
E’ notorio che Hollywood funga da altoparlante degli Illuminati. Quando vogliono farci sapere cosa ci aspetta fanno uscire l’ennesimo film catastrofista. Tanto per metterci di buon umore. Negli anni Settanta probabilmente registi e produttori ricevettero nuove direttive: i pellerossa non dovevano più essere presentati come cattivi, alla maniera di John Wayne, ma come vittime dei cattivi Yankee. Uscirono così nelle sale “Soldato Blu”, “Un uomo chiamato cavallo”, “Piccolo grande uomo” e tanti altri. Anche Rin Tin Tin, in tivù, ci mise del suo!
Oggi incontro spesso persone innamorate della cultura pellerossa, che vanno confrontando il nostro stile di vita occidentale con quello degli indiani d’America e lo fanno con una specie di rassegnata nostalgia. Quando per esempio dico che gli occidentali sfruttano gli animali in modo industriale, mi citano i cacciatori pellerossa che chiedevano scusa alla preda prima di ucciderla, e lo dicono come se questo fosse segno di grande rispetto. Di armonia con la natura.
Anche Mano sulla Terra, domenica scorsa, ha commentato con indulgenza il fatto che i cani venissero mangiati, che le persone anziane venissero lasciate morire di fame e di freddo durante gli inverni rigidi e che le donne si amputassero le falangi delle dita in segno di lutto quando moriva un loro congiunto.
Mano sulla Terra è il nome indiano che le è stato dato dalla sua guida spirituale Aquila Solitaria, ma all’anagrafe lei si chiama Jasna,
