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MARGHERITA HACk : 90 ANNI DI SCIENZA

Creato il 10 giugno 2012 da Misterbago
Margherita Hack a Padova per una conferenza (foto Candid camera) Novanta candeline per Margherita Hack, astrofisica toscana, "amica delle stelle" che da oltre mezzo secolo vive e lavora a Trieste. Li festeggerà martedì in "forma privata". «Non farò nulla di speciale, parteciperò solo a una semplice cerimonia organizzata in prefettura a Trieste», risponde in modo secco, ma gentile ai giornalisti la studiosa che da 70 anni è fra le più autorevoli astrofisiche del mondo e non solo: la Hack ha sempre espresso le sue opinioni senza peli sulla lingua e in tutti i campi, dalla politica, alla laicità dello Stato, fino a dibattere ferocemente con un medico in merito al rinnovo della patente.
Dalla laurea alla docenza a Trieste. Laureatasi in Astrofisica con una tesi sulle Cefeidi, una tipologia di stelle "pulsanti" fondamentali nella misurazione delle distanze delle galassie, nel 1945 a 23 anni, la Hack ha iniziato poi la sua carriera di docente universitaria a Trieste nel 1964, quando entrò a far parte del corpo docenti insegnando astronomia, ottenendo inoltre l'incarico di direttore del piccolo Osservatorio astronomico che sotto la sua conduzione ha assunto rilevanza internazionale.
Astrofisica per caso. Una passione per le stelle nata quasi per caso, ha confessato più volte la studiosae: «La mia scelta all'Università, mentre i miei volevano mi iscrivessi a Lettere, in realtà nacque quasi per caso, durante il liceo dove cominciai ad amare la fisica, forse anche per merito del professore, nonostante fosse un fascista e io rischiai di farmi cacciare da tutte le scuole del Regno per antifascismo». L'attività di Margherita Hack ha da sempre convissuto con una vocazione per la divulgazione. Nel 1978 ha infatti fondato una rivista bimensile, "L'Astronomia" e decine di libri divulgativi, tra cui il saggio autobiografico "L'amica delle stelle"; una passione sempre legata a un forte senso sociale e politico.
Creatività della scienza e tradizione umanistica. «In Italia - spiega la Hack - c'è una tradizione umanista secondo cui la vera cultura era quella delle lettere, ma la scienza è altrettanto creativa». In politica ha fatto sentire spesso la sua voce, in particolare per la libertà di ricerca, ad esempio a favore del nucleare, e la laicità dello Stato che «dovrebbe essere un dato acquisito. L'Italia è uno Stato laico e quindi per esempio non dovrebbe esserci nessun simbolo delle varie religioni negli edifici pubblici, nemmeno della religione di maggioranza».

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