MILANO. A congresso i giovani internisti. Fadoi: “Curare il Pianeta- Medicina interna per la vita”.
Creato il 16 marzo 2015 da Agipapress
MILANO. Il 21
marzo prossimo nell'Aula Magna
dell'Ospedale Cà Granda Niguarda di Milanosi terrà il 5° Congresso Regionale Fadoi Giovani Lombardia.
L'iniziativa
FADOI – Società scientifica di medicina Interna - ha il patrocinio di Expo,
Regione Lombardia e della Federazione Regionale dell'Ordine dei Medici ed avrà come tema principale quello della nutrizione.
Focus quindi sull'importanza di una corretta alimentazione, non solo per
prevenire le malattie e vivere in uno stato di ben-essere ma anche come
strumento per creare le condizioni ideali che favoriscano la guarigione o la
stabilizzazione clinica del paziente ricoverato in ospedale, con particolare
riferimento al paziente polipatologico e in politerapia farmacologica, curato e assistito nei reparti di Medicina
Interna.
Nell'ambito
dell'incontro, oltre a quello della nutrizione, saranno trattati argomenti di
estremo interesse per i giovani internisti e nell'ambito della sessione conclusiva ("question time") 10
"senior" FADOI risponderanno a dieci quesiti posti dai giovani internisti su questioni controverse della
pratica clinica in Medicina interna.
“Iniziative
come quella che si svolgerà sabato a Milano – commenta Luigi Magnani,
presidente di Fadoi Lombardia e direttore della Medicina Interna dell'Ospedale
di Voghera - rappresentano un'importante occasione formativa e di confronto per
i nostri giovani internisti, con indubbie ripercussioni sulla qualità
dell'assistenza ospedaliera.
Nel corso
degli ultimi anni, le caratteristiche del paziente che viene ricoverato in area
medica sono enormemente cambiate. Oggi ci troviamo di fronte un nuovo tipo di
paziente, sconosciuto o quasi fino a non molto tempo fa, la cui prognosi non è condizionata da una
singola patologia, ma dall’insieme di più fattori, non solo clinici: severità
della malattia, rischio di morte, prognosi ma anche bisogni, carichi
assistenziali e difficoltà e controindicazioni all’ effettuazione dei
trattamenti. Il paziente che ricoveriamo
nei nostri reparti è un paziente nuovo perché complesso, al di là di quanto
possa essere rappresentato dalla somma delle singole patologie.
Ma la gestione
della complessità non può passare attraverso la “scomposizione” del paziente
nelle singole patologie da cui è affetto, ciascuna delle quali da affidare ad
uno specialista di riferimento, in quanto questo modello clinico ha già
dimostrato in varie esperienze internazionali evidenti limiti, principalmente
legate a problemi di coordinamento delle cure e al conseguente aumento dei
costi sanitari”.
Il paziente deve
essere valutato nel suo insieme – questo il messaggio che vuole dare FADOI – in
base ad una visione globale ed olistica :
solo così può essere curato il malato e non la malattia.
L’internista non
è una sorta di medico generico del paziente ricoverato, ma il vero e proprio
“specialista della complessità”, l’unico che per preparazione specialistica
universitaria, background, formazione, visione clinica, esperienza può avere il
ruolo di “regista” in un processo diagnostico-terapeutico-assistenziale
complesso come quello descritto, avvalendosi certo delle competenze degli
specialisti d’organo e d’apparato, ma mantenendo per sé la fondamentale
funzione di riferimento (così come
delineato nel Libro Bianco Regionale), determinando in ultima analisi le scelte
cliniche e valutandone anche le ricadute in termini organizzativi, economici e
soprattutto di appropriatezza.
“Considerando
l’importanza degli argomenti trattati – conclude Magnani - auspichiamo
l’apertura di un tavolo tecnico regionale sulla Medicina Interna che preveda il
coinvolgimento delle due società scientifiche nazionali di Medicina Interna
(FADOI e SIMI) al fine di individuare e rendere operative le soluzioni più
idonee per la gestione del paziente complesso polipatologico".
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