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Le più diffuse impressioni dei viaggiatori inglesi del XIX secolo sulla lingua albanese

Creato il 01 maggio 2011 da Elton77

La lingua albanese con la sua particolarità ha da sempre suscitato l’interesse non solo di storici come Leake, Hobhouse, ecc, e di poeti, come Lord Byron, ma anche di semplici viaggiatori.

Lord Byron

Lord Byron indossa un abito tradizionale albanese

L’idea generale dei viaggiatori inglesi della seconda metà del XIX secolo è che la lingua albanese (Albaninan, Albanese, Skype, Skipetaric) è una lingua non scritta. Ma, in realtà, gli stessi viaggiatori ci informano che gli albanesi di quel secolo, in alcuni casi, scrivevano questa lingua. Così Leake ci dice che già nel 1804, quando Ali Pascià Tepeleni doveva comunicare qualcosa, i suoi messaggi venivano scritti in lingua albanese, usando le lettere greche[1]. Ci informa inoltre che, nel Sud dell’Albania, le parole scritte in lingua albanese venivano rappresentate con le lettere greche, eppure questa cosa non succedeva spesso perché la classi ricche, che erano anche le più istruite, ogni volta che avevano bisogno di scrivere preferivano utilizzare la lingua greca[2].

Un’informazione simile la dà anche Bowen quando dichiara che gli albanesi per scrivere la loro lingua usavano le lettere greche, questo perché non possedevano un loro alfabeto[3].

Hobhouse, da parte sua, dichiarava che la lingua albanese è una lingua non scritta, anche perché non conosceva gli antichi autori albanesi come Budi, Bardhi ecc. Dopo un’analisi attenta dell’opera di De Lecce, giunge alla conclusione che la lingua albanese si attesta in forma scritta anche prima dell’anno 1716, anno nel quale è stato pubblicata la grammatica del sacerdote italiano.

Perché il padre parla” - scrive lui – “di un alfabeto albanese già formato che esisteva nel suo tempo, ad eccezione di cinque lettere che erano latine”[4].

Per quanto riguarda invece i suoni della lingua albanese, i viaggiatori in questione esprimono pareri diversi.

Alcuni di loro li confrontano con i suoni delle altre lingue parlate nelle zone limitrofe dell’Albania. Così si esprime Leake: “L’alfabeto greco non è in grado di esprimere tutti i suoni della lingua albanese, anche se la lingua albanese contiene in sé tutti i suoni dell’alfabeto greco odierno”[5], considerando questo fatto come una delle difficoltà maggiori che incontravano gli albanesi quando dovevano scrivere la loro lingua usando le lettere greche.

La ricchezza dei suoni della lingua albanese la mette in risalto indirettamente anche Spencer quando scrive: “Mai ho incontrato uomini che pronunciano con tanta facilità la nostra th (/θ/ come thing inglese) difficilissima da pronunciare”. Egli inoltre sostiene che nella lingua albanese si trovano tutti i suoni gutturali della lingua celtica[6]. Per il viaggiatore Bowen “La lingua albanese è una lingua gutturale e monosillabica”.[7] Anche se egli non argomenta con i fatti questa sua infondata dichiarazione.

Per quanto riguarda i dialetti dell’albanese, i viaggiatori inglesi ammettono l’esistenza dei due dialetti principali, quello del nord e quello del sud. Di grande interesse è l’informazione che ci dà Spencer quando scrive che sia la grammatica, sia il dizionario di Ksylander gli sono tornati utili quando visitò la Çamuria, ma non tanto quanto sperava quando visitò Mirdizi e Toschi, sebbene quest’ultimi parlassero la lingua albanese in tutta la sua purezza[8].

Da quello che abbiamo letto sulla lingua albanese possiamo trarre alcune conclusioni.

Secondo il parere generale dei viaggiatori inglesi la lingua albanese è una lingua antichissima che gli albanesi hanno ereditato dai loro bisnonni e che trasmettono ai loro figli da secoli.

Le loro osservazioni sull’origine illirica della lingua albanese e soprattutto sull’autoctonicità degli albanesi nei territori dove vivono, è molto importante sia per il periodo storico in cui si colloca il loro viaggio, sia per gli studi più recenti fatti su questo argomento.

Le testimonianze di questi viaggiatori sullo stato della lingua albanese nel periodo storico che vede la nascita delle loro opere, ci dimostrano che la lingua albanese, anche se usata pochissimo nei libri e non studiata nelle scuole, si trasmetteva oralmente ai bambini ed era il fattore principale della conservazione e del rafforzamento dello sentimento nazionale.

Dal confronto che hanno fatto con le altre lingue, i viaggiatori inglesi concludono che la lingua albanese è una lingua molto ricca sia per la fonetica sia per il lessico, avendo nello stesso tempo una sua struttura grammaticale.

La lingua albanese, anche se ha due principali dialetti, è una lingua unica e comune a tutti gli albanesi, i quali si riconoscono come un popolo fra gli altri popoli.


[1] Leake, W. M. Travels… v.1, p. 38.

[2] Leake, W. M. Researches… p. 260.

[3] Bowen, F. G. Mount Athos… p. 195.

[4] Hobhouse, J. C. A Journey… p. 1124.

[5] Leake, W. M. Researches… p. 260.

[6] Spencer, E. Travels… v.2, pp. 133- 134.

[7] Bowen, F. G. Mount Athos… p. 194.

[8]Spencer, E. Travels… v.2,p. 134.

Liberamente tratto dal libro Shqipëria dhe shqipëtarët në veprat e udhëtarëve anglezë dell’autore Shpëtim Mema


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