Magazine Diario personale

Lettera ad un’amica

Da Francescas

“Parlerai di me nel tuo blog?”
“Certo!”

Si, gliel’ho promesso e ora è arrivato il momento di farlo. Era la notte del 19 settembre 2009 quando ci siamo ritrovate; proprio per il mio compleanno. Non che mi importasse qualcosa festeggiare l’avanzare degli anni, piuttosto l’averti riabbracciato con il pensiero. Abbiamo trascorso l’inverno a raccontarci la nostra vita, a recuperare cinque anni di lontananza per quella stupida incomprensione non dettata dal nostro volere. Le nostre due vite si sono incrociate, e con nostro grande stupore, abbiamo scoperto tutti gli aspetti in comune. Dalla storia della nostra vita fino ai gusti in moda o musica. Ci siamo chiamate l’ala di un solo corpo. Mi sono rilaureata una seconda volta nel cuore nel giorno della tua laurea. Sono corsa ogni volta che avevi bisogno. Abbiamo condiviso cene, serate, lunghe chiaccherate al telefono…e ora?

Ora non so più chi sei. Non riesco a capire cos’hai e perchè ti allontani. Ti ho teso la mia mano fino all’ultima volta in cui mi hai detto che le cose non vanno bene. E perchè non la prendi?
Libera di non prenderla ma non nasconderti dietro ai problemi della vita per non affrontarmi. Brutta parola affrontare una persona. Quando si dice affrontare vuol dire che qualcosa non è andato.
E allora ti chiedo io: cosa c’è che non va? Te lo chiedo per l’ennesima volta. Non voglio la solita risposta, voglio la verità. Desidero sapere il motivo di un allontanamento ingiustificato. Sarebbe un mio diritto. Perchè se avessi sbagliato qualcosa inconsapevolmente vorrei esserne al corrente.
Sono delusa, tanto. Non credevo che quest’amicizia potesse avere delle incrinazioni. E’ come un bicchiere che ti cade quando lo stai per mettere nella credenza dopo averlo lavato ed asciugato. Lo guardi bene: è scheggiato.

Si è scheggiata anche quest’amicizia? L’amicizia non è un rapporto unilaterale, non cerca solo una parte, non s’interessa solo una parte…no. Amicizia è condivisione. E’ sapere tutto dell’altra. E’ gioire nei momenti belli e anche in quelli brutti per poter aiutare l’altro a ritornare a sorridere.

Ho un concetto d’amicizia ancora molto puro. Mi dispiace ma non cambierò, lo manterrò finchè vivrò.
Non so se chiariremo, cosa mi dirai o quali saranno gli sviluppi, so solo che credevo di vederci invecchiare a vicenda proprio come ci raccontavamo quest’inverno davanti ad un Martini.

Per ora la via del silenzio la prendo io. Sono ferita e delusa. Ho cercato di capire, starti vicino e avvicinarmi ma da parte tua non ho trovato più la stessa persona.
Mentre scrivo un brivido mi percorre la pelle perchè i segnali che mandi sono ormai deboli. Debole sono anche io perchè non ho più intenzione di pregare nessuno. Se ci sarai sarò quì ad ascoltarti. Non ti chiuderò la mia porta. Se non ci sarai mi dispiacerà, ci starò male ma poi volterò pagina. Chi ha perso una vera amica sarai stata tu.



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