Lo scorso anno Sancara aveva pubblicato questo post (Quando informare è pericoloso), in cui faceva il punto della strage - perchè di questo si tratta - di giornalisti nel mondo ed in Africa in particolare.Lo scorso anno furono complessivamente 132 i giornalisti uccisi nel mondo. Quest'anno si è già a 91, di cui 18 in Africa.L'ultimo episodio è di due giorni fa, quando la giornalista francese Ghislaine Dupont e il cameramen francese Claude Verlon, di Radio France International, sono stati freddati vicino Kidal nel nord-est del Mali.Una vicenda che a noi italiani ha fatto subito tornare in mente la triste vicenda del 20 marzo 1994 quando in Somalia furono uccisi Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.Ghislaine e Claude stavano facendo, da mesi, un reportage in Mali per seguire la situazione nella regione dell'Azawad (che da decenni reclama l'indipendenza), a seguito delle elezioni di questa estate, vinte dall'ex Primo Ministro Boubacar Keita. Avevano da poco finito un'intervista a Ambe'ry Ag Rissa, un tuareg a capo del Movimento di Liberazione dell'Azaward, quando sono stati rapiti e, fatto molto insolito, immediatamente giustiziati.
La situazione del Mali è complessa (vedi questo post), dal golpe del 22 marzo 2012, il paese è in preda ad un "caos guidato". Le elezioni di luglio-agosto scorsi, organizzate secondo molti in modo frettoloso, avevano lo scopo di tranquillizzare i finanziatori internazionali (liberando così centinai di milioni di dollari di aiuti umanitari bloccati a seguito della guerra civile). Nel nord si sono inizialmente lasciati isolati i movimenti separatisti spingendoli nella mani dei movimenti islamisti radicali, salvo poi riconquistare il terreno con l'aiuto del contingente francese. Dal gennaio del 2013 infatti la Francia ha lanciato, nella quasi totale indifferenza, l'operazione Serval, inviando una massiccia forza aerea (e non solo) sul campo. Il risultato è stato che da un lato si sono garantite le elezioni e dall'altro si è ristretta la zona del conflitto al solo nord. Gli interessi in gioco sono però altri e gli impegni non sempre vengono rispettati.L'anomalia di questo sequestro lampo (così raccontano le testimonianze) è proprio nella sua rapida risoluzione con l'omicidio (in genere i sequestri degli "occidentali" sono legati a richieste di riscatto e si risolvono con trattative sotterranee e spesso non mai rese pubbliche). Gli analisti sposano due ipotesi: una cambio radicale di strategia dei gruppi armati (?) o di promesse non mantenute dai francesi a seguito dei sequestri precedenti.
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