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Le relazioni di potere e il vuoto d'amore

Da Gianfranco

Inutile farsi illusioni, in ogni relazione umana c’è sempre un aspetto legato ad una dinamica di potere. Non è mia intenzione esprimere qui giudizi di valore sul concetto e sulla pratica del potere poiché il potere è un ingrediente quasi fisso quando si tratta di rapporti umani e con esso ci si deve misurare quando si vuole condurre una qualche riflessione in merito. Noi tutti siamo immersi in una rete di relazioni di potere (come ha mirabilmente osservato lo sguardo acuto del filosofo Michel Foucault) in cui non è affatto facile distinguere il bianco dal nero, ma dove l’atmosfera emotiva acquista tante sfumature di grigio.

Senza volersi addentrare con l’analisi attraverso le maglie viscide del potere esercitato a livello politico ed economico nella nostra società e volendo circoscrivere l’ambito, mi sembra che la contraddizione che nasce all’interno di un rapporto affettivo scandito da una dinamica di potere si esplichi secondo questa modalità: mentre da una parte ci offre nutrimento, dall’altra ce lo sottrae. Pensiamo al primo rapporto significativo in cui ci troviamo ad essere quando veniamo al mondo… Forse nella vita non avremo più un rapporto in cui il potere su di noi sia tanto grande e terribile. La madre è la fonte di sopravvivenza da tutti i punti di vista: ci nutre fisicamente ed emotivamente, dipendiamo completamente da lei; inoltre ha un buon margine di condizionamento rispetto al modo in cui si svilupperà la nostra personalità e la nostra identità e contribuisce alla costruzione dell’immagine di noi stessi che ci accompagnerà almeno fino a quando, guardandoci allo specchio, non inizieremo a chiederci se quello che vediamo al di là del vetro corrisponda veramente a quello che sentiamo di essere al nostro interno. Ma non è solo la madre che esercita un potere sul figlio; anche il bambino tiene la madre legata a sé e, a partire dal corpo stesso, ne modifica quanto meno anche abitudini, ritmi di vita, comportamenti, scelte e condotte. Si potrebbe dire che il rapporto di potere non è unidirezionale, ma si articola secondo una reciprocità simbiotica. Nel corso della vita le relazioni più importanti, in particolare quelle d’amore, saranno declinate a partire dallo schema di questa relazione primaria ricalcandone le dinamiche e ridisegnandone i bisogni profondi. Fortunatamente un amore non è solo questo, ma il gioco delle proiezioni può essere molto sottile e strisciante, seguire regole che non si lasciano indovinare e fondersi, a volte irrimediabilmente, con il sentimento reale, pregiudicandolo o distorcendolo.

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