Il governo Monti, in questa fase, ci piaccia o no è indispensabile. L’Italiano montanellianamente uso a tapparsi il naso deve farlo ancora una volta perché, per quanto male sia questo esecutivo (ed è evidente che sia male), è l’unico possibile dopo lo scempio berlusconista e con una sinistra del tutto disorganizzata. Questo comporta una serie di conseguenze negative, come l’orribile teatrino sull’articolo 18 che serve più a buttare fumo negli occhi agli Italiani che a riformare davvero qualcosa.
È però incredibile quanto poco ci abbia messo Monti a farsi tentare dal potere. Ce ne accorgiamo dai suoi atteggiamenti che si fanno via via spocchiosi ed arroganti. Monti ha cominciato a ragionare come Berlusconi, utilizzando il consenso popolare (vero o presunto) come arma contro il parlamento. E questo è pericoloso.
Dobbiamo ricordare, e Monti stesso dovrebbe, che l’attuale governo guida l’Italia grazie ad un’anomalia politica dettata dalla necessità di liberare il Paese dal berlusconismo. Ma il governo Monti non governa in maniera democratica, non è stato eletto dagli Italiani e non gode di una reale maggioranza parlamentare. Governa grazie alla succitata anomalia che ha parzialmente sospeso la democrazia in Italia.
Monti ha un compito preciso da portare a termine, dopodiché, se volesse continuare a governare, dovrebbe presentarsi alle elezioni. È per questo che deve comunque rispetto al parlamento e non sventolare un fantomatico consenso popolare. Nel contempo sta ai partiti dimostrare, almeno questa volta, un minimo di senso civico e di amor patrio riformando in maniera seria il sistema elettorale in modo che presto si voti e si possa tornare alla democrazia reale. Sempre che non sia chiedere troppo.
Luca Craia




