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Lo Monaco: “Napoli? Un sogno. Zapata ancora immaturo”

Creato il 19 marzo 2014 da Vesuviolive

Ai microfoni di Napolisoccer.net parla Pietro Lo Monaco, esperto di calciomercato nazionale ed internazionale, analizzando il “cantiere azzurro” di De Laurentiis. Quando si fa il suo nome, spesso lo si accosta al Napoli. E’ mai stato contattato dalla società partenopea?  “Quando a volte mi incontro in lega con Aurelio, parliamo spesso di calcio, ma non approfondiamo mai il discorso di un mio possibile ruolo all’interno del Napoli. Lavorare con questa società sarebbe un sogno che si tramuta in realtà, al momento è una delle piazze più importanti d’Europa e vorremmo vederlo competere con: Bayern Monaco, PSG, Monaco, Barcellona o Real. Il Napoli è una grande società poichè ha idee chiare e progetti che vengono mantenuti con l’ausilio di De Laurentiis il quale, è riuscito a portare la squadra dalla Serie C all’Europa in breve tempo.” Cosa trova di interessante in Duvan Zapata e quanto l’avrebbe pagato, lei?  “Sicuramente molto meno di quello che ha sborsato il Napoli: Duvan è un giocatore giovane, con grandi potenzialità ma “buttare” questi giocatori subito nella mischia può essere un’arma a doppio taglio; Guardate Kovacic, è un giocatore che riesce subito a rendere se trova la forma giusta ma si è sentito subito sotto pressione, a mio avviso è uno dei centrocampisti più promettenti al mondo. Tornando a Zapata, io sicuramente gli avrei fatto fare un anno nel “limbo”: Sassuolo, Livorno, Catania per poi riaggregarlo al Napoli l’anno dopo”. Se dovesse trarre un bilancio sugli anni di De Laurentiis al Napoli, cosa direbbe? “Positivo, come già citato prima, ha rifondato il Napoli partendo da zero. Sicuramente però, dalla squadra mi aspettavo di più quest’anno: troppi punti persi con le piccole e se punti a vincere lo scudetto, in un campionato come il nostro, non puoi permettertelo. A mio avviso manca qualche figura leader al Napoli, un giocatore che sappia ‘farsi sentire’ ovvero, che abbia carattere oltre ad abilita’ tecniche. Su Bigon posso solo dire di essere una persona che rispetta l’operato altrui, quindi non credo di essere autorizzato a giudicare il suo lavoro, svolto sotto consigli di Benitez e del Presidente De Laurentiis”. Con i 50 milioni messi a disposizione al Napoli da De Laurentiis, cosa avrebbe fatto?  “E’ una cifra con cui non ho mai potuto lavorare. Sono abituato a spendere due milioni, due milioni e mezzo e ti dirò che anche se sono pochi, la notte non dormivo perchè ero avvolto da innumerevoli preoccupazioni, con quei soldi avrei dichiarato guerra alla Cina. Quando decidi di vendere un giocatore, comincia una sorta di romanzo a puntate, io al giocatore in questione dicevo: ‘sui giornali leggerai i nomi di Real Madrid, Chelsea o Liverpool ma tu sii umile e non perdere la testa, continua a giocare e non preoccuparti’, un giocatore va preparato al meglio per una cessione”. I giocatori che avete venduto, non sono riusciti ad ambientarsi e ad esprimersi come facevano qui, come mai?  “Prendo come esempio Martinez: a Catania, in tre anni, ha fatto cose eccellenti e se non hai i numeri, certe cose per tre anni di fila non le fai. Purtroppo non si è fatto trovare pronto per i grandi palcoscenici ed è un giocatore che se non è al top della forma, non rende. Anche Silvestre ha fatto un signor percorso ma è stato limitato dai vari infortuni mentre Vargas, credo sia uno degli esterni più devastanti che abbia mai visto ma per incidere ed essere decisivi è tutta una questione di testa, se non ce l’hai, difficilmente farai la differenza”. Si è parlato di abolire la comproprietà in tema di calciomercato, lei cosa ne pensa?  ” Il classico ‘vorrei ma non posso però intanto faccio’, per esempio: se un giocatore costa 4 milioni e non posso spenderli, ne spendo due per la comproprietà e poi se avrò i soldi, a giugno lo riscatto ma intanto ho messo in circolo due milioni, che sembrano pochi ma non lo sono.  le comproprietà sono un discorso prettamente italiano e credo sia difficile che vengano abolite. Toglierle farebbe pensare che ci sia una maggiore disponibilità di moneta, in Italia sono poche le squadre che possono permettersi di comprare ‘intero’ un giocatore, se levassero la comproprietà la vedo dura”. Fonte: Napolisoccer.net


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