E' proprio da una simile miopia intellettuale che viene di rimando un'analisi sottosopra della nostra società. Napolitano sbaglia, è vero. Ma l'errore compiuto non sta nel ritenere “legittime” le offese alla Corte di Cassazione e al giudice Esposito; non sta nemmeno nella scelta di dar seguito a pressioni indegne, provenienti peraltro da una forza politica che si proclama responsabile; né, ancora, l’errore risiede in un intervento a dir poco intempestivo (come ha sottolineato doviziosamente Lucia Annunziata, «in pieno agosto, periodo in cui la attività politica nel nostro paese è morta, (...) quale cittadino avrebbe avuto prova di attenzione così veloce e così diretta da un Presidente se non perché considerato un caso "speciale"?»). Nossignore, l’errore sostanziale sta nel non detto, nelle omissioni, nella mancata risolutezza, qualità indispensabile – quest’ultima – per annunciare un provvedimento che non sia di clemenza ma di riparazione a fantomatici torti subiti. Pazienza poi se, come ha rilevato Rodotà, le condizioni normative, giurisprudenziali e consuetudinarie per un provvedimento di grazia proprio non sussistono. Lo scriveva William Hazlitt: ad alcuni non basta aver ragione, bisogna che dimostrino agli altri di vivere nel torto.G.L.
E' proprio da una simile miopia intellettuale che viene di rimando un'analisi sottosopra della nostra società. Napolitano sbaglia, è vero. Ma l'errore compiuto non sta nel ritenere “legittime” le offese alla Corte di Cassazione e al giudice Esposito; non sta nemmeno nella scelta di dar seguito a pressioni indegne, provenienti peraltro da una forza politica che si proclama responsabile; né, ancora, l’errore risiede in un intervento a dir poco intempestivo (come ha sottolineato doviziosamente Lucia Annunziata, «in pieno agosto, periodo in cui la attività politica nel nostro paese è morta, (...) quale cittadino avrebbe avuto prova di attenzione così veloce e così diretta da un Presidente se non perché considerato un caso "speciale"?»). Nossignore, l’errore sostanziale sta nel non detto, nelle omissioni, nella mancata risolutezza, qualità indispensabile – quest’ultima – per annunciare un provvedimento che non sia di clemenza ma di riparazione a fantomatici torti subiti. Pazienza poi se, come ha rilevato Rodotà, le condizioni normative, giurisprudenziali e consuetudinarie per un provvedimento di grazia proprio non sussistono. Lo scriveva William Hazlitt: ad alcuni non basta aver ragione, bisogna che dimostrino agli altri di vivere nel torto.G.L.