I diritti LGBT nel mondo: la Corte Europea dei diritti dell'Uomo richiede all'Italia di riconoscere le coppie omosessuali; quali sono le differenze con gli altri Paesi?
La questione dei diritti degli omosessuali è tornata alla ribalta negli ultimi giorni, in seguito alla condanna dell'Italia da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo, organo rappresentante del Consiglio d'Europa. La CEDU critica all'Italia l'assenza di un'istituzione giuridica che riconosca le coppie formate da persone dello stesso sesso e richiede che il Paese porga rimedio alla situazione, iniziando a tutelare attivamente i diritti delle persone LGBT.
La CEDU non ha specificato la forma che l'Italia dovrebbe utilizzare per regolarizzare tali unioni. Le possibilità sono due: matrimonio contraibile anche per le coppie dello stesso sesso o legge sulle unioni civili. Con unioni civili si intendono le forme di convivenza tra due persone, che in questo modo, pur non sposandosi, si vedono riconosciuto uno status giuridico e hanno di conseguenza accesso a tutta una serie di diritti e benefici che ricalcano in gran parte quelli delle coppie sposate.
Molta è stata la confusione riguardante l'organismo che ha sanzionato l'Italia, la Corte europea per i diritti dell'uomo, non solo da parte dei meno informati ma anche da politici di professione. La Corte europea dei diritti dell'uomo non ha nulla a che fare con l'Unione Europea; dipende, infatti, dal Consiglio d'Europa, un'associazione che ha lo scopo di promuovere la democrazia e i diritti umani in Europa. Ne fanno parte ben 47 membri, ovvero la quasi totalità degli stati presenti sul continente.
Ma com'è la situazione al di fuori dei confini italiani? Quali sono gli stati europei che prevedono tutele per le coppie omosessuali?
Il blocco scandinavo
La Scandinavia in senso esteso, ovvero come regione comprendente Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda e Finlandia, è spesso vista come una zona perfetta, patria del welfare state e delle pari opportunità. Chiunque si addentri nella cultura di queste regioni sa che non è così, e che i Paesi scandinavi presentano complicanze, incoerenze e problematiche come qualsiasi altro Stato del mondo. Per quanto riguarda la questione dei diritti LGBT, però, non si può negare che l'Europa del nord sia stata e continui ad essere molto progredita. Lo si nota anche solo confrontando le date corrispondenti alla depenalizzazione dell'omosessualità: 1972 in Norvegia, 1971 in Finlandia, 1944 in Svezia, 1940 in Islanda e addirittura 1933 in Danimarca. Un risultato che, se si pensa alla situazione europea nel 1933, ha dell'incredibile.
La Danimarca, in particolare, ha continuato a mostrare una grande attenzione nei confronti della questione LGBT, e nel 1989 è stata il primo Paese al mondo a legalizzare le unioni civili per le coppie dello stesso sesso. A questo provvedimento sono seguiti il diritto all'adozione, nel 2010, e infine il matrimonio, nel 2012.
La Svezia non è da meno: legalizzate le unioni civili nel 1995, ha provveduto al diritto all'adozione nel 2003 e al matrimonio nel 2009.
Anche la Norvegia ha legalizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso nel 2009, permettendo anche l'adozione; le unioni civili erano state attuate nel 1993.
Per la piccola Islanda le tempistiche sono simili: unioni civili nel 1996, adozioni nel 2006 e matrimonio nel 2010. La remota isola europea, inoltre, è anche la patria di Jóhanna Sigurðardóttir, primo capo di governo apertamente omosessuale al mondo.
La questione si fa più complessa in Finlandia, dove dopo la legalizzazione delle unioni civili nel 2002, solo ora si stanno prendendo nuovi provvedimenti in materia di matrimonio e adozioni: nel novembre 2014 è stato finalmente reso legale il matrimonio tra coppie dello stesso sesso, così come l'adozione all'esterno della coppia (precedentemente era possibile solo adottare il figlio biologico di uno dei due partner). Un grande momento per la Finlandia, che da fanalino di coda dei paesi scandinavi in materia di diritti LGBT si trova finalmente alla pari con i propri vicini.
Peculiare è come in Scandinavia la questione dei diritti degli omosessuali abbia incontrato il sostegno degli ambienti religiosi: la Chiesa svedese, quella norvegese e quella danese permettono infatti il matrimonio religioso tra persone dello stesso sesso.
L'Europa occidentale
Più composita è la situazione delll'Europa occidentale. Risale a pochi mesi fa l'approvazione da parte dell' Irlanda dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, che è seguita al riconoscimento delle unioni civili nel 2011 e che si unisce alla possibilità di adozione sia esterna che interna alla coppia. Nel Regno Unito le unioni civili sono state istituite nel 2005, mentre il matrimonio è stato approvato nel 2014 (ad esclusione dell' Irlanda del Nord, dove per due persone dello stesso sesso continua ad essere impossibile sposarsi). A scaglioni è arrivata la legge riguardante l'adozione da parte di persone LGBT: nel 2005 per l' Inghilterra e il Galles, nel 2009 per la Scozia, nel 2013 per l' Irlanda del Nord.
In Francia, la legalizzazione dell'omosessualità risale alla Rivoluzione Francese, e precisamente al 1791. Nel 1999, attraverso i PACS, vennero istituite le unioni civili, mentre il matrimonio tra persone dello stesso sesso venne approvato nel 2013, assieme al diritto di adozione.
Nei Paesi Bassi fu il Codice Napoleonico, nel 1811, a rendere legali le relazioni tra persone dello stesso sesso. Le unioni civili risalgono al 1998 e sono state seguite molto presto, solo tre anni dopo, nel 2001, dal matrimonio gay. Sempre dal 2001 è possibile per le coppie omosessuali adottare un bambino. Anche il vicino Belgio ha percorso molto velocemente le tappe lungo la strada per i diritti LGBT: approvate le unioni civili nel 2000, ha fatto seguire il matrimonio nel 2003 e l'adozione nel 2006. Sorprende il quadro riguardante la Spagna e il Portogallo, due paesi profondamente cattolici e per questo più vicini alla situazione italiana. La Spagna ha approvato le unioni civili nel 1994 e il matrimonio e l'adozione per persone dello stesso sesso nel 2005. Per il Portogallo le adozioni continuano ad essere un tasto dolente, dal momento che non sono ancora state legalizzate, mentre le unioni civili sono state istituite nel 2001 e il matrimonio tra persone dello stesso sesso nel 2010. Per quanto riguarda il Lussemburgo, dove le unioni civili potevano essere registrate dal 2004, la svolta è arrivata l'anno scorso, quando sono stati legalizzati sia il matrimonio tra persone dello stesso sesso che l'adozione da parte di coppie omosessuali. Entrambi i provvedimenti sono entrati in vigore all'inizio di quest'anno e hanno portato anche al matrimonio del primo ministro Xavier Bettel con il suo compagno. I piccoli stati del Principato di Monaco e di Andorra vanno a completare il quadro: nel primo caso la strada è ancora in salita, dato che Monaco non ha approvato le unioni civili, il matrimonio, l'adozione e addirittura non possiede nemmeno leggi contro la discriminazione in base all'orientamento sessuale; nel secondo caso, invece, la situazione è più rosea: sebbene gli omosessuali non possano sposarsi, hanno comunque accesso all'adozione (dal 2014) e alle unioni civili (istituite nl 2005 e modificate nel 2014).
L'Europa centrale
Per quanto riguarda gli stati dell'Europa centrale (Germania, Austria, Svizzera, Repubblica Ceca, Liechtenstein), nessuno di essi ha riconosciuto il matrimonio tra persone dello stesso sesso. In compenso negli ultimi quindici anni sono state adottate misure riguardanti le unioni civili, che riconoscono anche coppie LGBT. La prima a prendere provvedimenti di questo tipo è stata nel 2001 la Germania, seguita dall' Austria nel 2009 (con modifiche migliorative nel 2010), dalla Repubblica Ceca nel 2006, dalla Svizzera nel 2007 e dal Liechtenstein nel 2011. Per quanto riguarda le adozioni, la Germania permette l'adozione del figlio del partner all'interno di una coppia omosessuale dal 2005, così come l' Austria, che dopo l'iniziale legge del 2013 dal 2015 dovrà legalizzare anche le adozioni "esterne" da parte di una coppia omosessuale, come richiesto dalla Corte Costituzionale. In Liechtenstein, Svizzera e Repubblica Ceca la situazione si fa complicata: una persona single (anche omosessuale) può adottare, mentre non è prevista l'adozione da parte di una coppia gay o lesbica.
Balcani, Grecia e Paesi baltici
Nera si presenta la situazione degli omosessuali nella maggior parte degli Stati dei Balcani. Non è presente alcun tipo di tutela, nè a livello di unioni civili o di matrimonio, nè a livello di diritto di adozione, in Moldavia, Serbia, Romania, Macedonia, Grecia, Albania, Montenegro e Bosnia Erzegovina. In Bulgaria e in Slovacchia l'unica apertura si presenta nell'ambito delle adozioni, dove gli omosessuali single possono adottare bambini. In Croazia leggi per le unioni civili sono state promulgate nel 2003 e nel 2014, ma il matrimonio è stato negato tramite il referendum del 2013. Le adozioni sono negate alle coppie omosessuali ma è permesso diventare il tutore del figlio del proprio partner dello stesso sesso. Come in Bulgaria e Slovacchia, è possibile per una persona single adottare un bambino, indipendentemente dall'orientamento sessuale.
In Ungheria le unioni civili sono state istituite molto presto, nel 1996, nella forma di coabitazione non registrata, e sono state trasformate in vere e proprie unioni registrate nel 2009. Il matrimonio e l'adozione, però, sono ancora vietate per i cittadini LGBT.
In questo panorama, la Slovenia pare essere un vero e proprio paradiso felice. Essa vanta le unioni civili per le persone dello stesso sesso sin dal 2006 e il matrimonio dal 2015. Inoltre, le coppie LGBT possono adottare. Una situazione di gran lunga superiore anche a quella della vicina Italia.
Non si discosta di molto la situazione dei Paesi baltici. Polonia, Lituania e Lettonia non riconoscono le unioni civili, i matrimoni gay e le adozioni. Spicca l' Estonia, che istituirà un "cohabitation agreement" nel 2016 e che permette le adozioni del figlio del partner alle coppie dello stesso sesso.
Verso Est
Il Consiglio d'Europa conta al proprio interno anche Paesi che non fanno parte dell'Unione Europea e che si estendono verso l'Asia e il Medio Oriente: Armenia, Georgia, Azerbaijan, Turchia, Russia e Ucraina. In nessuno di questi Stati sono previste unioni civili, matrimoni gay o adozioni per coppie dello stesso sesso. Solo in Russia e Ucraina si apre un piccolo spiraglio: le adozioni sono permesse ai single e non ci sono restrizioni riguardanti l'orientamento sessuale di chi adotta.
Solo in Georgia e in Ucraina sono presenti leggi che combattono la discriminazione basata sull'orientamento sessuale; un progetto simile era stato iniziato in Turchia, ma successivamente è stato cancellato senza che si arrivasse ad alcun risultato.
