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Le parole di un anno: almanacco incompleto delle letture del #2013

Creato il 30 dicembre 2013 da Diletti Riletti @DilettieRiletti
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In questo periodo di bilanci e consuntivi per tutti, ho provato a calcolare quanti libri leggo in un anno. Lungi dall’eguagliare Nina Sankovitch, la blogger che qualche anno fa si mise in testa di leggere un libro al giorno -riuscendoci, pare – ritengo di leggere tra i 70 e gli 80 libri all’anno, o per meglio dire, almeno 300 pagine a settimana. Rubo gran parte del tempo a tutte le altre attività quotidiane (e moltissimo al sonno!) e sempre con la sensazione che comunque non mi basterà una vita per leggere tutti i libri che vorrei.

Non temete, non intendo elencare qui tutti i libri di quest’anno: ne sceglierò solo uno –in ordine sparso e solo tra quelli che ho amato- per ogni mese, una sorta di almanacco di consigli di lettura e anche un promemoria per me di quest’anno appena trascorso. Perché i libri letti penetrano in noi, nei nostri pensieri, nella nostra fibra più intima, e come i migliori amici si allontanano nel tempo, ma non vanno mai via davvero.

Gennaio: Chiedi alla luna Nathan Filer, Feltrinelli

Un puzzle da ricostruire, una vita da ricomporre tra disagio e dolore: come superare la morte di un fratello down amato, odiato, che muore lasciando sulla sua famiglia un peso insopportabile? Schiacciato dalla colpa di essere il sopravvissuto e dal lutto, il protagonista affonda nella schizofrenia, vi si distende, poi tenta la risalita annaspando verso un equilibrio possibile, tra scivolate e ricadute. Un lungo cammino dall’infanzia distrutta ad un’età adulta complicata. E noi a fare il tifo per Matthew lungo la strada.

Febbraio: Perduti tra le pagine Margherita Oggero, Mondadori

Come ho scritto quando parlavo dei “lettori selvaggi”, secondo me bisognerebbe sguinzagliare i bambini in libreria per incuriosirli ed attirarli alla lettura. E se -più ancora che in libreria- questi bambini incerti e intraprendenti si smarrissero tra gli stand della “madre di tutte le librerie” (italiane, almeno)? Ecco una breve storia da non perdere: tre bambini si lasciano trasportare dal fruscio delle pagine tra gli stand del Salone del Libro di Torino, le vele della immaginazione si gonfiano, gli ormeggi sono mollati e si va… Gli adulti, fuori, si affannano e si disperano ma la fantasia almeno per poche ore non conosce limiti.

Marzo: Il senso di una fine Julian Barnes, Einaudi

Barnes

La fine è quando la vita finisce, ma non nel senso della morte, quanto nella cessazione “della probabilità che qualcosa cambi”. È il momento in cui si guarda indietro, ai propri errori e alle convinzioni di aver fatto bene, per poi scoprire che quello che ricordiamo non è quello che è realmente accaduto. Il passato prende sottobraccio un testamento e va a bussare alla porta di chi lo ha archiviato sotto una catasta di vita normale: rivivono nelle pagine di un diario amicizie e amori, idee e inquietudini in embrione. Un romanzo breve e elegante, che scorre troppo in fretta tra le dita; prevedo quindi una rilettura nel 2014.

Aprile: A viso coperto Riccardo Gazzaniga, Einaudi

Caschi e sciarpe tirate su, celerini e ultrà si affrontano a viso coperto: eppure dietro quelle barriere ci sono uomini dalle vite non così divergenti. Nessuno è del tutto innocente, nessuno completamente colpevole: da questo punto si dipanano, tra le vie di Genova ancora ferita dal G8, le storie dei tanti protagonisti in un mosaico dai colori alternati e opposti. Uno sguardo diretto su due fazioni contrarie che si preparano ad uno scontro feroce, che non avrà vinti né vincitori, ma solo perdenti. Il mondo che ruota attorno al calcio come non l’avevo pensato mai.

Maggio: Cattedrale Raymond Carver, Einaudi

Non è mai troppo tardi per incontrare un buon libro: e Cattedrale è molto più di questo. Dodici racconti, la cui perla perfetta è racchiusa nel racconto che dà il titolo alla raccolta: Carver riesce a trattare la calda materia delle emozioni umane con precisione ma senza mai riguardi o eccessiva delicatezza. Ed è attraverso il suo cesellare le parole che un vedente, descrivendo ad un non vedente una cattedrale, scopre di essere molto più cieco e quasi meno fortunato del suo amico. Umanità, umanità infinita.

Giugno: Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia Giuseppe Rizzo, Feltrinelli

La Sicilia non esiste. Io lo so perché ci sono nato: con queste parole i protagonisti e lo scrittore dichiarano guerra alla Sicilia dei luoghi comuni, alla Sicilia di Montalbano, a quella del Gattopardo. Aprono il fuoco contro i pidocchi (cioè i mafiosi), contro la collusione e il silenzio, contro la retorica e la rassegnazione. E se pensate che questa guerra si perdente e anche pallosa da leggere, beh, vi sbagliate. Riderete amaro, ma riderete tanto. Un libro ingiustamente passato sotto silenzio (forse perché scomodo?).

Luglio: Apnea Lorenzo Amurri, Fandango

Un tuffo dove l’acqua è più blu, blu profondo: la discesa verso l’inferno e la lenta, dolorosa risalita di un giovane musicista che si ritrova –quando infine riemerge- tetraplegico. Un’esperienza difficile da raccontare e difficile da ascoltare, narrata da una voce roca e interessante: ogni difficoltà, ogni scalino, ogni rinuncia e riconquista sono condivisi tra le righe. Un percorso ad ostacoli che è un po’ anche il nostro, durante e dopo la lettura.

Agosto: Joyland Stephen King, Sperling & Kupfer

Un romanzo di iniziazione dalla lettura veloce, ma non per questo del tutto leggera: iniziando un lavoretto estivo per mettere da parte qualche dollaro uno studente incontra the dark side della vita. Dietro la facciata pacchiana delle luminarie di un parco divertimenti si annida il Male, come quasi sempre accade nei libri di King: e a combattere il Male, volenti o nolenti, c’è sempre una bella fetta di innocenza da perdere e molta maturità da guadagnare. O qualcosa di simile.

Settembre: Sinistri Tersite Rossi, E/O

Dati i presupposti odierni, come sarà l’Italia nel 2023? Manca davvero pochissimo all’ingresso negli anni Venti, e non sembriamo affatto sul punto di diventare un Paese felice e ricomposto. Un nuovo ventennio è forse in agguato? È quello che si immagina in questo romanzo cupo, dove una dittatura tentacolare avvolge ogni aspetto dell’esistenza. Sfuggire, ribellarsi è ancora possibile? Occorre riflettervi fin da ora.

Ottobre: Argento vivo Marco Malvaldi, Sellerio

Di Malvaldi e della mia insana passione per il suo umorismo toscano, per la sua scrittura curata e vivace e per le sue storie mai banali, temo di aver già detto. Quindi non mi dilungo oltre e troverete la mia “personalissima lettura” del suo ultimo romanzo proprio qui: Gocce di perfetto Argento vivo.

Novembre: Lui è tornato Timur Vermes, Bompiani 

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“Lui” è Hitler e -sì, non si scherza- è proprio tornato. Pensate sia un romanzo di fantasia? Invece è una descrizione al vetriolo della nostra società, dominata dai mass-media e dalla corsa al successo, vista con gli occhi di un uomo assetato di potere esattamente come sessant’anni prima. Mentre ridete per l’umorismo frizzante e velenoso, sentirete un brivido di paura solleticarvi i pensieri.

Dicembre: L’amica geniale-Storia del nuovo cognome-Storia di chi fugge e di chi resta Elena Ferrante, E/O

Per chiudere in grande bellezza, non un solo libro ma tre, ed un’unica storia, la storia di due amiche e di una città: Lenù, la voce narrante, Lila e Napoli. Sentite le assonanze persino tra i nomi? Voci che si intrecciano, si contrastano e si incontrano nuovamente, in una composizione contrappuntistica di grande vitalità. Una scrittrice misteriosa dalla penna magica e appassionante: pagine che si susseguono e si lasciano consumare, aumentando in chi legge il desiderio di saperne di più e ancora.

E in queste ore residue del 2013 cosa augurare a voi e a me per l’anno che verrà? Incontri con pagine da scoprire e da ricordare, nella vita come nelle letture.


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