Sullo sfondo, il fascino della Napoli ottocentesca.

La virtù di Checchina” fu pubblicato per la prima volta a puntate nel 1883, poi in volume per l’editore Giannotta di Catania nel 1884 e quindi nel 1906.

Albus Edizioni ce lo propone in un comodo formato tascabile, con la prefazione di Aldo Putignano.

Da leggere.

  

  

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