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Marea nera in sardegna

Creato il 20 gennaio 2011 da Daniele7

Martedi 11 Gennaio, durante le operazioni di scarico della nave cisterna Esmeralda alla centrale termoelettrica di Fiumesanto nel comune di Porto Torres , si è verificato il riversamento di 20 metri cubi di olio combustibile destinati all’alimentazione di due dei sei generatori della centrale.

La chiazza nera spinta dal vento, si è diretta verso le  spiagge di Platamona e Maritzza, risparmiando l’area protetta del Parco Nazionale dell’Asinara.

Lo scenario è sempre lo stesso, nero: arenili pieni di catrame, pesci e uccelli morti.

Preoccupazioni per la popolazione anche per il potere cancerogeno del materiale riversatosi.

MAREA NERA IN SARDEGNA

Marea Nera

Rapida è stata la reazione dei “Sardi” che subito si sono organizzati in Comitati chiedendo risposte certe sulle responsabilità, nonché premendo per arginare l’emergenza senza risparmiarsi nella partecipazione attiva alle operazioni di bonifica.

Il riversamento sarebbe avvenuto per la rottura di una tubazione di drenaggio, un ‘inchiesta della procura di Sassari è tutt’ora in corso per chiarire la dinamica dei fatti.

Per fronteggiare la situazione si prevede una fase di rimozione del materiale, che si spera terminerà questa settimana. Per questo da un po’ di giorni  sono impegnati nelle operazioni molti uomini muniti di pale e rastrelli, oltre ad auto spurghi e autobotti. Successivamente si procederà con il monitoraggio dell’area.

Questo triste evento ci riporta a quello che è successo l’anno passato nel Golfo del Messico.

I due eventi non sono certamente paragonabili in quanto a danni, ma in quanto a negligenza dell’uomo direi proprio di si.

Quanto accaduto deve farci riflettere sul fatto che in alcuni casi per l’appropriazione di strutture di notevole impatto ambientale, possono non bastare né le certezze scientifiche, né i via libera dei VIA, ma bisogna sempre fare i conti con l’errore umano. A chi spettava il controllo sul funzionamento delle strutture predisposte allo scarico?

L’introduzione di certe tecnologie in una società va di pari passo con il grado di civiltà di quella stessa società e, cioè, con il senso di responsabilità e di consapevolezza delle persone verso il proprio lavoro, verso i rischi che inadeguatezze nel compimento delle proprie attività possono comportare.

Qualcuno penserà che incidenti del genere possono verificarsi in ogni contesto sociale, e questo è vero, ma allora bisogna ammettere che la sicurezza di una tecnologia va misurata anche sulla pericolosità di possibili incidenti, l’eventualità che si verifichino, per quanto bassa, non dovrebbe passare in secondo piano se i danni sono troppo, troppo grandi?

A questo proposito viene in mente il progetto dell’Eni di impiantare il più grande deposito di idrocarburi del Mediterraneo lungo le coste di Porto Torres……….

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