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On the road: il viaggio all’avventura

Creato il 19 giugno 2015 da Retrò Online Magazine @retr_online

Il viaggio on the road: pietra miliare dell’immaginario comune occidentale, storico “coming of age” di generazioni e generazioni. Alla scoperta dei tragitti più conosciuti e di quelli più inaspettati.

«Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati»
«Dove andiamo?»
«Non lo so, ma dobbiamo andare»
La citazione di Kerouac tratta dal suo “Sulla strada” riassume alla perfezione l’idea insita dietro ad un viaggio on the road. Il suo romanzo ha avuto in effetti un ruolo enorme nell’elevare a mito il concetto del viaggio in auto senza una meta precisa, lungo strade deserte e soleggiate, alla ricerca di un’identità che non si sa bene dove stia. Libro dopo libro, film dopo film, è diventato un rito di passaggio, un coming of age dal valore spirituale pregnante, osannato e sognato dai giovani di tutto il mondo.
L’immaginario comune vede il viaggio on the road come il tipico tragitto in auto lungo un’autostrada americana, tra pianure brulle, distese di sabbia bollente, foreste e montagne, in un cambio di panorama continuo e stimolante. Poche fermate in qualche autogrill fatiscente, città semi-disabitate che fanno capolino lungo i rettilinei eterni… non si tratta, però, solo di questo.

AMERICA ON THE ROAD

Non è possibile accostare i termini “autostrada” e “Stati Uniti d’America” senza pensare alla Route 66. Nome completo US Highway 66, la Route 66 viene aperta nel 1926 ed è una delle prime highway federali. A differenza di quanto si potrebbe pensare, la Route 66 non è un semplice rettilineo come spesso viene immaginata. Alla base della sua costruzione, infatti, c’era l’idea di non deturpare il paesaggio naturale. Di conseguenza, il suo percorso è tortuoso, dettaglio che, assieme all’iniziale assenza di una copertura d’asfalto, portò ad un alto tasso di incidenti stradali.
La Route 66 inizia a Chicago, Illinois e termina a Santa Monica, California, per un totale di 3755 chilometri. Oggi è stata parzialmente sostituita dalla nuova rete autostradale statunitense. Nel caso in cui si voglia seguire questo percorso, quindi, è necessario studiare bene la mappa per capire bene come evitare le strade più caotiche e meno evocative e calpestare con gli pneumatici la reale Route 66, ormai contrassegnata come Historic Route 66.
Che essa sia ancora molto utilizzata o meno, comunque, quel che è certo è che il segno che ha lasciato nella cultura di massa occidentale è indelebile. Per rendersene conto, basta pensare a “Grapes of wrath” di John Steinbeck o a (Get your kicks on) Route 66, canzone di Bobby Troup resa famosa da Nat King Cole e poi rielaborata da grandi artisti quali Chuck Berry o i Rolling Stones.

SPAGNA DEL NORD

L’immaginario legato alla Spagna è conosciuto a tutti. Basta nominare il Paese iberico per scatenare sogni di spiagge dorate, locali affollati lungo la Rambla di Barcellona, sangria a fiumi e discoteche di Ibiza. Eppure, e basta guardare una cartina per notarlo, la Spagna non è solo questo, anzi.
Il nord della Spagna risente della popolarità del sud e non è molto conosciuto, ma riserva molte sorprese. Il clima è decisamente più variabile rispetto alla parte più meridionale, i panorami sono più selvaggi e meno mediterranei, ma forse è proprio questo a scatenare la fantasia di chi decide di esplorare questa regione. Partenza perfetta per un viaggio on the road è Santiago de Compostela, in Galizia, nell’angolo nord-ovest della nazione, appena sopra il Portogallo. Si prosegue poi verso il principato delle Asturie, dove vale una visita il bel capoluogo medievale e barocco di Oviedo. Terza regione toccata e punto d’arrivo è la Cantabria, con il capoluogo Santander, da alcuni apprezzato, da altri meno, ma che di certo vale una visita.
Un percorso particolare, più introverso rispetto a una tipica vacanza spagnola, ma proprio per questo più avventuroso e imprevedibile.

KOS

Kos è una minuscola isoletta greca appartenente all’arcipelago del Dodecaneso che si trova di fronte alla città turca di Bodrum, un tempo Alicarnasso. Sconosciuta ai più, sono in pochi ad avventurarsi verso questa località, preferendo optare verso le più conosciute e comode Rodi o Santorini. Eppure Kos, con i suoi 290 chilometri quadrati di superficie, riserva tante sorprese, anche per chi ama i viaggi in auto (seppur brevi, in questo caso, viste le dimensioni ridotte).
Il consiglio è di optare per un attraversamento completo dell’isola, partendo dal capoluogo omonimo per arrivare fino all’estremità opposta, chiamata significativamente Kefalos (“testa”). Il panorama è brullo ma non monotono: meritano una tappa il santuario di Asklepion, il suggestivo borgo di Pyli, la bella Kardamena dove sorseggiare un bicchiere di ouzo di fronte al mare, per poi arrivare alle spiagge perfette e poco frequentate dell’estremità sud. Una Grecia silenziosa, poco appariscente, che vale la pena di scoprire.

Tags:on the road,viaggi

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