"Non vi sono effetti collaterali noti provocati dalla vitamina K nella sua forma naturale.Se viene assunta nella sua forma sintetica in dosi elevate, tuttavia, le donne incinte ed i neonati potrebbero mostrare segni di tossicità, molto rari, ma che potrebbero comprendere ittero, danni cerebrali ed emolisi dei globuli rossi." Io alla nascita dei miei figli ho segnalato che non volevo venisse somministrata e ho firmato un'apposita dichiarazione.
Una testimonianza (di un altro genitorre) al riguardo la troviamo anche qui http://www.comilva.org/node/38872 .
Il collirio antibiotico per prevenire un'infezione diffusa ai tempi del fascismo, ritengo sia una misura preventiva assolutamente superflua al giorno d'oggi (anche perchè gli antibiotici non sono caramelle e la pelle di un bambino assorbe ogni cosa in maniera efficientissima, come ci ricorda la dottoressa Campbell nel suo libro). Anche questo trattamento in Italia è effettuato di regola su tutti i neonati (ed anche in questo caso mi sono opposto).
Poi c'è il prelievo del sangue dal tallone, ufficialmente per scoprire se il bimbo è portatore di alcune rare malattie metaboliche. Ma è noto che in Gran Bretagna quel prelievo viene utilizzato per realizzare una schedatura del DNA della popolazione. Io ai tempi non ne sapevo niente e non mi sono opposto. Però alcuni miei amici l'hanno fatto e sono stati sottoposti ad un pressing incredibile da parte delle istitutzioni sanitarie (Orwell è già qui).
Quanto al parto suggerirei di leggere e mettere in pratica i consigli dell'ottimo libro di Lorenzo Braibanti intitolato Parto e nascita senza violenza. Dalla gravidanza al parto, ai primi mesi di vita.
Per un parto naturale a misura di bambino (che si affaccia per la prima volta al mondo abbandonando la sicurezza dell'utero materno) è meglio nascere in un ambiente con poca luce e suoni ovattati, appoggiare subito il neonato sull'addome della mamma, lasciare il cordone ombelicale attaccato fino a quando non smette di pulsare, fare in modo che si attacchi al seno il prima possibile per succhiare il colostro e incentivare così la successiva produzione delle ghiandole mammarie: prima il bambino si attacca al seno e maggiore è la probabilità che l'allattamento prosegua senza problemi di sorta. Per ulteriori informazioni sull'allattamento si può consultare la Lega del Latte.
Quindi, se si fa il bagnetto al bimbo appena nato per ripulirlo, è meglio rimetterlo subito dopo a contatto con la mamma. Il contatto con la madre (e in seconda istanza con il padre) è fondamentale per la corretta crescita del bambino, sia dal punto di vista psicologico che fisico. In natura i neonati dei primati stanno attaccatti alla mamma tutto il tempo. Non vedo perchè noi umani dobbiamo separarli dalla mamma mettondoli in una culla: meglio tenerli in braccio, nel letto accanto a sè, attaccati ad una fascia o marsupio come è d'uso presso molti popoli "primitivi". Il passeggino in fondo può essere utile come carrello quando si fa la spesa, o magari potrà servire per portare in giro il bambino quando è già più grande. Per ulteriori approfondimenti su questa tematica rimando al libro di Michel Odent, Abbracciamolo subito.
Quanto al metodo per partorire forse sarebbe meglio sfruttare la forza di gravità, e non partorire necessariamente sdraiate: alcune sale parto sono euqipaggiati con particolari appoggi che servono allo scopo. Partorire a casa, se si è pronti per ogni evenienza a raggiungere un ospedale in breve tempo non è una cattiva idea. Esistono nazioni come l'Olanda dove si pratica di regola il parto in casa (in tal caso un'ambulanza è sempre pronta a portare il neonato al più vicino ospedale se dovesse risultare necessario). I dati dimostrano che il parto in casa è più sicuro (oltre che risultare più economico per il sistema sociale). Vedi anche questa bellissima testimonianza di una nonna il cui nipote è nato in casa.
In Olanda sconsigliano pure l'epidurale, ed è giusto che tale procedura sia limitata ai soli casi indispensabili, visto che il farmaco utilizzatyo per l'anestesia ha effetti collaterali di un certo rilievo sul neonato. Sul sito farmacoecura leggiamo:
Anche se la ricerca risulta un po’ ambigua, gran parte degli studi suggerisce che alcuni bambini potrebbero avere problemi nell’allattamento al seno. Altri studi suggeriscono che il bambino potrebbe subire una depressione respiratoria, un mal posizionamento fetale e un aumento della variabilità della frequenza cardiaca fetale
Chi volesse informazioni su ostetriche che praticano il parto in casa può consultare il sito http://www.nascereacasa.it/.
In realtà se la donna mangiasse come i nostri antichi progenitori probabilmente avrebbe anche meno difficoltà nel partorire. Questo è almeno quanto si evince dalla lettura del libro del dottor W. A. Price, il quale testimonia come alcune donne donne indigene, quando è ora di partorire, escono dal villaggio con uno scialle e ritornano col neonato avvolto in quel tessuto.Video consigliato:Nascere e Shantala