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Lo scrigno

Da Fiaba

 

forziere
Tanti anni fa quando cadevano scrigni dal cielo, ne cadde uno.

Sì, sì! Proprio uno scrigno! Bellissimo: del colore e della forma che ognuno desiderava.

Cadendo dal cielo, però, si era tutto ammaccato e per molti anni era rimasto in un campo coprendosi di polvere e sporcizia.

Tutti quelli che passavano, vedendolo così sporco e abbandonato, pensavano che fosse una cosa di poco valore e lo lasciavano lì.

Un bel giorno passò un Principe…o forse non lo era. Sembrava proprio un Principe (io i principi li ho sempre immaginati così). Ad ogni modo questo Principe era alto e imponente, ammantato in un lungo mantello che probabilmente era stato azzurro ma che adesso, per i tanti viaggi, era diventato nero. Anche il cavallo, a dire il vero, non era bianchissimo. Più che altro era cenerino o magari era solo sporco.

Il Principe era molto attento e fu attratto da quello strano oggetto. C’è da dire che il nostro Principe era interessato a tutto quello che gli altri consideravano strano o diverso e, cosa incredibile, non credeva ai principi! All’occorrenza, però, sapeva riconoscere un drago, quando lo vedeva…

Si avvicinò allo scrigno e lo raccolse: era bello pesante. Salì a cavallo e partì per tornare al suo castello. Ecco, anche sul castello ci sarebbe qualcosa da dire: non dovete aspettarvi un castello serio, minaccioso o ricco e sontuoso, no! Questo era il castello del nostro Principe (che non sembrava un principe) con il mantello azzurro (che era diventato nero) e un cavallo bianco (che tanto bianco non era). Cercate di capirmi: era un castello-così …

Io ci sono stata e posso assicurarvi che si stava bene: si ascoltavano musiche stranissime, c’erano tanti amici e ognuno di loro aveva storie mirabolanti da raccontare! Il Principe, poi, aveva vietato quelle scatole magiche davanti alle quali tutti s’ipnotizzavano e non riuscivano più a pensare. Gli altri castelli ne erano pieni!

Dopo una lunga cavalcata, il Principe giunse a casa e, smontato da cavallo, salì nella sua stanza. Non vedeva l’ora di aprire lo scrigno. Quando lo fece rimase senza fiato: nello scrigno c’era una magnifica statua di ghiaccio!

Non chiedetemi come il ghiaccio non si fosse sciolto: non saprei cosa dirvi. So solo che quella era una statua di ghiaccio! Il Principe, incredulo, ripose la statua nella sua custodia e la chiuse. Cominciò a pulire lo scrigno, a riparare le ammaccature e più lo osservava e più lo trovava bello. Forse era magico. Forse non lo era. Ad ogni modo doveva prendersene cura…Lo riaprì e... meraviglia! La statua di ghiaccio non c’era più! Al suo posto dormiva una bellissima bambina.

E adesso? Il Principe non sapeva cosa fare!

La bimba si svegliò, guardò il Principe e, serenamente, gli tese le manine. Lui la prese in braccio e da quel momento si prese cura di lei.

Io andai via, ma credo che la bambina sia venuta su bene: senza scatole magiche, senza principi azzurri, cavalli bianchi e castelli e con tanti amici che facevano viaggiare la sua fantasia su musiche stranissime. Magari viaggia per il mondo con il suo scrigno pieno di cure e attenzioni!

E il Principe? Mah! Forse vivrà per sempre felice e contento…

 


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