Leghismo a cinque stelle (di Democrazia Atea)

Creato il 13 ottobre 2013 da Cremonademocratica @paolozignani

Democrazia Atea condanna la pessima qualità della presa di posizione di Grillo contro il M5S. Speculare sul razzismo per catturare voti accresce il dubbio che ogni scelta grillina sia opportunista, anche l'ecologismo populista, pieno di no, di anti qualcosa e privo di progetto sociale e civile. Non si possono negare i diritti umani. È ovvio. Lo si insegna alle scuole medie ed elementari. L'essere umano calpestato e umiliato va risollevato. Politica è la speranza di una civiltà, non di un penoso successo elettorale. Vuole solo i voti Grllo? Per utilizzarli strumentalmente? Repellente! Ma Enrico Letta logora se stesso e il Pdl, come anche Grillo e la Lega. Il governo contraddittorio, voluto, imposto ma scientificamente folle, può fortunatamente danneggiare tutti i mali, o almeno parte, di molti partiti. Gli italiani hanno qualche tempo per pensare e decideranno. Ecco l'intervento di un esponente di Democrazia Atea, Alessandro Orfei.

Non nascondiamoci dietro buonismi e frasi fatte: l'immigrazione è un problema delicato, specialmente in questo Paese.
Ma se per un secondo superiamo quel velo di superficialità e accantoniamo la cultura dello "scarica barile", possiamo forse renderci conto che è un problema che va ben al di là della favorevole posizione geografica dello Stivale o della tanto decantata e mai dimostrata escalation di criminalità dovuta al flusso di migranti.
L'immigrazione non è un fenomeno esclusivamente italiano. Pur ammettendo che il fattore geografico contribuisca ad un flusso più copioso qui che in altri Paesi europei, c'è da domandarsi come mai l'integrazione altrove si sia attuata con un efficacia di gran lunga superiore. Domandiamoci dove la politica abbia fallito, e non solo in relazione al contenimento dei flussi migratorî.
Pensare che ci siano uomini, donne e bambini che spendano cifre da capogiro, accumulate per anni con lacrime sudore e sangue, e che affrontino dei viaggi al limite del suicidio, i cosiddetti "viaggi della disperazione", con il solo scopo di venire in Italia per violare qualche villino o rubare al mercato rionale è ben più che risibile.
È un ragionamento idiota. È "pigrizia mentale".
E la "pigrizia mentale" è una delle peggiori piaghe che affligge l'Italia, e non solo.
Ed è proprio su questa che si basa il consenso del demagogo.
Questo è quanto riportato sul proprio blog dal Megafono del "vento di cambiamento":

"Ieri è passato l'emendamento di due portavoce senatori del MoVimento 5 Stelle sull'abolizione del reato di clandestinità. La loro posizione espressa in Commissione Giustizia è del tutto personale. Non è stata discussa in assemblea con gli altri senatori del M5S, non faceva parte del Programma votato da otto milioni e mezzo di elettori, non è mai stata sottoposta ad alcuna verifica formale all'interno. Non siamo d'accordo sia nel metodo che nel merito."

Volendo tralasciare le già note posizioni espresse in passato dal comico (che è rimasto tale, solo che ora pretende di fare politica) sul tema degli immigrati e dello ius soli, proprio in merito al consenso Grillo e Casaleggio non fanno mistero del perché di questo sfogo:

"Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l'abolizione del reato di clandestinità [...] il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico."

À la lumière du soleil!

Tutto questo, corredato da una foto di un'anziana signora che raccoglie degli ortaggi da una cassetta della frutta gettata a terra. Ci mancava soltanto l'ampollina del Po o il logo di Forza Nuova.

Ma a voler seguire il consenso ad ogni costo, si finisce con il mettere in stand-by la materia grigia e a ragionare "di pancia", evitando di analizzare la realtà dei fatti e parlando per slogan del tipo:

"Nel merito questo emendamento è un invito agli emigranti dell'Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l'Italia."

La realtà dei fatti consiste in uomini e donne che pur di fuggire dalla miseria, dalla fame e dalle dittature sanguinarie, dopo enormi sacrificî scelgono di mettere a rischio la propria vita e quella dei loro figli. Uomini e donne che salgono su imbarcazioni appena galleggianti andando in contro alla morte.
Alla morte o agli avvisi di garanzia, se disgraziatamente gli capita di sopravvivere.
Perché, dal momento che non sono morti, si sono macchiati di un reato. Quello di essere in fuga per la sopravvivenza su un suolo che li criminalizza per pulirsi la coscienza dal non essere stato in grado di gestire la situazione. Dimenticando tra l'altro il proprio passato e le fughe oltreoceano...
Perché questi uomini e queste donne sono carne da macello. O da galera.
Salvo poi metterli a lavorare in nero nei campi, pagati una miseria per raccogliere quei pomodori che alla sera troviamo sulla nostra tavola. In quel caso tornano finanche utili.

Beninteso, non voglio liquidare il problema con quello che a molti potrà sembrare "buonismo di sinistra". Il problema c'è e va affrontato, e non ho la presunzione di sventolare la ricetta per risolverlo in due minuti.
Ma siccome ho scelto e in parte rappresento un Partito la cui idea politica e i cui valori si basano sulla difesa dei diritti umani e su quell'articolo 2 della Costituzione di cui spesso ci si dimentica, sento il dovere di prendere una posizione.
Non ho alcuna riluttanza nell'affermare che, personalmente, le dichiarazioni ed il ragionamento espressi dal duo Grillo-Casaleggio mi diano la nausea.
Non si tratta di semplice indignazione, ma di puro disgusto.
E che non si colga l'occasione per lanciare l'accusa di essere "ossessionati da Grillo e dal M5S".
Sono posizioni che mi disgustavano ieri quando rimbombavano dai palchi della Lega, e che mi disgustano oggi rimbombando dai blog del M5S.
Perché basare il consenso sulla pelle dei disperati è indegno.

Alessandro Orfei
Segretario Provinciale DA - Roma

www.democrazia-atea.it

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