Libia nuova, ma tortura vecchia

Creato il 19 ottobre 2011 da Cortese_m @cortese_m

Bastoni di legno, corde, cavi e tubi di gomma.

L’armamentario della tortura della “nuova Libia” è questo, lo denuncia Amnesty International!

I centri di detenzione di Tripoli e al-Zawiya sono pieni di persone prese per strada, in ospedale o in casa senza un ordine di cattura e senza possibilità di ricorrere contro questa situazione.

Amnesty International ha incontrato circa 300 prigionieri, su 2500, in diversi centri di detenzione, e tra le molte storie, quella di un ragazzo di 17 anni del Ciad, accusato di essere uno stupratore e un mercenario: catturato nella sua abitazione, ad agosto, è stato portato in una scuola dove è stato preso a pugni e picchiato con bastoni, cinture, calci dei fucili e cavi di gomma. Dichiara: “Alla fine ho detto quello che volevano sentire; che avevo stuprato le donne e ucciso i libici”.
Almeno due guardie, in due distinti centri di detenzione, hanno ammesso ad Amnesty International di aver picchiato i detenuti per ottenere confessioni più rapidamente.
A nessuno dei detenuti incontrati da Amnesty International è stato mostrato un mandato di cattura.

Sembra la cronaca di una realtà di qualche secolo fa’, e invece accade ancora oggi senza che nessuna superpotenza mondiale ci metta un freno!

nanni


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