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Lo Schiaccianoci: un Balletto da Favola

Creato il 09 gennaio 2012 da Dietrolequinte @DlqMagazine
Postato il gennaio 9, 2012 | TEATRO | Autore: Giuseppe Floriano Bonanno

Lo Schiaccianoci: un Balletto da FavolaNoi maschi da piccoli guardavamo alla danza classica con un misto di curiosità e di rifiuto, etichettandola come una cosa da “femmine”, e, con questo retaggio un po’ sessista, ma, credo comune a tanti, mi sono avvicinato alla rappresentazione de “Lo schiaccianoci”, messo in scena dal Balletto di Sofia nella cornice elegante e partecipe del Teatro EuropAuditorium. Il periodo natalizio è proprio quello ideale per assistere a questa fiaba antica che ci proietta nell’atmosfera della Notte Santa. La scena si apre proprio su una notte di vigilia, quella di Natale, nella casa del borgomastro di Norimberga, dove Clara e Fritz, i suoi due figli, stanno addobbando l’albero. In rapida successione arrivano gli ospiti: gli amichetti dei due marmocchi e i loro genitori. Ma il più atteso ed originale è senz’altro Drosselmeyer, un eccentrico inventore di giocattoli molto amato dai bambini, che ha portato doni per tutti. Clara ne riceve uno speciale: uno Schiaccianoci a forma di soldatino che Fritz, geloso, strappa dalle mani della sorella e butta per terra rompendolo. Con molta pazienza e dolcezza, Drosselmeyer lo aggiusta strappando un sorriso a Clara mentre i piccini riprendono a fare baldoria ed i genitori cercano di riportare la calma. La serata si conclude con una danza festosa. Gli ospiti se ne vanno ed arriva l’ora di andare a dormire. Clara si addormenta abbracciando il suo Schiaccianoci e si abbandona alla magia dei sogni. Veniamo proiettati in un mondo fantastico dove la bambina diventa una principessa e lo Schiaccianoci, dopo averla salvata da dei topi giganti, si trasforma in un bel principe. I due si muovono poi attraverso una terra incantata nel bel mezzo di una tormenta di neve ed, infine, partecipano ad una grande festa dove persino i fiori danzano. Anche Clara balla con il Principe finché il sogno svanisce. Sta per farsi giorno e lei si risveglia con il suo Schiaccianoci tra le braccia.

Lo Schiaccianoci: un Balletto da Favola

Lo spettacolo, in due atti, cattura per armonia e calore: da una prima parte più sobria e recitata, in cui si assiste ad un progressivo crescendo, con il corpo di ballo che si appropria sempre più della scena, si arriva alla piena sublimazione nel secondo atto quando si assiste al segmento più atletico e dinamico con i ballerini che si esibiscono in saggi di autentica bravura, in quel perfetto mix di atletismo e grazia che fa del balletto classico una rappresentazione unica e speciale. “Lo Schiaccianoci” non è dunque solo una semplice favola per bambini, ma è soprattutto un’opera in cui viene espresso il luogo del magico teatrale e dell’inconscio imperscrutabile attraverso una forma di espressione che riesce a fondere sogno e realtà come poche altre. La romantica avventura della piccola protagonista si trasforma in un vero tripudio di musica e danze popolari, tra le quali i due suggestivi valzer dei fiori e dei fiocchi di neve, che Pyotr Ilyich Tchaikovsky compose, ispirandosi, per il tema musicale, al suono incantevole della celesta, strumento che scoprì nel 1891 durante un soggiorno a Parigi. Gli applausi scroscianti e convinti della sala sono il giusto e meritato tributo ad una performance di alto livello qualitativo in cui è ben evidente l’impronta della scuola bulgara che riesce a fondere in modo indolore e originale la tradizione del balletto russo con quella propria. Se un appunto si può fare è che la presenza di un’orchestra in sala avrebbe senz’altro dato ancor più calore e passione ad uno spettacolo comunque decisamente apprezzabile.

Lo Schiaccianoci: un Balletto da Favola

I tre scatti inseriti nell’articolo sono stati gentilmente concessi dal Teatro EuropAuditorium di Bologna


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