
L'ho scritta ascoltando questo. Magari aiuta...http://www.youtube.com/watch?v=4N3N1MlvVc4
C’è la madre che fa male al bambino per sbaglio e poi, per soffocare i sensi di colpa che urlano da dentro, lo soffoca fino ad ucciderlo. C’è l’autista settantenne che litiga col motociclista e gli passa sopra due volte con la macchina incapace di frenare quell’impulso reattivo. E’ un mondo cattivo. E quello che se ne va, quant’anche avesse tutte le ragioni o forse una buona parte, soccombe perché il gruppo vede il sangue e ne vuole ancora. Ti ha fatto male e ora vuole soffocarti col cuscino per non sentirti lamentare. O per placare il senso di colpa. Quante parole sparse al vento. Le parole tagliano più del coltello. Ti schiacciano più di una macchina che ti passa sopra due volte. E i gesti silenti. Quelli rivolti a far male. Deliberatamente. E tu lo sai che non è giusto ma non ti puoi fermare. E’ un mondo cattivo. Non ha pietà per i rei, non ha pietà per i giusti. Figuriamoci per chi non è né l’uno né l’altro. L’importante è sopire il senso di colpa. L’importante e non ammettere le proprie e vedere solo quelle altrui. E si affonda il coltello, piano piano, millimetro millimetro. E non è inconsapevole. Si vuole far male. Ma non ci si può fermare. E’ un mondo cattivo. Un mondo matto.
