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Premessa: gli ultimi film di Ferzan Ozpetek non mi sono piaciuti. Li ho ritrovati spesso ripetitivi e a volte confusi, senza novità, nonostante attori sempre bravi. Stavolta invece è andata diversamente. I temi cari al regista italo-turco ci sono tutti: la famiglia, le tavolate, i misteri del passato, i giovani e le anziane guide (bellissima Ilaria Occhini), la difficoltà di rivelare la propria omosessualità. Ma il tutto è mixato e reso con una nuova consapevolezza, con una sapiente leggerezza che non diventa mai superficialità. Anzi. Ozpetek si immerge in una dimensione narrativa che fa la spola tra il melò e una commedia all'italiana rivisitata che porta tutto il peso di tempi dal sapore dolce-amaro. Il Salento, poi, aiuta molto. Atmosfere, colori, paesaggi di un'Italia bellissima che dovrebbe essere incorniciata e raccontata più spesso. Come sempre un cast ben scelto, con conferme (Ennio Fantastichini, Riccardo Scamarcio), ma soprattutto con lo sdoganamento e la rivelazione di volti noti al pubblico del piccolo schermo: dalla bella Nicole Grimaudo, alla bravissima Lunetta Savino, da Alessandro Preziosi a Elena Sofia Ricci, finalmente al cinema. Avvolgente la colonna sonora.