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Le catene della colpa

Creato il 04 maggio 2013 da Nehovistecose

(Out of the Past)Locandina originale

Regia di Jacques Tourneur

con Robert Mitchum (Jeff Bailey), Jane Greer (Kathie Moffat), Kirk Douglas (Whit Sterling), Richard Webb (Jim), Rhonda Fleming (Meta Carson), Virginia Houston (Ann Miller), Steve Brodie (Jack Fisher), Dickie Moore (il ragazzo), Paul Valentine (Joe Stephanos), Ken Niles (Leonard Eels), Wallace Scott (Pietro, l’autista).

PAESE: USA 1947
GENERE: Noir
DURATA: 97’

Ex detective privato, ora gestore di una pompa di benzina in un paesino di provincia, è costretto a tornare al lavoro per colpa di un gangster e della sua donna, che fu sua amante. Nonostante l’intenzione di rifarsi una vita, non riuscirà a sfuggire alla spirale di morte generata dalle sue azioni passate…

Dal romanzo Build My Gallows High di Daniel Mainwaring, che l’ha anche sceneggiato con lo pseudonimo di Geoffrey Homes, un noir RKO archetipico ma decisamente anomalo: Tourneur, il più hollywoodiano dei registi francesi, mescola gli elementi tipici del genere (fatalismo tragico, passione morbosa, una dark lady che più dark non si può) con altri decisamente più personali (predilezione per il lato romantico della vicenda, riflessione sull’impossibilità di liberarsi del passato, visione della donna come oggetto del desiderio e soggetto di morte). Parabola esistenziale, ma anche metafora “politica” di un paese che da sempre tenta di nascondere i lati oscuri del proprio passato senza riuscirci: come sottolinea il titolo originale, è impossibile fuggire a ciò che è stato perché esso si ripercuote tragicamente su “ciò che è e su ciò che sarà”, così come ciò che fummo influenza innegabilmente ciò che siamo ora. All’impossibilità di comprendere un destino governato dal caso si aggiunge l’incapacità dell’individuo di dare un peso alle proprie azioni, ovvero “oggettività” e “soggettività”: Tourneur da al noir uno spessore “nuovo”, in cui è l’uomo a governare l’esistenza e ad attribuirne gli sviluppi. La regia compatta e ritmata, visionaria nonostante l’evidente basso costo, è ben sostenuta dalla fotografia di taglio espressionista del grande Nicholas Musuraca e dalle funzionali musiche di Roy Webb. Nel 1989 fu restaurato per conto della Rai da Mario Sesti, che vi aggiunse anche alcune sequenze tagliate nella prima versione, tutt’altro che superflue (come quella finale, un piccolo capolavoro poetico e “morale” che attribuisce senso all’intero film). Ne esiste anche una versione colorizzata, da perdere con ostinazione: per i masochisti, comunque, è presente nella versione Dvd. La critica italiana tende molto a sopravvalutarlo – oggi qualche passo appare francamente un po’ datato – ma resta comunque un gran film, una tappa obbligatoria per gli amanti del noir e per i fan di Tourneur. Il titolo italiano, una volta tanto, non sfigura accanto all’originale. Primo ruolo importante per Mitchum, bravissimo, e grande prova di Douglas, mentre la Greer interpreta uno dei personaggi femminili più sensuali e allo stesso tempo sgradevoli della storia del cinema. Conosciuto anche col titolo La banda degli implacabili. 

Voto



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