Magazine Diario personale

Lettera di un figlio dal futuro

Da Martinello
Lettera di un figlio dal futuro
Ho sognato  di ricevere una lettera magica da parte di mio figlio, pervenutami dal 2038.
diceva così:
"Caro Babbo
Finalmente siamo riusciti ad avere i documenti e qui stiamo bene, non ci manca nulla. Nadie ormai è all'ottavo mese  e siamo contenti, perchè la regione dove viviamo ci fornirà dade e infermiere per tutto il periodo che precede lo svezzamento, anche se noi pensiamo di potercela cavare da soli, che tanto abbiamo il Pediatrico qui a due passi.
Nadie avrà la maternità per tutto l'anno prossimo, e comunque quando tornerà al lavoro , potrà portare il bambino al nido della sua azienda, come fanno tutte le sue colleghe. 
Io ho il mio lavoro che sta cominciando a girare bene. Un sacco di gente è interessata a quello che faccio e gli ordini non mancano.
E'strano stare qui, lontano dall'Italia, e rendersi conto che questa è la vita che ho costruito, lontano da voi, in un paese che non è il mio.
Dopo tutti questi anni ho pensato di ringraziarti per tutto ciò che hai fatto per me e mio fratello: ormai siamo sistemati, e anche se non siamo vicini, abbiamo comunque un posto dove stare, una persona accanto e un lavoro, anche grazie a te e alla mamma.
Nonostante questo non riesco a ringraziarti per tutto ciò che non hai fatto e solo ora riesco a dirtelo; con una lettera perdipiù.
Quello che non hai fatto per il tuo paese, quando era il momento. 
Sarebbe stato giusto scendere in strada più spesso durante il periodo in cui quel tizio salì definitivamente al potere. Non dico per farsi delle passeggiate, ma giusto così, per tirare su un po' di gente, dei gruppetti e organizzare un atto di guerriglia contro lo Stato, contro di lui. Lo dico senza compiacimento, senza il gusto di voler dire per forza una cosa assurda.
Probabilmente avevi da fare, forse stavi su Internet a vedere quello che succedeva fuori, o probabilmente avevi una scadenza per uno dei tuoi libri.
Probabilmente allora avresti dovuto scrivere almeno qualcosa su Facebook, quando ancora ce l'avevate, per dire alla gente di non andare a votare ancora una volta per quell'uomo.
Ma la verità è che la civiltà viene costruita da chi desidera costruirla e non da chi subisce passivamente le decisioni di un padre irresponsabile. E voi forse non la desideravate veramente.
Avresti potuto scrivere che ancora una volta, il più grande pubblicitario mai esistito, aveva dato in usura una serie di pacchetti regalo agli italiani rassicurandoli sul fatto che non era lui quello di cui avere paura. E' sempre stato il migliore di tutti, in questo.
Ricordi quel film di Sorrentino, che mi hai fatto vedere una volta? "L'Amico di Famiglia" si chiamava. Non dimenticherò mai la scena in cui il cravattaro fa un prestito alla giovane coppia di sposi che dovevano organizzarsi il matrimonio, ma poi visto che i due non riuscivano a pagare il debito gli va in casa e si fa consegnare con la forza perfino il Bimby , quell'aggeggio costoso che avevamo anche noi per fare le pizze e le torte. Mi aveva fatto troppa impressione che gli fregasse il "Bimby". 
Il loro migliore amico si era trasformato nel peggiore dei nemici.
Avresti potuto dire che le regioni cosiddette " Traino" dell'Italia, le regioni del Nord, la Lombardia (dove è nato lui) e il Veneto (quello dove tu sei nato), dove la destra vinceva sempre, sono in realtà la vera culla delle peggio mafie: che a Brancaccio e a Secondigliano, si fa casino, si spara e ci sono i morti di fame, c'è "folklore", ma che al nord si fanno i meglio affari senza far troppo rumore, tutti belli puliti e profumati. Che la verità sullo stato delle cose era continuamente sovvertita, nascosta.
Avresti dovuto dichiarare che qualcuno stava deliberatamente sabotando il sistema scolastico dove i  figli sarebbero dovuti crescere, dove avrebbero dovuto trovare le idee per trasformare il loro paese.
Avresti dovuto augurare a tutti  quelli che lo avevano votato di avere un figlio disabile, per accorgersi solo all'ultimo momento, che nelle scuole non esistevano più i soldi per pagare gli insegnanti di sostegno e che quindi nessuno avrebbe potuto aiutarlo a crescere esattamente come tutti gli altri.
Avresti potuto impedire che la prostituzione diventasse un bene di consumo legale e sostenuto dallo stato, che diventasse la nuova moneta ufficiale per la corruzione. Che chiunque si potesse vendere come merce di scambio.
Avresti dovuto fare tante, forse troppe cose.
 Dopo aver perso il lavoro con la Francia, perché l'Italia era uscita dall''Europa e hanno chiuso le frontiere e di conseguenza tutte le transazioni legali con l'estero, avresti potuto fare fumetti di denuncia, scrivere e disegnare quello che era successo in Italia, e dire a tutti di non fare i nostri stessi errori, di riuscire con qualche idea a evitare il disastro. Forse questo era alla tua portata.
Ma mi rendo conto che queste cose non pagano, e hai preferito continuare a fare i tuoi super tizi che saltano, menano e sparano cazzate  per pagare gli studi a me e mio fratello, con gli editori italiani, anche se pagavano meno.
Ricordo quando mi raccontavi dei tuoi viaggi in Francia, alle Convention e di quanto ti facesse orrore durante le cene,  sentire i tuoi colleghi italiani parlare dell'ennesima buffonata del nostro presidente, con i falsi sorrisi e gli sguardi imbarazzati dei commensali francesi. Di quanto non riuscivi a non percepire un retrogusto di orgoglio nelle parole di chi raccontava le sua gesta, nonostante sembrasse voler dire il contrario. "Noi Italiani siamo fatti così, il nostro capo è un po' bizzarro: bisognerebbe farci un fumetto!". 
E tu che digrignavi i denti e che ti maledivi, senza riuscire a dire " Non è divertente, stronzi! Non è buffo, è solo tragico, insensato e bisognerebbe piangere, invece. Ma com'è difficile piangere davvero per gli Italiani. Com'è difficile disperarsi nel modo giusto, nel modo che poi ti fa odiare con tutte le tue forze ciò che ti ha fatto disperare!"
Tu, che deridevi tuo fratello, lo zio, quando ti raccontava che corrompeva i funzionari Ucraini col Parmigiano per ottenere il visto per sua moglie, cosa pensi adesso che sono io a dover portare le bottiglie di vino nei vostri uffici dell'immigrazione per avere prima le carte?
Dopo che la mamma, plurilaureata, pluri masterizzata, perse anche il lavoro come segretaria e si mise a fare lezione di pianoforte e solfeggio per riuscire a pagare le spese, forse avresti duvuto dire che c'era qualcosa di sbagliato negli italiani, se a tutti sembrava normale e giusto vivere così.

Ma le cose da fare che non si sono fatte sono sempre tante, e tu forse, non hai colpa. Ognuno ha il proprio ruolo il  proprio scopo e ora che sto per diventare anch'io papà, credo riuscirò a capirlo.
Mi devi perdonare lo sfogo, ma era da tanto tempo che volevo dirti queste cose.
Spero di riabbracciarti presto, che così magari ne parliamo di persona, se le mie parole ti hanno fatto arrabbiare.
ti bacio, saluta la mamma."

Buonanotte a tutti


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