L’Italia è l’unico paese dove vengono concessi finanziamenti pubblici ai giornali e dove i cittadini sono obbligati a pagare il canone RAI.
Se i suddetti giornali o emittenti televisive lasciassero spazio al pluralismo, il tutto ci risulterebbe più digeribile; il problema è che spesso e volentieri questi strumenti sono nelle mani della pubblicità, ma non quella canonica, dichiarata, i “consigli per gli acquisti” di Costanzo per intenderci: si tratta molto spesso di pubblicità occulta, nascosta in editoriali, redazionali e servizi vari.
Così ieri sera, nel Tg1 delle 20.00, dopo il servizio di cronaca sulla crisi Berlusconi-Fini e prima del reportage sugli italiani uccisi in Afghanistan, Minzolini in un editoriale ha criticato l’uso politico delle inchieste e sostenuto che la rottura del Pdl è garanzia di chiarezza.
Insomma il Governo resta ben saldo alla guida del paese, e siamo tutti più tranquilli.
Intanto il Governo sta studiando una norma contro l’evasione del canone RAI che si basa sul presupposto per cui “chi e’ proprietario di un’utenza elettrica ha la televisione”.
Potrebbero addebitarci il canone direttamente sulla bolletta. Quella dell’immondizia però.