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Moderni Kamikaze

Da Lepicentro
Coloro che stanno attorno ai reattori nucleari esplosi per tentare di spegnerli, sono come moderni kamikaze. Si gettano in picchiata verso la morte, per la patria, per la gente. Le radiazioni che si prendono oggi con tutta probabilità li uccideranno domani. Al grido di “banzai!” stanno cercando il modo più veloce per porre fine alle emissioni radioattive.Coloro che hanno provato a liberare la Libia dalla stretta strangolatrice di Gheddafi, da ribelli, sono come moderni kamikaze. Hanno combattuto sapendo di soccombere senza un aiuto esterno: hanno sperato e sono morti, provando a portare la libertà, concedendo in dote il proprio corpo, un po’ come certe signorine dalle nostre parti. Ma qui il denaro non c’entra niente.Qual è il comune denominatore dei kamikaze? Qual è l’etica dei tuffatori suicidi? E come mai non suscitano quell’ammirazione mondiale che ci si aspetterebbe in gran quantità? Perché gli specchi talvolta fanno male. Le nostre vite si riflettono nel loro agire e ci fanno sentire piccoli, anche un po’ spauriti, disarmati, sorpresi. E forse qualcuno non ha gli strumenti per riuscire a guardarsi negli occhi attraverso quegli specchi: il coraggio s’impara, infatti, solo nel buio delle nostre paure, esplorandole, vivendole.

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