Magazine

Le storie, i diamanti, il coraggio, il fato, l'amore

Creato il 29 agosto 2010 da Patriziacaffiero

albero della vita

Le storie hanno segnato il mondo di narrazioni d'ambra in lungo e largo, destra, sinistra, svolta, a lato; una scorza, un grembo, una guancia di latitudini e longitudini farneticanti.

Le città principali sono sezionate a fette dalle storie; le fette dell'arancia grattugiata da un bambino che gioca con il suo coltellino appuntito.

Le storie avanzano. Da millenni si arrotolano lungo i binari, sulle pietre dei muri tirati su a secco, passano sopra e dentro i fossi, accanto ai tavolini dei caffè.
Ci sono grossi gomitoli di spago di intrecci presso le stazioni. Rasentano le lapidi dei cimiteri, le uscite delle scuole, le fermate del metrò.

Dopo avere inondato le strade come fiumiciattoli di fango allegro, di quel tipo dove sguazzano i ragazzini con gli stivali da pescatore rubati al nonno; o alla zia brontolona ma buona; dopo aver occupato le città, le piane, i monti, navigato per i mari con la noncuranza di chi non ammette poteri contrastanti hanno rimodellato il mondo.
L'hanno fatto e rifatto daccapo, e molte volte.

alba notte

Una storia felice attrasse come un piacere una ragazza verso una piccola città dell'Olanda. Lei arrivò alla piccola stazione prima del tramonto, verso le sette, con una valigia di cuoio rosso e un cappello di paglia blu.

Io conosco due coniugi di mezza età che dopo avere ascoltato una narrazione ben riuscita traslocarono all'estero senza dire niente a nessuno per non cambiare idea, per non seguire i cattivi consigli di qualcuno ben intenzionato a fermare le decisioni importanti degli altri, non essendo capace di produrne nemmeno una in tutta la sua vita.

elsita elsa mora2

Qualcuno morì precocemente per adoperare una storia fragrante come una sirena, e non è stato ancora rintracciato il corpo di un aviatore che inseguiva la sua narrazione; e per avere scribacchiato poche frasi su un quaderno quell'uomo sconquassò milioni di coscienze per i decenni a venire.

Cinque ragazzi partirono molto presto, un giorno, dopo essersi prestato a vicenda un libro pescato dal più sveglio di loro sul piano inclinato di una bancarella, in una sera d'estate molto calda, alla fiera di un piccolo paese. Avevano preso una decisione.

Le storie solcano il terreno, le lamiere, le tettoie e poi cambiano l'ordine dei palazzi e quello dei filari dei vigneti.

racconti

Un uomo alto e robusto sa raccontare le storie in modo meraviglioso, ma non devi chiedergli mai con fare aperto di narrare, né pregarlo di farlo; deve capitare così, quando non se ne sta accorgendo, e la penombra della sera ripara meglio la sua casa nascosta fra i tetti.

Lui vive in una grande città da trent'anni ma non la ama, esce ogni giorno da casa per fare la spesa, per comprare il giornale e appena sale le scale per tornare allo scrittoio la dimentica, sognando altre praterie, altri suoni, altri odori.

Quando comincia a snocciolare le storie allora è fatta, non si ferma fino all'ultima parola necessaria, come se stesse restaurando una pala d'altare in una canonica, in un piccolo villaggio di montagna, dando le ultime pennellate prima che la luce giusta scompaia dietro le cime.

Un ragazzo mi raccontò due anni fa la storia del modo esatto in cui morì suo padre dieci anni prima con una squadratura così perfetta di quella pietra che da quel giorno diventò un altro ragazzo, il ragazzo che sa raccontare molto bene le storie.
Lui non saprà mai che per me da quella sera è cambiato il suo volto, la sua postura, il suo sguardo, che ora avrà per sempre per me, un altro senso il foulard che indossa sempre sulla camicia con il colletto alzato, quasi a proteggersi dai colpi bruschi di quella nave insicura e orgogliosa che è la sua vita.

amicizia

Conosco una ragazza che cavalca le storie con la sicurezza della più prestigiosa ballerina di un grande circo di provincia mentre si alza con tutti e due i piedini perfetti gridando Yeahieeeeè sulla sella verniciata d'oro e d'argento del cavallino più capriccioso della regione e fedele a lei soltanto.

Lei scrive le storie con inchiostro blu con una penna d'oro che gli è stata tramandata dai suoi padri.
Oltre a schizzare molte storie ogni giorno su pergamena, la ragazza che conosco crea storie con tutto quello che incontra, mischia una caraffa dipinta con fiori gialli con un cartoccio di dolci appena sfornati, sa unire il luccichio degli occhi del panettiere con il rosa intenso della mattina presto, l'andrivieni del neon della sala di ballo con lo scialle di una donna anziana che la partorì molto tempo prima senza saperlo, e non era neppure la sua vera madre.

E a un comando di quella ragazza gli umani si svegliano di scatto da un torpore che è la tragica malattia nuova di zecca dell'ultimo secolo trascorso e del principio di questo, soprattutto degli abitanti delle nazioni più ricche e potenti, una specie di ritorsione del fato, e quegli umani, lo garantisco, a un suo cenno ritornano vivi a scappare a comprare rose, invitare qualcuno a ballare un tango, piantare nel giardino un sempreverde e cose così.

pater

Io conosco un ragazzo bello come una statua micenea che perse l'uso delle gambe una sera d'estate, un'estate bollente, tanto che la clessidra che gli aveva sempre portato fortuna quel giorno si era congelata per l'afa, quando si svegliò all'ospedale si accorse di essere diventato un eroe, l'eroe dei giorni in cui si ama l'esistenza malgrado tutto, con la noncuranza regale con cui Greta Garbo chiudeva la porta dietro la sua schiena perfetta.

E lui scrive storie continuamente con l'inchiostro del suo coraggio.

Ci sono molti segreti sulla terra. I segreti sono gli avi di un certo tipo di storie, i segreti sono grumi di farina di grano duro in cui le storie si sono arrestate dopo incantesimi o malie, o per qualche interdizione spaventosa, o per una catena di sciagure, o per la distrazione di qualcuno, qualche volta cadono per terra e si frantumano, o vengono dimenticati, oppure restano a dormire dentro carte che si ammuffiscono senza dirlo a nessuno fino a cascare dentro mani che le aprono e alla prima lettura liberano il fumo grigio che castigava il destino di uno, due, tre, cento persone.

amicizia

Ho saputo da qualcuno che si intendeva di ogni cosa tranne che di riparare certe trafitture che c'erano nel suo costato che dentro una famiglia di stirpe vecchia con molti dolori accatastati dentro le tombe di famiglia ma anche fra i sopravvissuti, l'ultimo membro può essere chiamato con un nuovo nome, Liberafratelli

e se porta con la fronte alta un fuoco alto come una torre fra le mani, e incede con grazia e non si arresta sentendo le voci nere del passato può liberare se stesso e i familiari che l'hanno preceduto dalle lacrime che si trasformano in una festa per tutti, con tanto di invitati e di palloncini e trombe suonate senza una ragione, tanto per stare insieme, tutti insieme ad avvalorare il principio di felicità, che è una parola così pesante da diventare leggerissima dopo un comando mentale e dopo avere sussurrato una parola magica, sputato tre volte per terra, fatto gli scongiuri sempre per tre volte o in multipli di tre e poi via, a fingere di pescare rane nel canale in realtà per sentirne l'odore e il gracidare lieto che sa di voglia di cantare

e non riuscirci in prima battuta, per poi risuscitare un paio di acuti da fare stellare gli occhi di chi ascolta sdraiato nel prato e non si stanca di perdere tempo a battere il piede su un sasso, giocherellare con un fiore spezzato, affondare le mani nel trifoglio, e cose così.

Comments


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog