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Lungo l'elenco dei gioielli di famiglia che la Puglia potrebbe attribuire al fondo immobiliare

Da Maurizio Picinali @blogagenzie

15 Giu 2012 Terreni soprattutto. Ma anche appartamenti, caserme, case cantoniere, arenili, giardini, caselli e vecchie stazioni ferroviarie, masserie anche vecchi carceri. È lungo l'elenco dei gioielli di famiglia che la Puglia potrebbe attribuire al fondo immobiliare di cui ha parlato il premier Mario Monti per alleggerire il peso del debito pubblico senza appesantire con una nuova manovra finanziaria i sacrifici degli italiani. Molto più di un tesoretto fatto di 689 immobili.Lungo l'elenco dei gioielli di famiglia che la Puglia potrebbe attribuire al fondo immobiliare Solo una base di partenza fondata sulla lista dei beni del cosiddetto federalismo demaniale, l'eredità che lo Stato è, o forse era, in procinto di trasferire agli enti territoriali, in questo caso Regione e Comuni. Manca il decreto attuativo e, a questo punto, dopo le parole di Monti, qualcuno dubita che arriverà il provvedimento per completare il percorso tracciato dal decreto legislativo del 2010. Un'operazione che da sola vale non meno di 200 milioni di euro.Per il fondo immobiliare cui pensa Monti. A questo poi bisogna aggiungere altri immobili, come gli sterminati arenili del lungomare di ponente a Barletta, il parco Cimino a Taranto, le ex cave Vito a Lecce. Alla Regione Puglia lo avevano intuito. Tanto che l'assessore al Bilancio, Michele Pelillo lo ha scritto nero su bianco nella relazione di accompagnamento all'assestamento di bilancio per il 2012:
Intanto almeno la Regione Puglia qualche affare lo ha già fatto con lo Stato senza aspettare i decreti attuativi del federalismo demaniale. Lo ha fatto soprattutto per assicurarsi uffici di proprietà per affrancarsi dalla tagliola degli affitti che drenano risorse per oltre tre milioni e mezzo di euro all'anno. Così ha perfezionato la cessione delle aree a Japigia per realizzare la nuova sede del Consiglio regionale (anche se con le aree il ministero della Difesa ha lasciato in eredità un bel arsenale fatto di bombe che stanno rallentando le operazioni di scavo). A Brindisi, sempre per dare una casa agli uffici periferici della Regione è stato acquisito l'immobile di via Pisana, come a Lecce. Intanto sia a Roma sia a Bruxelles le delegazioni della Regione sono ospitate in immobili di proprietà.Probabilmente dall'elenco di beni demaniali che lo Stato era pronto a regalare a Regioni e Comuni in nome del federalismo, non ci saranno alcuni immobili per i quali le trattative tra enti locali e governo sono in corso. Dall'Agenzia del Demanio trapela poco ma ci sono in Puglia 22 enti locali che hanno chiesto il trasferimento di 36 immobili di valore storico e artistico, impegnandosi a garantire un percorso di valorizzazione dei beni da cedere, e muovendosi nel solco di quanto è stato già fatto nel novembre scorso a San Gimignano, nel Senese, dove un ex convento del 1300 sta per essere trasformato in un museo e teatro all'aperto per 1700 spettatori. In sei mesi hanno sottoscritto accordi di valorizzazione i Comuni di Sondrio, Torino e Firenze. È possibile che il prossimo accordo sia un sindaco pugliese a firmarlo.Parte tratta da repubblica.it del 15 giugno 2012


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