Magazine Bambini

Marzo

Da Infanziadelbambino


Arriva la primavera, le giornate si allungano, il sole inizia ad essere caldino…
Si intravedono i colori della bella stagione che si avvicina.
Ma questo non cambia che nei nidi le attività sono sempre in movimento, i bambini giocano con la pittura e con la creta in laboratorio, giocano in casetta, in salone con i percorsi motori e fanno musica e fanno i disegni, leggono i libretti, cantano e fanno ancora mille altri giochi.
 
Ma in questo periodo dell’anno arriva alcune volte un po’ di tristezza, i bambini rivivono un po’ di crisi, come succede all’inizio dell’anno. Capita di vedere e sentire bambini, che fino a poco tempo fa non piangevano in entrata, attaccati al collo della mamma o del papà. E’ un momento che capita e che va affrontato con serenità da parte dei genitori.
 
Sembra che l’arrivo della primavera scombussoli un po’ l’organismo abituato al freddo e al grigio dell’inverno. I bambini in questo periodo dell’anno iniziano ad essere stanchi, da settembre ad oggi non si sono fermati un momento. Hanno vissuto l’ambientamento al nido, si sono abituati a nuove persone e ad altri bambini, hanno imparato tantissime cose diverse, sono stati spronati a provare attività e giochi che non avevano mai fatto prima. Sono sempre stati attenti e pronti. Per dei bambini piccoli, non è poco!
 
Le attività sono faticose, i bambini si cimentano con impegno ed entusiasmo, giocano esplorando per conoscere tutto quello che vedono, che vivono e che toccano. Imparano le regole dello stare insieme, con gli altri bambini e con le educatrici.
 
Se qualche mattina piangono, non c’è da preoccuparsi.
Ci sono alcuni bambini che non vogliono mangiare. A volte la crisi viene manifestata così. Non hanno nulla fisicamente che non vada, è solo una “protesta”.
 
I bambini che frequentano il nido, non sono capaci di esternare i loro sentimenti o le emozioni che provano, bisogna che siano gli adulti che li circondano che capiscano cosa sta succedendo.
 
Come educatrice posso dire che in questo periodo dell’anno cercavo di rallentare un pochino i ritmi della giornata, così come si fa nel mese di giugno, quando la stanchezza è grande e i bambini non vedono l’ora di andare in vacanza. Passavo più tempo nello spazio con il gruppo.
 
Le attività che proponevo erano attività conosciute, così permettevo ai bambini di essere più tranquilli. Se mi chiedevano di leggere li accontentavo. Penso che i bambini facciano capire molto chiaramente quando sono stanchi, a me capitava di notare che la vitalità del gruppo calava un pochino in questo periodo. I bambini non volevano giocare a correre in salone come facevano prima. Ho notato spesso che quando proponevo l’attività del gioco motorio, dopo che avevo “creato” un percorso, i bambini lo facevano un paio di volte di corsa e poi camminavano per lo spazio. La loro curiosità li spingeva comunque a provare, ma con tranquillità.
 
I ritmi si modificano, i bambini giocano ma sono tranquilli e chi di loro al mattino entra piangendo, si calma subito. Mi ricordo che molte volte vedevo le mamme e i papà andare via angosciati perché i loro bambini piangevano e non si staccavano. Quando entravano nello spazio li coccolavo, mi sedevo per terra vicino a loro e gli spiegavo con tenerezza che capivo che erano tristi ma che dopo aver giocato la mamma tornava, un po’ come facevo durante l’ambientamento, i bambini si sentono ascoltati e capiti e questo li calma e li rasserena.


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