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Latte scaduto ribollito: ancora una bufala che corre in rete

Da Guidamamme

Da qualche tempo una serie di email e di messaggi su Facebook mettono in allerta i consumatori ed in particolare le mamme.

LATTE SCADUTO RIBOLLITO: ANCORA UNA BUFALA CHE CORRE IN RETE

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Il messaggio denuncia una pratica effettuata dai produttori di latte secondo la quale il latte non venduto e scaduto verrebbe ribollito alla temperatura di 190 gradi e poi rimesso sul mercato.

Il messaggio dice pressapoco questo:

“Il latte ha una scadenza. Il latte scaduto non venduto viene mandato di nuovo al produttore che PER LEGGE può effettuare di nuovo il processo di pastorizzazione a 190 gradi e rimetterlo sul mercato.
Questo processo PER LEGGE può  essere effettuato fino a 5 VOLTE.
Il produttore è obbligato a indicare quante volte è stato effettuato il processo, e in effetti lo indica, ma a modo tutto suo, nel senso che chi si è mai accorto che il latte che sta bevendo è scaduto e ribollito chissà  quante volte? Il segreto è guardare sotto il tetrabrick e osservare i numerini.
Ci sono dei numeri 12345. Il numero che manca indica quante volte è scaduto e poi ribollito il latte.
ES. 12 45 manca il “tre”: scaduto e ribollito 3 volte.
Ma non finisce qui, perché in uno scatolo da 12 buste ci saranno alcune buste dove manca il numero e altre dove ci saranno tutti i numeri.
Attenzione tutto lo scatolone avrà  ricevuto questo trattamento. In questo modo le aziende si arricchiscono, riciclando di fatto il latte scaduto, e chi ne paga le conseguenze siamo noi che di fatto beviamo acqua sporca.
DIFFONDETE.”

Al messaggio viene allegata questa immagine che dovrebbe indicare che il latte in questione è stato ribollito 2 volte.

LATTE SCADUTO RIBOLLITO: ANCORA UNA BUFALA CHE CORRE IN RETE

Ebbene si tratta di una bufala!
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Come avevamo già avuto modo di denunciare nel caso dello Yogurt Nestlè con pezzetti di vetro si tratta di bufale che vengono alimentate dalla rete.

I numerini che si trovano al di sotto delle confezioni in tetrapak (e non, ad esempio, nelle bottiglie in plastica!) servono per la rintracciabilità del materiale da imballaggio.

Le normative che regolano la produzione di latte pastorizzato (ovvero trattato termicamente) sono:

La Legge n. 169 del 1989

Il DPR 54 del 1997

Il Regolamento CE 853 del 2004 Allegato III Sezione 9

Il Regolamento CE 2073 del 2005

In esse è chiarito che non è assolutamente previsto che il latte possa essere ribolito fino a 5 volte quando risuti scaduto.

Il latte destinato al consumo umano diretto deve essere trattato termicamente con un processo di pastorizzazione o sterilizzazione per garantirne la sicurezza e la conservabilità.

La pastorizzazione è un trattamento che dura almeno 15 secondi portando il latte ad una temperatura inferiore al punto di ebollizione ma superiore a 72° C.

La sterilizzazione è un trattamento che ha come obiettivo la distruzione totale dei microrganismi (patogeni e non patogeni) e delle spore. La sterilizzazione con metodo U.H.T. si ottiene portando il latte a 140°C – 150°C per 1 – 5 secondi.

Dunque non esiste un processo di “pastorizzazione” a 190 gradi (anche perchè a quelle temperature il latte diventerebbe marrone).

Per chi desiderasse fare ulteriori approfondimenti sui diversi sistemi di pastorizzazione e sterilizzazione del latte o sulle caratteristiche del latte per neonati consigliamo la lettura di questo documento redatto dall’università di Bologna.


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