Magazine Viaggi

Les Flandres insolites et fascinants

Creato il 14 agosto 2014 da Rogues
Les Flandres insolites et fascinantsNei locali e ristoranti di questa parte del nord Europa dove ho deciso di trascorrere qualche giorno prima del Ferragosto, si ascolta quasi solo musica anni '80, ma il tempo non si è fermato. E nemmeno io. Sono nella media della mia personale tabella viaggi prefissata a inizio anno; ottavo mese, ottava trasferta, ottava nazione. Destinazione Belgio, le Fiandre insolite. Base “star” : Leuven, “featuring” Mechelen e “special guest” Gent. Le scritte sono tutte in fiammingo e in poche indicazioni il francese mi riserva per le stesse città i nomi di Louvain, Malines e Gand. Mi sono sempre chiesto del perché non lasciare il nome originale alle città. London è London e non Londra o Londres e così via … Posso capire in presenza di etnie diverse ma il nome avrà una sua definizione unica, no ? Non è ridicolo leggere i nomi delle città italiane come Venice, Florence, Milan, Rome, Turin, Naples. ? Chiusa la parentesi lemmi, torno a inizio post e proseguo nel mio viaggio insolito e affascinante in questa bellissima parte del Belgio dove ho già visitato anni indietro le turistiche Bruxelles (Brussel), Anversa (Antwerpen) e Bruges (Brugge).Il centro storico di Leuven è un vero gioiello architettonico, si resta incantati dalla bellezza del suo Municipio. Mechelen è stata una sorpresa con il suo campanile della cattedrale così imperioso. Gent l'ho ritrovata in splendida forma dopo i miei tour in camper degli anni '90 e 2000 ed è una certezza. Per me che adoro le bionde, qui mi sono preso una sbandata con le “birre” locali. Una birra al giorno … una per ogni città visitata. Soprattutto perchè a Leuven c'è anche, dal 1366, la Stella Artois la più antica fabbrica di birra della città ora di proprietà della società InBev maggior produttore al mondo per quantità prodotte. Che dire ? Ci fosse stato Umberto al mio fianco avrei avuto più delucidazioni sulle singole diversità, ma sicuramente mi darà lezione nel weekend che ci porterà a Ulma (Ulm) in Germania nel finale di questo mese. E mentre lui si idraterà a birra, io farò la solita misera figura chiedendo una “piccola”.Le Fiandre sono una vera ricchezza culturale e moltissime delle loro “attrazioni” sono sotto il Patrimonio dell'Unesco. Leuven mi ha stregato per nucleo storico perfettamente diviso tra due piazze adiacenti, l'elegante Grote Markt, con il Stadhuis (Municipio) e la Chiesa di Sint-Pieterskerk(la Collegiata di San Pietro), e la giovane studentesca Oude Markt. Il colpo d'occhio è notevole, luccicante raffinata armoniosamente ornata la prima, quanto frizzante e vivace la seconda. E anche i locali sono differenti. Nella Grote Markt si affacciano eleganti brasseries, mentre nell'altra sembra di stare nel più lungo bar d'estate, all'aperto. Un locale a fianco l'altro senza quasi distinguerne il confine di proprietà. Intorno alle due piazze le viuzze ospitano tantissimi ristoranti con gastronomia belga e quella etnica. Non si può dir certo che non si trova da mangiare … Da visitare a Leuven anche i due “beghinaggi” (il piccolo e il grande), una serie di piccoli edifici usati dalle beghine nel tredicesimo secolo, che erano sorellanze laiche di donne religiose, appartenenti alla Chiesa Cattolic che cercavano di servire Dio senza ritirarsi dal mondo.Da non perdere il tour con assaggio allo stabilimento della birreria storica della Stella Artois. Il mio hotel è proprio nella piazza di fronte la stazione e quindi prendere un treno al volo è facilissimo e così non mi sono lasciato sfuggire l'occasione per andare a Gent, a Mechelen e … a Bruxelles, missione Tintin. Tutto perfettamente in orario e con tante possibilità. Gent è a un'ora da Leuven ma ne vale la pena. Oscurata dal gioiello di Bruges, Gent vive di riflesso proprio. Un giro nei canali è doveroso per vedere in poco tempo tutte le attrazioni come il Castello dei Conti di Friandra o lo skyline medioevale passeggiando lungo le pittoresche Graslei e Korenlei ritornando indietro nel tempo quando in città c'era ancora un porto. A pranzo ho provato la birra locale Augustin e un piatto tipico come lo stufato di manzo alla birra naturalmente accompagnato dalle meravigliose patatine fritte cui ho dedicato il post di Bruxelles e Anversa dell'aprile del 2009. Rientrare di sera a Leuven è piacevole: Il tempo di una doccia e via di nuovo per il centro per confondersi con i giovani che festeggiano la fine della stagione di studio e con i turisti abbagliata dalla cornice illuminata dei monumenti principali. La mattina seguente raggiungo Mechelen che dista solo venti minuti di treno da Leuven e che è considerata l'ultima dei tesori delle Fiandre dopo Bruxelles, Bruges, Gent, Anversa e naturalmente Lovanio (il nome italiano di Leuven). Mechelen è stata una rivelazione. La piazza centrale è uno splendido quadro dove spicca la Cattedrale di San Rombaldo con il suo possente campanile-torre alto 98 metri che ospita un carillon di 98 campane. Oltre al Municipio gotico sempre sulla piazza della Cattedrale si può dare una splendida una occhiata al cortile del Palazzo rinascimentale di Margherita d'Austria. A pranzo, con il tavolo aperto sullo scenario rilassante della piazza, ho provato il cock (pollo) arrosto con indivia naturalmente belga e patate al rosmarino. Ho brindato con la loro birra locale, la Gouden Carolus Triple. Mechelen, un'altra tappa fondamentale nel mio carnet delle insolite e affascinanti Fiandre E visto che in treno ci vogliono soltanto altri venti minuti perché non trasferirsi per un piccolo saluto nella capitale Bruxelles ? Non mi lascio sfuggire l'occasione e il giorno seguente ci vado all'ora di pranzo, cerco e trovo un buon ristorante sulla Grand Place, la Brasserie dell'Ommegang) e scelgo un altro piatto tipico della gastronomia belga il Waterzooi di pollo servito come zuppa con patate lesse e verdure tagliate fini. Il gioco è fatto e la birra Primus sarà il giusto complemento. Nella via che venendo dalla stazione di Brussel Centraal vi porta alla Grand Place vi imbatterete prima nella Boutique di Tintin e più avanti nella famosissima statua di Manneken Pils. Nello store del mio personaggio dei fumetti preferito ho deliberatamente acquistato due meravigliose statuine in ceramica che mi assomigliano nei modi. Adoro TinTin e il suo amore per i viaggi. Forse inconsciamente ho preso spunto da lui. Al posto di Milou io sto cercando una biondina che mi seguirà nei viaggi a venire. Ci conto. All'aeroporto di Bruxelles gli occhi del peluche gigante di Milou sugli scaffali del duty-free mi guardava così intensamente che non ho resistito a portarmelo a casa. Quando viaggio da solo vengo rapito dai miei pensieri e mi piace giocare con loro. Alcuni talvolta cerco di cancellarli, per altri trovo delle soluzioni, per i restanti mi preparo per affrontarli meglio al rientro. Il viaggio di per sé mi carica, sempre. Il più delle volte sono pensieri sentimentali. L'incontro nel 2011 con la femme fatale mi ha stregato e ora sto raccogliendo le ultime briciole di senno e poi la tavola sarà pulita o di nuovo apparecchiata a lusso. Questione di stile. E, a proposito di tavola, piatti e birre locali, a Leuven la prima sera e l'ultima sera del viaggio ho cenato con le classiche moules (cozze) nell'abbinamento perfetto con le patatine fritte e con una tartare da condire al momento abbinata, come da suggerimento ricordo di Girona, da un bicchiere di gin-tonic. Ma quante ne so ? Post's song : “Heaven in my hands” performed by Level 42Periodo del viaggio : agosto 2014

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Magazine