Magazine Cultura

Mario Rapisardi (25 febbraio 1844 – 4 gennaio 1912)

Creato il 04 gennaio 2012 da Marvigar4

mario rapisardi 2mario rapisardi

http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Rapisardi

Non avendo nè voglia nè autorità di far lungo discorso sull’immancabile questione fra settentrionali e meridionali d’Italia, mi restringo ad osservare che dal fraterno dissidio a me paiono principalmente colpevole i primi, che le Provincie nostre han considerato sempre come terra di conquista; e precipua cagione dei loro falsi giudizi è l’ignoranza lacrimevole che essi hanno della nostra storia, della condizione del nostro popolo, della vita insomma e dell’esser nostro: ignoranza gradita alle camorre più o meno politiche e industriali, che ne fan prò; alimentata stoltamente da un branco di novellatori che ci descrivono, per partito preso e per ragion di mestiere, come un popolo di accoltellatori e di bruti; suggellata e quasi santificata dai biciclettisti di una scienza novissima, che ci ha marchiati e gabellati per barbari e condannati a barbarie perpetua. Ma le male arti dei diffamatori, dei calunniatori e dei mestieranti hanno ormai tanto di barba; e il popolo se ne accorge e ne freme. La parola d’ordine «Unione e non unità» si va, dopo quarantanni d’esperienza, facendo strada nell’animo degli onesti; e coloro che ci voglion tenere in perpetua tutela, per dissanguarci a lor comodo, si accorgeranno finalmente che le Provincie meridionali, e la Sicilia in ispecie, non hanno mai tollerato a lungo le male signorie. Ci pensi e provveda chi può.

Mario Rapisardi – Pensieri e giudizi, IV (1915)

******************************************************************************

Sonetto

Questo poema mio di nuovo conio,
In cui gli onesti esalto, i rei dilanio,
Da un angelo fu scritto e da un demonio
Col sangue del mio cuore e del mio cranio.

Quei che fan da compagni a Sant’Antonio
Grugniscon che nel brago io l’ale impanio ;
Che d’ira solo e di livore io smanio,
E l’arte infamo e il buon paese ausonio.

O caste fogne, o verecondi truogoli,
L’Arte è raggio di sol che non s’impegola;
Il Ver non ama ambagi ed arzigogoli;

E se al flagello mio fremono e stridono
Aristarchi in livrea, Lucrezie in fregola,
La mia coscienza e l’Ideal mi arridono.

Mario Rapisardi, Atlantide, 1894

******************************************************************************

O talpe insigni in maschera di linci
Che mutate le chiaviche in bigonce,
E, al prossimo scocciando il quindi e il quinci,
Avete l’ opre mie sventrate e conce;

O gallinaceo stuol che salti e squinci
Barbareggiando in strofettucce acconce,
E fai col ritmo, onde ogni secol vinci,
Rizzar le rille e lacrimar le cionce;

E voi, degni di marmi alti e di bronzi,
Che cangiate in romanzi i documenti,
I mocci in fiabe ed in bozzetti i peti,

Sol per voi, sol pei vostri ardui decreti
Italia avrà (crepate, invide genti)
Un tron di fango ed un trofeo di stronzi.

Mario Rapisardi, Cattiverie, 1887



Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Dossier Paperblog

Magazine