La tentazione ora, se le normative dovessero essere applicate realmente, sarebbe quella di pubblicare post da rettifica tutti i giorni per tenerli inchiodati al pc. Una sorta di guerriglia. Pensate a decine e decine di blog che muovano tutti nella stessa direzione: non potranno mica star li a controllarli tutti uno per uno. Ma questa è pura utopia, fantascienza, perché incredibile ma vero anche chi scrive su di un blog ha altro da fare, come lavorare ad esempio, oppure staccare un attimo dal web e concedersi un week-end di sana vacanza. Perché si, per molti, la maggioranza, questo è un hobby e non un lavoro. Un mezzo tramite il quale provare a dire la propria in maniera libera, una delle poche cose libere che ci sono ancora concesse. Ed è li che eventualmente proveranno a farci tana, per l’ennesima volta. Uno stato che ha timore della voce del cittadino comune è uno stato che ha paura, o almeno da l’idea di averne tanto da continuare a provare a mettere i paletti tra le ruote della libera espressione, allo stesso modo di cui ha paura della Magistratura e di chi fa le indagini, e una prova è forse il fatto che siano riusciti a far saltare anche la norma Falcone che avrebbe permesso una strada più rapida delle indagini sulle associazioni criminali e non solo perché garantiva anche per le organizzazioni criminali non mafiose le stesse procedure di indagine agevolate previste per le associazioni mafiose. Ma questo “stato” è quello che, ricordiamolo sempre, è stato votato e scelto dalla maggioranza del paese.
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