Chiuso il mercato dei free agent di prima fascia con praticamente tutti i grandi giocatori che hanno scelto la loro nuova, o in alcuni casi, vecchia squadra, si è aperto quello di seconda fascia, destinato a chi nelle ultime stagioni ha faticato di più ad emergere o con difficoltà a strappare contratti ad alte cifre. Tra questi c’era anche Andrea Bargnani che ha aspettato pazientemente, valutato alcune offerte e poi scelto la destinazione che al momento gli sembrava la migliore possibile per la sua carriera. Il Mago sembrava ad un passo dal raggiungere Marco Belinelli ai Sacramento Kings per ricreare la coppia italiana già vista (poco purtroppo) ai Raptors, ma all’ultimo secondo invece ha cambiato idea, accettando l’offerta dei Brooklyn Nets.
Bargnani ha rinunciato ad un’offerta più alta economicamente da parte dei Sacramento Kings (un biennale garantito da 1.8 milioni di dollari a stagione), accettando un accordo biennale al minimo salariale (1.4 milioni di dollari) con la plyer option sul secondo anno e la possibilità di diventare di nuovo free agent nel prossimo mercato.
Sulla sua utilità nel sistema dei Kings erano sorti alcuni dubbi, intanto perché coach Karl ama maggiormente giocare con quintetti piccoli adattando degli esterni al ruolo di 4 per aprire il campo, e quindi anche il suo minutaggio sarebbe stato a forte rischio. Probabilmente questo è stato uno dei ragionamenti fatti dal giocatore romano che ha scelto i Nets, una franchigia comunque in difficoltà che non ha un piano tecnico precisissimo, ma che potrebbe dargli più spazio, vicino ad un centro vero come Brook Lopez, per provare a rilanciarsi dopo due stagioni da incubo causa infortuni in quel di New York.
Glad to join the @BrooklynNets. I'm ready for this new challange. La nuova sfida ha un nome: Brooklyn Nets. Pronto ad accoglierla con voi.
— Andrea Bargnani (@AndreaBargnani) July 13, 2015
Brooklyn si trova in una situazione complicata perchè le scelte fatte nelle ultime stagioni dal GM Billy King si sono rivelate sbagliate: la squadra di Stelle formata da Lopez-Garnett-Pierce-Johnson-Williams non ha dato alcun frutto, anzi, ed i contratti pesantissimi elargiti sono andati ad inglfare un salary cap che è da anni ormai uno dei più alti della Lega. Mancato il rinnovo del tiratore bosniaco Mirza Teletovic la franchigia cercava un giocatore con caratteristiche simili ma il mercato non offriva granché, ecco che quindi la scelta di puntare su Bargnani, al minimo salariale, è un rischio molto contenuto dato che pur avendo saltato 35, 47, 40 e 53 gare rispettivamente nelle ultime 4 stagioni, il Mago resta un giocatore di enorme talento e con molti punti nelle mani (15 punti di media in carriera).
Il suo ruolo dovrebbe essere quello di sesto uomo, uscendo dalla panchina come cambio dei titolari Brook Lopez e Thaddeus Young; a coach Lionel Hollins piace giocare con due lunghi, l’ha dimostrato in tutte le sue ultime stagioni alla guida di una squadra, anche se di solito apprezza maggiormente i giocatori fisici e combattivi che quelli tecnici e tiratori. Il rapporto tra i due quindi potrebbe non essere dei migliori viste le indubbie carenze di Bargnani in difesa, a rimbalzo e a livello di intensità, ma è anche vero che se sano fisicamente e senza quei particolari infortuni subiti negli ultimi anni (prima un polpaccio curato malissimo dai Raptors e poi problemi ai legamenti dei gomiti), dalla panchina il suo apporto offensivo potrebbe essere talmente rilevante da far chiudere un occhio sui suoi deficit difensivi.
Anche dal punto di vista del giocatore la scelta comporta pochissimi rischi: se riuscirà a far bene rientrando nel giro che conta della NBA a fine anno uscirà dal contratto e ne cercherà uno più alto, più lungo e con una squadra di livello superiore, se invece gli andrà ancora una volta male potrà decidere di rimanere un altro anno o comunque rimettersi sul mercato e trovare un altro contratto al minimo salariale.
L’unico punto interrogativo è: dove potranno arrivare questi Nets? nelle ultime ore infatti la società ha trovato l’accordo con Deron Williams per transare i restanti anni di contratto spalmando il suo ingaggio sul salary cap a 5.5 milioni a stagione fino al 2020, permettendogli di andare a giocare ai Dallas Mavericks; la nuova coppia di play quindi sono Jarrett Jack e Steve Blake (arrivato dai Blazers in cambio di Plumlee) con Shane Larkin in terza battuta; guardia e ala saranno Bogdanovic e Joe Johnson, reduce da una delle peggiori stagioni in carriera, con Ellington a dare una mano dalla panchina, mentre tra i lunghi è arrivato anche Thomas Robinson che porterà muscoli, energia e rimbalzi. Sul mercato dei free agent poi non è rimasto granché per rinforzare un roster che ne avrebbe bisogno, e quindi il GM King è chiamato a qualche miracolo (non il migliore a farne probabilmente) per non rischiare di fare un’altra annata anonima, che a Est però coincide spesso con la possibilità di giocare comunque i playoff.
