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Mars Exploration Rover Opportunity febbraio update: ultime analisi a Matijevic Hill è quasi tempo di ripartire

Creato il 12 marzo 2013 da Aliveuniverseimages @aliveuniverseim

OPPUTUNITY sol 3132 - 3145 panorama Matijevic Hill 10432 x 4862 pixel

OPPUTUNITY sol 3132 - 3145 panorama Matijevic Hill 10432 x 4862 pixel
"Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

Mentre il rover di ultima generazione Curiosity è alle prese con un problema al computer principale, in via di risoluzione, poco più in la, su Marte, Opportunity continua ad esplorare la zona di Matijevic Hill, cercando di caratterizzare l'area nel miglior modo possibile, prima di intraprendere un nuovo percorso verso sud, fino all'area selezionata dal team di missione per trascorrere il prossimo inverso marziano.

I lavori di Opportunity a Matijevic Hill dovrebbero concludersi in un paio di settimane in modo che il rover sia sulla strada per Solander Point non più tardi del 9 maggio.

Gli scienziati sono fortemente combattuti perché a Cape York ci sarebbe ancora molto lavoro scientifico da fare ma d'altra parte il rover dovrà spostarsi anche per trovare la migliore collocazione per il prossimo periodo invernale: così, la partenza sarà imminente ma una data ufficiale e un percorso ancora non sono stati fissati.

l 9 maggio rappresenta la data limite affinché il rover abbandoni Matijevic Hill e raggiunga la nuova destinazione in sicurezza e con il dovuto margine. Potrebbe infatti capitare che Opportunity si debba fermare durante il percorso per analizzare qualcosa di interessante.

La partenza di Opportunity è subordinata anche alla congiunzione solare che si verifica ogni 26 mesi circa, quando la Terra e Marte sono allineati sui lati opposti del Sole: questo può interferire con le trasmissioni radio tra i due pianeti. Così dall'8 al 16 aprile, le comunicazioni tra la Terra ed Opportunity saranno ridotte al minimo: la guida del rover sarà automatizzata il più possibile e le operazioni scientifiche verranno limitate.

Congiunzione solare

Credit: NASA / JPL

Il piano generale è quello di seguire il bordo occidentale del cratere Endeavour verso sud per circa 2 / 2,5 chilometri, a seconda del sentiero scelto, fino a Solander Point: qui, dovrebbero esserci pietre e stratigrafie interessanti tanto da mantenere impegnati gli scienziati per i sei mesi dell'inverno marziano. Inoltre, i pendii settentrionali offrono luoghi adatti per parcheggiare Opportunity inclinato di 15 gradi, in modo che i suoi pannelli solari possano ricevere maggior energia possibile dal Sole.

Endeavour Crater's west rim

Credit: NASA / JPL-Caltech / University of Arizona

Molte sono state le proposte con vari percorsi alternativi per raggiungere la nuova meta: alcuni brevi e diretti, altri più lunghi per toccare diversi potenziali punti di interesse.
Intanto, però, per sfruttare al meglio il poco tempo ancora a disposizione, Opportunity continua ad analizzare la zona di Matijevic Hill con un ritmo abbastanza sostenuto.

A fine gennaio il rover ha abbandonato l'affioramento Whitewater e durante il sol 3206 (26 gennaio 2013), si è diretto verso un'unità più a nord di 21,5 metri chiamata Flack Lake. Qui, Opportunity ha trovato un primo target ricco di newberries chiamato "Fullerton1", analizzato proprio gli ultimi giorni di gennaio.

Durante il sol 3208 (31 gennaio 2013) fino al sol 3212 (4 febbraio 2013) gli strumenti del rover si sono concentrati su "Fullerton2", caratterizzato da piccoli mirtilli marziani simili alle newberries  scoperte per la prima volta a Kirkwood.
Il target è stato analizzato dal Microscopi Imager (MI) e con lo spettrometro Alpha Particle X-ray (APXS): ciò che interessa agli scienziati è cercare di capire come si distribuiscono queste sferule e il motivo per cui in certi punti ce n'è un'alta concentrazione rispetto ad altri.

OPPORTUNITY sol 3067 Microscopic Imager - Kirkwood newberries

OPPORTUNITY sol 3067 Microscopic Imager - Kirkwood newberries
"Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

Opportunity sol 3208 microscopic imager mosaic - Fullerton2

Opportunity sol 3208 microscopic imager mosaic - Fullerton2
"Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

"Croccanti fuori e morbide dentro", come le ha definite Steve Squyres della Cornell University a Ithaca (NY), le nuove berries hanno poco in comune con le berries disseminate nelle altre pianure di Meridiani.
Sono a basso contenuto di ferro (ematite), con un guscio esterno più resistente e più morbide internamente, dove presentano una struttura concentrica. Sembrano avere molta più affinità con la roccia ospitante, generalmente basalti, che non con i classici mirtilli marziani.
La loro origine è incerta ma il fatto che siano sparse intorno al bordo del grande cratere Endeavour di 22 chilometri di diametro, suggerisce che possano essere collegate ad una riorganizzazione dei lapilli da impatto.

Una nostra ipotesi di qualche tempo fa ricollegava la formazione dei mirtilli marziani al metallo fuso espulso dall'interno del pianeta a seguito di un'attività piroclastica: ricaduto nell'acqua all'epoca presente in superficie, si sarebbe raffreddato aggregandosi nella forma sferica che vediamo oggi. Analogamente cenere e lapilli generati dall'impatto, con un contenuto di ferro inferiore, sarebbero precipitati, aggregandosi in noduli, formando le newberries.

La cosa veramente sorprendente è che osservando le immagini di Opportunity e quelle inviate da Curiosity dall'area di Glenelg e di Yellowknife Bay, nel cratere Gale, sembra che i due ambienti marziani abbiano alcune caratteristiche comuni.

Abbandonato Flack Lake, Opportunity si è diretto verso un affioramento chiamato Fecunis Lake, analizzato durante il sol 3214 (6 febbraio 2013)  e poi, nel sol 3219 (12 febbraio 2013), in direzione di Maley. Qui le newberries tendono quasi a scomparire del tutto: più si sale in alto nella sezione di Matijevic Hill e i mirtilli marziani spariscono.

Opportunity sol 3214 Microscopic Imager - Fecunis Lake

Opportunity sol 3214 Microscopic Imager - Fecunis Lake
"Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44

Opportunity sol 3214 Microscopic Imager - Fecunis Lake anaglyph

Opportunity sol 3214 Microscopic Imager - Fecunis Lake anaglyph
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Opportunity sol 3227 PanCam - robotic arm and Maley target

Opportunity sol 3227 PanCam - robotic arm and Maley target
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44

Dopo Maley, a partire dal sol 3227 (20 febbraio 2013) il rover si è spinto verso una roccia chiamata Big Nickel; durante il sol 3230 (23 febbraio 2013) Opportunity sarebbe dovuto passare sopra il target chiamato Boxwork ma il movimento è risultato alquanto scivoloso tanto da far mancare l'obiettivo.

Nel sol 3233 (26 febbraio 2013) il rover, cambiando strategia, ha raggiunto un'altra zona di Boxwork, chiamata Lihir. Il target è stato analizzato con lo spettrometro APXS durante il sol 3234 ma durante il sol successivo (28 febbraio 2013), quando stava per terminare il lavoro su Lihir, Opportunity ha avuto un'altra "amnesia", dovuta a problemi ricorrenti ma intermittenti sulla memoria flash.

OPPORTUNITY sol 3239 Microscopic imager - Lihir

OPPORTUNITY sol 3239 Microscopic imager - Lihir
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44

OPPORTUNITY sol 3239 Microscopic imager - Lihir anaglyph

OPPORTUNITY sol 3239 Microscopic imager - Lihir anaglyph
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44

Il team, nel corso dell'ultimo report, ha evidenziato che quest'anomalia non è poi così grave e il problema potrà essere facilmente risolto, ma non ora. Fixare il bug implica riformattare la memoria flash, così come era stato fatto per Spirit ma, se nel momento in cui viene eseguita l'operazione il settore danneggiato sta lavorando bene, allora dopo la formattazione potrebbe fallire nuovamente. Così il problema verrà corretto solo quando la situazione sarà realmente grave.

Il programma per questi primi giorni di marzo è di spingere nuovamente il rover verso Kirkwood per approfondire le analisi sulla composizione delle newberries.
In queste sferule diverse qualcosa si sta cementando all'esterno e potrebbe essere ematite oppure qualche solfato, o silice.
Sarà al quanto difficile verificare se contengono ematite con due strumenti fuori uso ma non impossibile: il team di missione ha un piano, semplice ma efficace. Se si prendono diversi minerali e si strofinano su una superficie dura e bianca, si ottengono colori differenti. L'ematite è interessante perché pur essendo grigia lascia una scia rossa. Così, il team spera di ottenere qualche informazione in più sgretolando qualche newberries: se c'è ematite nello strato esterno allora si otterrà un bel rosso brillante.

Mentre l'estate marziana riscalda il cratere Endeavour, la polvere primaverile comincia a dissiparsi e l'opacità atmosferica Tau durante il mese di febbraio è scesa da circa 0,926 a 0,817, mentre fattore polvere sul rover è decisamente peggiorato.


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