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Mostra Chagall Milano: tra retrospettiva e disorganizzazione

Creato il 19 gennaio 2015 da Angie_grandi @PiaGrandi

La mostra Chagall Milano è a Palazzo Reale dal 17 Settembre 2014 e vi rimarrà fino al 1 Febbraio 2015. Chiunque volesse visitarla ha ancora pochissimi giorni a disposizione.

Si tratta di una retrospettiva, ossia una mostra dal taglio didattico, in cui viene studiata l'evoluzione di Chagall, tramite le sue opere realizzate dal 1908 al 1985, anno della morte dell'artista . La mostra è stata realizzata dagli eredi di Chagall in collaborazione con il Museo delle Belle Arti di Bruxelles, sulla base di alcune "Memorie" inedite, scritte dallo stesso Chagall, in cui l'artista descrive se stesso e chiarisce la sua idea di arte.

Mostra Chagall Milano: la retrospettiva

La Mostra Chagall Milano è organizzata secondo un ordine cronologico e divisa in diverse sale secondo le fasi della vita dell'artista, dal primo periodo in Russia al rientro in Francia, appena prima di morire. Nella mostra emergono chiaramente la sensibilità di Chagall al contesto storico in cui vive e i valori in cui credeva: l'amore e la poesia.

Questa attenzione di Chagall alle vicende storico-culturali dell'epoca è chiaramente visibile nelle prime opere esposte, soprattutto quelle del primo periodo parigino, in cui è evidente la deformazione dello spazio propria del cubismo ("Io e il mio paese"-1912) e nei lavori realizzati tra il 1931 e il 1947, nella sezione "Venti di Guerra", in cui il colore cede spazio alle ombre, le tele si popolano di Cristi, Madonne, ebrei in fuga e rabbini che salvano i rotoli della Torah: una sezione molto impattante in cui risulta chiara la consapevolezza dell'artista per gli orrori della guerra ("La caduta dell'angelo" 1923- 1947) e la sua speranza in un mondo migliore ("La Madonna del Villaggio" 1938-1942).

Di tutt'altra natura le opere che trattano il tema dell'amore, di cui Chagall ne interpreta quella passione che sfida la gravità e fa venire voglia di volare a chi è innamorato. Ed è proprio al tema dell'amore che fanno riferimento i dipinti più famosi della mostra Chagall Milano: "La Passeggiata" (1917-1918) e " Il Compleanno" (1915), una scena d'amore leggera e spontanea in cui, Bella, la moglie dell'artista, ha appena ricevuto in regalo dei fiori e vuole metterli in un vaso, ma lui, Chagall, nel turbinio della passione, si alza in volo e si protende verso di lei per baciarla. "Fuori il cielo chiama" (cit. Marc Chagall).

Altra passione di Chagall era la poesia. Poesia che si concretizza nella biografia " Ma Vie", iniziata nel 1915 e pubblicata nel 1932, in cui l'artista riflette su di sè e sulla sua cultura e nella sua passione per il teatro e la musica, come le decorazioni allegoriche per il Teatro Ebraico di Mosca del 1920 (tra cui un violinista simile al famosissimo "Violinista verde" che Chagall realizzò 3 anni dopo).

Notevole anche la sezione dedicata alle illustrazioni delle favole di La Fontaine, in cui il visitatore viene invitato a togliere le cuffiette dell'audioguida per ascoltare la favola della "Volpe e l'Uva". Chagall fu incaricato dal mercante d'arte Vollard, fortemente colpito dall'amore dell'artista per la natura e gli animali, di illustrare le favole di La Fontaine, suscitando non poche critiche dagli accademici: Chagall era accusato di utilizzare un linguaggio artistico dalle forti connotazioni russe ed ebraiche che cozzavano con le favole di un colosso della novellistica francese come La Fontaine.

Animali e natura sono i temi che Chagall predilige negli ultimi anni di carriera: l'ultimo Chagall è quindi un uomo che ha saputo superare i drammi della guerra, della morte della moglie Bella e che riscopre la passione per l'arte: non mancano le sperimentazioni di nuove tecniche, come il collage e l'utilizzo di nuovi materiali ("Mondo Rosso e Nero" 1951).

Mostra Chagall Milano: la disorganizzazione

Lascio le dolenti note per ultime e consiglio caldamente a chi fosse interessato a visitare la mostra di comprare i biglietti con largo anticipo. Ovvero, se comprate i biglietti oggi, potete sperare di visitare la mostra l'ultimo week-end disponibile!

Ergo, essendoci così tanta richiesta, immaginatevi le code all'ingresso per chi non è riuscito ad acquistare i biglietti preventivamente!

...Peccato che poi ti ritrovi in coda anche tu che hai già in mano i biglietti! E che coda! Io sono stata in fila un'ora, al freddo (nonostante sulla stampa della prevendita ci fosse scritto che avrei saltato le code :[email protected]), prima di riuscire ad entrare. Per cui con l'ingresso stabilito dalle 12.30 alle 13.00 sono riuscita ad entrare alle 13.30! Ma fosse tutto qui!

Il personale è piuttosto sgarbato. Probabilmente sono stanchi di dover sempre dare le stesse risposte ai visitatori stupiti da così tanta disorganizzazione, che non sempre hanno un atteggiamento professionale. Faccio un esempio. In coda davanti a me c'erano due signore sulla sessantina che avevano l'ingresso dopo al mio, quindi dalle 13.00 alle 13.30. Il personale in servizio le ha invitate a mettersi in fondo alla coda, là dove c'era il gruppo con lo stesso orario d'ingresso. Giustamente queste signore hanno chiesto informazioni più precise su dove esattamente dovessero andare... la risposta della ragazza addetta a gestire la coda (e quindi stipendiata per fare quel lavoro!) è stata "Chiedete alle persone in fila!", lasciando tutte senza parole, me compresa!

Presenti le tue rimostranze e chiedi il rimborso del diritto di prevendita in quanto, al contrario di quanto promesso, hai dovuto fare la coda? Altrettanto sgarbatamente ti viene farfugliato un qualcosa sul fatto che sono stati i vigili del fuoco a dire che più di tot persone in sala non potevano starci (per motivi di sicurezza) e che quindi la colpa non è loro. Come se l'organizzazione non sapesse quante persone possono stare in una sala.

E vogliamo parlare delle code dei "senza biglietto"? Nei momenti fortunati proseguivano di un paio di metri all'ora. Questo nelle ore particolarmente propizie! Poi c'erano anche le ore in cui rimanevano inchiodati al loro posto, in una fredda e incerta domenica milanese.

Ma se la mostra è davvero "la più grande retrospettiva degli ultimi 50 anni mai dedicata in Italia a Marc Chagall" (cit. sito della mostra), è possibile arrivare così impreparati?

E' vero che sul sito avvisano della presenza di code nelle giornate di sabato e domenica, ma è altrettanto vero che fare i biglietti non è la cosa più semplice del mondo (e di questo non ti avvisano!). Sentivo di gente che prima di riuscire a parlare con il call center ci ha messo 3 giorni!

Chiudo qui le note polemiche e vi lascio con il consiglio di visitare la mostra, se possibile, durante la settimana o nel week-end in orario aperitivo, quando mi auguro che il servizio sia migliore!


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