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Nella farsa di Valencia, Rossi stoico.

Creato il 08 novembre 2015 da Retrò Online Magazine @retr_online

Jorge Lorenzo fa l’en plein a Valencia; assistito dal suo fiero alfiere termina la gara in prima posizione e porta a casa il titolo mondiale. Un magnifico e stoico Rossi, scala tutte le posizioni giungendo quarto. Ma non basta. Pedrosa conclude con un terzo posto

L’intento sarebbe quello di stendere due parole sulla cronaca della gara come, fino ad oggi, è stato sempre fatto con diligenza e dedizione nei confronti di questo adrenalinico motorsport, meglio noto con il nome di MotoGP. Il problema di fondo, però, è che si dovrebbe scrivere di un solo Uomo. Si dovrebbe parlare unicamente di Valentino Rossi. Le discussioni, le polemiche, i dibattiti delle ultime due settimane sono noti a tutti. Rossi, con un vantaggio di sette punti sul rivale Lorenzo, costretto a partire dall’ultima posizione della griglia. Rossi che, per questo benedetto mondiale, deve battersi contro il pretendente e… il suo fido alfiere. Non si fanno nomi, ma gli arguti lettori capiranno. Allora parliamo, anzi, cantiamo di un Rossi che, nonostante le misteriose trame, nonostante la pesante sanzione, sbarca a Valencia con due attributi giganteschi. Valentino, nel solo primo giro, ne recupera 8.

VIDEO: GP Valencia, Vale all’attacco: la partenza https://t.co/fAOeRmJxOA #SkyMotori

— Sky Sport MotoGP™ (@SkySportMotoGP) 8 Novembre 2015

Valentino che, nel corso del decimo giro, è in quarta posizione. Tutto il riconoscimento e la legittimazione della maggioranza dei piloti è nota. Gli facilitano la rimonta, gli sono vicino in questo duro momento. Una gara intrisa di commozione, stoicità, dignità e, perché no, di speranza, quella del Dottor Rossi. Alle volte, tuttavia, il coraggio e la speranza non bastano, certe volte serve quel “quid pluris”. Oggi quel qualcosa in più era dato semplicemente da un principio morale insito nella nostra condizione di essere, la sportività. Quella che insegnano nelle scuole e nello sport fin da bambini. Si chiude, con questa gara e con l’assegnazione del titolo a Lorenzo, quella grande farsa che andava avanti da varie settimane. Quell’alleanza non scritta tra spagnoli che si è manifestata in tutta la sua spiacevole evidenza. Nessuno ne esce vincitore, tutti perdenti. Il primo degli sconfitti è proprio Jorge Lorenzo, il quale, giova rammentarlo, ha disputato un’ottima stagione in sella alla Yamaha. Si è raccontato di vittorie stra-meritate, di podi ottimi nel corso dell’anno e questo non deve essere dimenticato. Resta l’amaro in bocca per come è finita, è la strada, la pista che decide il campione del mondo. Peccato Jorge, sarebbe stato emozionante vedere un duello vero.

Finisce il #ValenciaGP: @lorenzo99 dopo essere stato sempre in testa è campione del mondo 2015! #SkyMotori pic.twitter.com/jCKU2ZB2tn

— Sky Sport MotoGP™ (@SkySportMotoGP) 8 Novembre 2015

Dispiace per colui che, non più di un anno fa, era considerato l’erede al trono di  Rossi, Marquez. In una stagione già non positiva di suo, costellata da ben cinque cadute, lo spagnolo ha deciso di porre l’impronta decisiva e, forse, peggiore. Sotto gli occhi di tutti è il teatrino andato in scena oggi. Trenta maledetti giri passati incollati alla posteriore di Lorenzo. Ne aveva decisamente di più, ma neanche un accenno di bagarre, neanche qualche timido affondo. Nulla. Forse forse, vien da pensar che Valentino non aveva tutti i torti. “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina” recitava Giulio Andreotti. Una massima intramontabile del Presidente che oggi, purtroppo, bisogna rispolverare.

Solo plausi, meriti e affetto per il vincitore (più che) morale di questo campionato. Applausi per Vale, dunque. Bisogna prestare attenzione; non è corretto dire che, in ogni caso, avrebbe meritato la vittoria del mondiale. E’ stata una stagione particolare, i cui avvenimenti, per certi versi, hanno spianato la strada al Dottore. Marquez che va giù spesso, le Ducati che combinano ben poco, Lorenzo che vive di periodi altalenanti. Una serie di fattori, dunque, favorevoli ma che non legittimano l’affermazione di cui sopra. Quello che, però, si deve gridare nella maniera più chiara possibile è che Rossi non meritava questo finale, non meritava di perdere il titolo in questa maniera turpe. Un nove volte campione del mondo, un’icona dello sport italiano e mondiale non può esser raggirato in questa maniera. Dispiace, sopra ogni cosa, per questo.

In definitiva Jorge Lorenzo campione, sulla carta.

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