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Listopia: i milleuno libri da leggere almeno una volta nella vita (#221-240)

Creato il 12 agosto 2013 da La Stamberga Dei Lettori
Quante volte ci siamo imbattuti in una di queste liste? La stessa BBC ne aveva stilata una da cento libri (piuttosto faziosa, se volete la mia opinione). Scopo di queste liste, è noto, non è permettere al lettore di scoprire nuovi libri e nuovi autori, bensì distruggere ogni sua pretesa di letterato facendolo sentire oltremodo ignorante per il gran numero di volumi che, a fine lista, scopre di non aver non solo mai letto, ma nemmeno sentito nominare. Noi vi proponiamo questa, pubblicata in volume, che già da diversi anni circola più minacciosamente della videocassetta di The Ring (o di Pootie Tang - questa è pessima, se la capite vergognatevi) distruggendo l'autostima di ogni lettore che credeva di aver letto tutti o la maggior parte dei cosiddetti libri da leggere prima di morire. La lista in questione ha i suoi difetti. Intanto è stata stilata approssimativamente nel 2005, per cui la sezione 2000 risulta incompleta; inoltre mette in lista solo narrativa, ed è eccessivamente sbilanciata su romanzi pubblicati nel corso del 1900, glissando decisamente su quelli pre-Ottocento. Continuiamo con un'altra carrellata di venti romanzi: nel corso degli articoli vedremo quali sono stati pubblicati in Italia e quali risultano ancora inediti. Listopia: i milleuno libri da leggere almeno una volta nella vita (#221-240)221. L'enigma dell'arrivo. Un romanzo in cinque parti – V.S. Naipaul (1987)[Ennesimo romanzo che, pur trovandosi nella classifica dei milleuno migliori libri di sempre ed essendo stato tradotto in Italia (Mondadori, 1988), risulta pressoché introvabile. Prevalentemente autobiografico, il romanzo è diviso in quattro sezioni che analizzano le impressioni di Naipaul all'arrivo nei paesi in cui si trasferisce dopo aver lasciato Trinidad e Tobago.Non mi è stato possibile trovare né la sinossi, né la copertina.]
Listopia: i milleuno libri da leggere almeno una volta nella vita (#221-240)222. The Taebek Mountains – Jo Jung-rae (1987)
[Non mi è stato possibile rintracciare un'edizione occidentale di questo romanzo, che pure è stato inserito nella lista ed è considerato un classico della letteratura coreana. Si tratta del primo volume di una trilogia che esplora la storia moderna della Corea, proseguita con Arirang e Han River.] 

Listopia: i milleuno libri da leggere almeno una volta nella vita (#221-240)223. Amatissima – Toni Morrison (1987)

Un romanzo maestoso, di straordinaria intensità, in cui si narra la storia di Sethe, indomabile donna di colore che, negli anni precedenti alla Guerra Civile americana, si ribella al proprio destino e fugge al Nord, verso la libertà. Un percorso drammatico attraverso l'orrore della schiavitù, la forza dell'amore materno e il peso di un indicibile segreto. Intrecciando mito e storia, leggenda e realtà, Toni Morrison ci regala un indimenticabile capolavoro della letteratura americana, vincitore del premio Pulitzer per la narrativa.
Listopia: i milleuno libri da leggere almeno una volta nella vita (#221-240)224. Anagrammi – Lorrie Moore (1987)
L'esistenza di Benna Carpenter è narrata in questo originale romanzo attraverso una serie di "anagrammi". Una vita che, grazie al semplice invertirsi di piccoli dettagli, può radicalmente trasformarsi. Di volta in volta, la spiritosa e affascinante Benna diventa quindi cantante di night-club - abito nero di lustrini e voce roca - docente universitaria sospesa tra un illusorio rapporto con il suo assistente e una storia d'amore con un giovane allievo, insegnante di aerobica ribelle al mito di Jane Fonda, amante sognata e abbandonata, madre affettuosa, moglie delusa. Accanto a lei, una serie di personaggi bizzarri e teneri: Gerard, amico/amante; Eleanor, confidente spiritosa e sola; Georgianne, la figlia che sogna un viaggio con la mamma.

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225. Matigari – Ngugi Wa Thiong’o (1986)

Who is Matigari? Is he young or old; a man or fate; dead or living...or even a resurrection of Jesus Christ? These are the questions asked by the people of this unnamed country, when a man who has survived the war for independence emerges from the mountains and starts making strange claims and demands. Matigari is in search of his family to rebuild his home and start a new and peaceful future. But his search becomes a quest for truth and justice as he finds the people still dispossessed and the land he loves ruled by corruption, fear, and misery. Rumors spring up that a man with superhuman qualities has risen to renew the freedom struggle. The novel races toward its climax as Matigari realizes that words alone cannot defeat the enemy. He vows to use the force of arms to achieve his true liberation. Lyrical and hilarious in turn, Matigari is a memorable satire on the betrayal of human ideals and on the bitter experience of post-independence African society.
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226. Marya – Joyce Carol Oates (1986)
Marya bambina non mangia mai a sufficienza, e la madre spesso picchia, o dimentica, lei e i fratellini. Marya viene abbandonata, costretta a vivere da intrusa in una casa non sua, a tacere, per paura, la violenza sessuale, a cercare nell'università e nello studio il riscatto personale e sociale. Marya non ha tempo, nemmeno per se stessa, la sua vita è la carriera universitaria, l'autoaffermazione che esige dedizione totale. Non può permettersi di essere vulnerabile, perché la delusione arriva, immancabilmente. Quando si perde, lo fa non solo, o non tanto, per amore, quanto per implicito riconoscimento di una inferiorità intellettuale, e scopre una diversa violenza. Se è il ritrovamento della madre a darle una prospettiva di crescita e sicurezza, al lettore questo è volutamente taciuto, perché la narrazione si ferma sull'orlo di una speranza finalmente possibile. Romanzo nel quale si ritrova una violenza onnipresente e quasi ostentata, tema portante della vasta produzione della Oates, "Marya" ha il merito di mostrare non solo la crudeltà che la donna subisce dall'esterno ma anche quella, dolorosamente riconosciuta, che è costretta a operare su di sé con la scelta riduttiva tra passione e ragione.

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227. Watchmen Alan Moore e David Gibbons (1986)

Watchmen è una miniserie a fumetti supereroistica di dodici albi, scritta dall'autore britannico Alan Moore e disegnata dal suo connazionale Dave Gibbons, che venne pubblicata in albi mensili dalla DC Comics tra il 1986 e il 1987. Malgrado l'editore, la miniserie è completamente avulsa dall'universo DC e quindi non ha nulla a che vedere con personaggi come Batman e Superman. Ad oggi rimane l'unico romanzo grafico ad aver vinto un premio Hugo e ad essere inserito nella lista di TIME Magazine dei "100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 ad oggi".
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228. Vecchi diavoli Kingsley Amis (1986)
Si diventa mai davvero adulti o siamo condannati soltanto a invecchiare? Quando Alun Weaver e sua moglie Rhiannon tornano dopo anni nel villaggio del Galles del Sud dove hanno trascorso la giovinezza, portano con sé, oltre a molti fantasmi, anche questo interrogativo. Alun, a Londra, è diventato un importante poeta e scrittore, ha fatto della «gallesità» la propria bandiera, e questo gli ha dato denaro e successo. Gli amici rimasti invece, inaciditi, vittime di scelte sbagliate e affezionati alla bottiglia, sono uomini e donne per i quali ogni giorno «la sera comincia subito dopo colazione». Ma forse il passato è un organismo vivo che cambia continuamente forma e di cui è impossibile afferrare il senso, incapace di regalarci qualsiasi consapevolezza. Per tutti, però, arriva il momento di fare i conti con la vita. E, proprio come la vita, Vecchi diavoli – con cui Kingsley Amis ha vinto il Booker Prize nel 1986 – è un’opera divertente, amara, dolente, imprevedibile.

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229. La lingua perduta delle gru – David Leavitt (1986)

"I miei genitori sono gente aperta. Non resteranno annientati dalla notizia" pensa Philip Benjamin, il protagonista di questo romanzo nel momento in cui, a venticinque anni, si appresta a rivelare alla famiglia la propria omosessualità. Eppure per Rose e Owen, piccoli intellettuali nella sfavillante New York degli anni Ottanta, la scoperta delle inclinazioni amorose del figlio apre una crepa dapprima sottile, poi sempre più profonda e insanabile, nel delicato equilibrio affettivo familiare, costringendoli a fare i conti con la propria più intima natura, le proprie scelte, le proprie responsabilità. Ma in questo paesaggio familiare desolato, in questo sfacelo di relazioni personali, Philip, e non solo lui, saprà individuare la strada per la costruzione di una vita sentimentale flessibile, realistica, libera, ma saldamente ancorata all'autenticità e alla sincerità.
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230. Un artista del mondo fluttuante – Kazuo Ishiguro (1986)Ono, narratore e protagonista della vicenda, è stato in gioventù un pittore famoso, ma al mondo estetizzante dell'arte per l'arte aveva preferito quello più concreto del dovere verso la patria, legando così la sua sorte a quella del nascente nazionalismo giapponese. Nel dopoguerra, però tutto è cambiato. Ono ripercorre con un senso di incredulità e incertezza le tappe della sua vita, mentre nel romanzo si intrecciano i temi che lo hanno segnato: l'arte, la politica, l'ambizione, l'incomprensione tra generazioni.
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231. Estinzione. Uno sfacelo – Thomas Bernhard (1986)
E' il tentativo di ricostruire un passato al tempo stesso individuale e collettivo, non per conservarlo, bensì per liquidarlo, estinguerlo una volta per sempre. Commedia umana dell'Austria contemporanea, Estinzione è al tempo stesso commedia dell'arte con i suoi personaggi esilaranti, buffoneschi. A spezzare la tensione più intollerabile una comica ambiguità disseminata fra le pieghe del romanzo fa da contravveleno, producendo un amalgama di cupezza ed euforia che è contrassegno inconfondibile di Bernhard.
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232. Foe – J.M. Coetzee (1986)
Un'isola che non riesce più a evocare il fascino della mitica isola di Robinson Crusoe. Una naufraga tratta in salvo, Susan Barton, che si ostina a cercare uno scrittore capace di raccontare la sua vera storia e quella dei suoi due compagni. L'enigmatico Crusoe, che in quell'isola finisce i suoi giorni, e il suo schiavo Venerdì, cui qualcuno ha mozzato la lingua costringendolo al silenzio. Uno scrittore, Foe, chiamato a dare vita a quel mondo perché non cada nell'oblío, condannato a muta insignificanza. Coetzee reinventa la vicenda di Robinson Crusoe puntando lo sguardo sulla narrazione, arte tirannica, mistificatoria, e però necessaria. L'unica salvezza nell'oscuro disegno della vita. [La nostra recensione]

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233. I sommersi e i salvatiPrimo Levi (1986)

Ouali sono le strutture gerarchiche di un sistema autoritario e quali le tecniche per annientare la personalità di un individuo? Ouali rapporti si creano tra oppressori e oppressi? Chi sono gli esseri che abitano la "zona grigia" della collaborazione? Come si costruisce un mostro? Era possibile capire dall'interno la logica della macchina dello sterminio? Era possibile ribellarsi? E ancora: come funziona la memoria di una esperienza estrema? Le risposte dell'autore di Se questo è un uomo nel suo ultimo e per certi versi più importante libro sui Lager nazisti. Un saggio per capire il Novecento e ricostruire un'antropologia dell'uomo contemporaneo.
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234. Ragioni per vivere – Amy Hempel (1985)
La prima di queste raccolte di racconti fu pubblicata a metà degli anni Ottanta, quando la scena letteraria americana vede un inaspettato rinascimento della forma del racconto con l'arrivo di voci quali Raymond Carver, Richard Ford, Jay McInerney, grazie al lavoro dell'editor e insegnante di scrittura creativa Gordon Lish: il maestro della limatura, della riduzione, della semplicità stilistica. Ma la prosa della Hempel è più facilmente assimilabile a quella di alcune "maestre", da Grace Paley a Alice Munro a Cynthia Ozick: i suoi personaggi, feriti, irrequieti, non meno tragici di quelli di Carver, non si lasciano distruggere da avvenimenti imprevisti e inevitabili, da errori e scelte sbagliate. Hanno infatti imparato a contare su piccoli trionfi quotidiani di umorismo e ironia per trasformare le cicatrici in ragioni per continuare a vivere; e ad attingere alla riserva di forza dell'animo femminile, fatta di sincerità, capacità di emozione, e di relazione, non solo con le persone ma con il mondo animale, o vegetale. Scrive Rick Moody nella prefazione all'edizione originale: "È tutto nelle frasi. È nel modo in cui le frasi si muovono nei paragrafi. È nel ritmo. È nell'ambiguità. È nel modo in cui l'emozione, in circostanze difficili, viene catturata nel linguaggio. È negli istanti di coscienza. È nella coscienza assediata. È sulle pene amore. È sulla morte. È sul suicidio. È sul corpo. È sullo scetticismo. È contro il sentimentalismo. È contro il sentimento facile".

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235. La parabola dei ciechi – Gert Hofmann (1985)

[Ancora una volta, un romanzo fuori catalogo, la cui ultima edizione risale al 1996 per Guanda. Ispirato all'omonimo dipinto di Pieter Bruegel, racconta la storia della creazione del quadro da parte dei sei ciechi che ne fanno da modelli.]
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236. L'amore ai tempi del colera – Gabriel García Márquez (1985)
Per cinquantun anni, nove mesi e quattro giorni Fiorentino Ariza ha perseverato nel suo amore per Fermina Daza, la più bella ragazza dei Caraibi, senza mai vacillare davanti a nulla, resistendo alle minacce del padre di lei e senza perdere le speranze neppure di fronte al matrimonio d'amore di Fermina con il dottor Urbino. Un eterno incrollabile sentimento che Fiorentino continua a nutrire contro ogni possibilità fino all'inattesa, quasi incredibile, felice conclusione. Una storia d'amore e di speranza con la quale, per una volta, Gabriel García Márquez abbandona la sua abituale inquietudine e il suo continuo impegno di denuncia sociale per raccontare un'epopea di passione e di ottimismo. Un romanzo atipico da cui emergono il gusto intenso per una narrazione corposa e fiabesca, le colorate descrizioni dell'assolato Caribe e della sua gente. Un affresco nel quale, non senza ironia, si dipana mezzo secolo di storia, di vita, di mode e abitudini, aggiungendo una nuova folla di protagonisti a una tra le più straordinarie gallerie di personaggi della letteratura contemporanea.

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237. Non ci sono solo le arance – Jeanette Winterson (1985)

Jeanette, orfano sensibile, intelligente e ribelle, viene adottato da una famiglia di evangelisti e cupo nord industrializzato della Gran Bretagna. La sua infanzia diventa un mix surreale di prediche, catechismo, rantolo di tamburello in chiesa orchestra e l'adattamento tardi per i rigori del sistema educativo. Tuttavia, come l'adolescenza Jeanette si avvicina, una carriera missionario di iniziare a preparare i genitori a perdere la loro aura, i giovani scoprono la loro sessualità a tutti gli ortodossi e il silenzio la famiglia va in pezzi. Jeanette dovrà scegliere tra la verità e la verità della Bibbia anima lei e coraggiosa decisione che sarà l'inizio di un percorso tortuoso tra punti di riferimento originali e insolite del destino. 

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238. Le regole della casa del sidro – John Irving (1985)

La storia di Homer Wells, un ragazzo dall'animo ricco di sentimenti e ideali, cresciuto nell'orfanotrofio di St. Cloud's nel Maine, e del medico-padre Wilbur Larch, che accoglie nel suo istituto neonati abbandonati e fa abortire povere donne che altrimenti finirebbero nelle mani di macellai. Larch educa il giovane e gli insegna la professione, nella speranza che un giorno prenda il suo posto. Homer preferisce lasciare l'orfanotrofio e seguire la propria via lavorando in una fattoria dove si produce sidro. Si renderà ben presto conto che non conosce nulla del mondo dei grandi, e che dovrà affrontare dolori, asperità, e percorrere molta strada per capire le regole della vita. Un percorso di crescita in un romanzo dall'atmosfera ricca di sentimento che affronta i quesiti esistenziali della vita, della morte e dell'amore.

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239. Maggot, la ninfa – John Fowles (1985)

[Pubblicato da Garzanti nel 1988, è un romanzo storico ambientato in Inghilterra tra il 1736 e il 1737: quattro uomini e una donna attraversano le campagne del Devonshire per recarsi a un misterioso ritrovo che avverrà nella primavera, ma niente è come sembra. Prima che il loro viaggio metafisico finisca, uno sarà impiccato, uno scomparirà, e gli altri saranno processati per omicidio.]
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240. Meno di zero – Bret Easton Ellis (1985)
Ambientato a Los Angeles agli inizi degli anni '80, questo romanzo freddamente ipnotico è un ritratto crudo e potente di una generezione persa, che ha provato sesso, droga e disillusione a un'età troppo precoce, in un mondo plasmato da nichilismo casuale, dall'apatia e dai troppi soldi che rimpiazzano sentimenti e speranza. Clay torna a casa per le vacanze di Natale dal suo college sulla costa orientale e si immerge di nuovo in un paesaggio di privilegi senza limiti e assoluta entropia morale, dove tutti guidano porsche, cenano da Spago e sniffano montagne di cocaina. Tenta di resuscitare i sentimenti per la sua ragazza, Blair, e per il suo migliore amico delle scuole superiori, Julian, che ha intrapreso una carriera tra giri di prostituzione e traffici di eroina. Le vacanze di Clay si trasformano così in una vorticosa spirale di disperazione che lo trascina da feste sfrenate nelle sfarzose ville hollywoodiane a loschi bar e al mondo sotterraneo dei club rock, nella sordida vita notturna di Los Angeles. [La nostra recensione]


Articolo di Sakura87



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