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Le difficoltà geopolitiche del Sudamerica

Creato il 31 luglio 2012 da Geopoliticarivista @GeopoliticaR
Le difficoltà geopolitiche del Sudamerica

Si dice che un’immagine valga più di mille parole e in questo caso è assolutamente esatto, alcuni giorni fa abbiamo pubblicato uno schema delle basi straniere in Sudamerica, notando che con la sola eccezione della base Manta in Ecuador disattivata dal Presidente Correa, la maggior parte godono di ottima salute. Lì abbiamo evidenziato l’accerchiamento geopolitico e geostrategico del Brasile e della sua risorsa più desiderata, l’Amazzonia.

Proseguendo con lo stesso sistema oggi presentiamo una mappa satellitare in notturna nella quale possiamo osservare per mezzo delle concentrazioni di luminosità vari aspetti geopolitici:

  1. La grande concentrazione demografica continentale nelle grandi città ed enormi aree disabitate, come sono il cuore del Sudamerica (Amazzonia, Bolivia e Paraguay) e la Patagonia;
  2. I corridoi con maggiore densità demografica e i centri sviluppati del Continente: il corridoio San Paolo-Rio di Janeiro e Belo Horizonte che si collega col corridoio Buenos Aires-Rosario-Cordoba e questo con quello di Santiago del Cile nel Pacifico. E in seconda analisi solo alcune importanti città ma scollegate tra di loro. Quelle importanti di colore giallo e rosso per la loro luminosità;
  3. L’attuale depredazione delle risorse ittiche (in futuro toccherà a gas e petrolio) della zona delle Malvine, che quasi supera in luminosità le grandi città del continente, è più grave se si riesce a percepire che esse rientrano nel limite delle 200 miglia nautiche che ci spettano in base alla zona d’esclusione inglese sul nostro mare;
  4. L’importanza geostrategica delle isole Malvine visto che controllano gli accessi al Pacifico (come base militare della Nato), lo stretto di Magellano e quello di Drake, e anche l’accesso all’Antartide.

Le isole Malvine e gli accessi agli oceani
Infine possiamo osservare un’immagine satellitare della pista d’atterraggio nella tenuta del sig. Joe Lewis nella nostra Patagonia (delle stesse dimensioni e capacità d’atterraggio dell’aeroporto di Buenos Aires), che è stata collocata a pochi metri dal Golfo San Matias, nelle vicinanze di Puerto Lobos, un luogo privilegiato per la natura, conosciuto come Bahia Dorada. Ciò rappresenta un altro pericolo per la difesa di questa parte di Patagonia non abitata e scarsamente collegata. Inoltre sfugge a qualsiasi controllo dato che tale zona non è coperta da nessun sistema radar.

Basi Inglesi nel mondo

Tutto questo ci spinge a chiederci quanto manca ancora in termini di capacità di Difesa Nazionale per tornare ad avere, in primis, il controllo continentale e, in secundis, dei grandi spazi oceanici circostanti. Per tale motivo queste immagini devono essere interpretate insieme e in relazione alla geopolitica delle basi straniere del Sudamerica. Ad oggi molte domande e poche risposte.

(Traduzione dallo spagnolo di Massimiliano De Simoni)


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