Le Regioni accelerano i tempi per la fecondazione eterologa

Creato il 26 agosto 2014 da Conservazionecordoneombelicale @SorgenteSalute

Nonostante i freni imposti dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che aveva sottolineato la necessità di un decreto che contenesse le linee guida per consentire in tutta sicurezza la fecondazione eterologa anche in Italia, le Regioni accelerano i tempi. I giudici insistono: “Non servono nuove leggi”.

Di: Redazione

Dopo la cancellazione del divieto di attuare la fecondazione eterologa in Italia, molte coppie in attesa di accedere alla procreazione assistita di tipo eterologo (ovvero con gameti esterni alla coppia) hanno visto alimentarsi le loro speranze di poter coronare il loro sogno senza spostarsi all’estero.

Fino al 9 aprile 2014, infatti, nel nostro paese la fecondazione eterologa era vietata dalla Legge 40/2004, che è stata cancellata dichiarandone l’incostituzionalità, dai giudici della Corte Costituzionale i quali si sono espressi positivamente nei confronti della fecondazione eterologa, ammettendo che il diritto ad avere figli è incoercibile.

Tuttavia, nonostante di fatto non vi sia più in Italia il divieto di fecondazione eterologa, lo scontro tra Ministero della Salute e Corte Costituzionale è ancora aspro: il primo continua a ritardare i tempi, dichiarando necessario un intervento di legge per definire norme e regole su questo tipo di fecondazione assistita; i giudici della Corte, invece, ritengono che non vi sia alcun vuoto normativo e che, di conseguenza, non sia necessario attendere un decreto o una legge per applicare la fecondazione eterologa nei centri pubblici e privati.

Molte Regioni, a dispetto di quanto stabilito dal Ministero, hanno cercato di accelerare i tempi venendo incontro alle esigenze delle coppie che da anni attendono di avere un figlio: la Toscana ha autorizzato gli ospedali a praticare la fecondazione eterologa, l’Emilia Romagna ha annunciato che procederà a settembre, se nel frattempo la Conferenza delle Regioni non avrà approvato norme comuni.

Il 14 agosto la magistratura bolognese si è espressa positivamente nei confronti di due coppie che erano state bloccate dalle cliniche: i giudici bolognesi hanno imposto ai centri di procedere con la fecondazione eterologa perché non sono necessarie nuove leggi, né attendere un nuovo decreto ministeriale, il quale sarà comunque utile per aggiornare le linee guida e definire alcuni aspetti rimasti in sospeso (come il numero delle donazioni e la necessità dell’anonimato del donatore), ma non deve intralciare l’attività.


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