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New York Day 4

Creato il 27 marzo 2013 da Moviestyle @federicochim

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E’ lunedì, questo significa che Lizzy sarà al lavoro e noi pronti per acquisire la modalità turisti! Oggi dovrò prendere la metro da sola per la prima volta, ma non finisce qui, dovrò anche camminare per diversi block per raggiungere il punto di ritrovo con Ramsey. Sono pronta a mettermi a piangere in mezzo alla strada per la disperazione. Il mio senso dell’orientamento è talmente poco che mi perdo a Cernusco Sul Naviglio, come potrò minimamente sopravvivere a New York in giro da sola?! Con ben due guide e un brownie di Starbucks per i momenti di sconforto, mi avvio verso la metro e li scopro l’inimmaginabile: Manhattan è la città costruita nel modo più intelligente che una mente umana più concepire ed è prova di incapaci…tipo me. La metro a solo due direzioni: uptown o downtown, su o giù, ed è facilissimo capire da che parte sei diretto e ogni fermata incrocia talmente tante linee, che a meno che abiti alla fine del Bronx è difficile che tu debba fare troppi cambi. L’isola poi è una griglia perfetta: le Avenue sono poche e verticali e le street sono orizzontali e contrassegnante da numeri crescenti verso l’alto; quindi è facilissimo capire a che livello sei dell’isola e se devi andare su o giù per trovare la tua destinazione. Una volta per strada devi solo individuare i punti cardinali o se sei un caso perso come me, basta camminare dritto per pochi metri per capire se stai andando nella direzione giusta o meno. Io lo sapevo che io New York eravamo anime gemelle, pure la geografia lo dimostra.

Con quello che tutt’ora mi sembra un miracolo divino, arrivo al punto di ritrovo a Chelsea Market, dove mi aspetta Ramsey, anche lui uscito con un ora di anticipo con il terrore di perdersi. Non lo ammetterà mai ma è arrivato li solo grazie al suo iPhone. Abbiamo deciso che inizieremo la nostra avventura in cima l’Empire State Building, prima di arrivarci, però, abbiamo fatto una capatina al Madison Square Garden, tanto per vantarmi con mio fratello di esserci stata…anche se solo da fuori. Visto la mia grande capacità di orientamento newyorkese sono io che guido la spedizione e continuo a sorprendermi di come continuiamo ad arrivare al posto giusto nel momento giusto. Magia.

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L’Empire State Building, o il palazzo su cui si arrampica King Kong, è il secondo grattacielo più alto di New York, contando la nuova Freedom Tower che sorge a Groud Zero, su cui comunque non si può salire. La vista dall’alto osservatorio è mozzafiato! Tutto questo nei giorni normali, altra storia, se, invece sei fortunato come noi e scopri che, mentre eri impegnato in fila e a salire gli 86 piani con l’ascensore, fuori è iniziata dal nulla una tempesta di neve. Si esatto, non una nevicata, una vera e propria tempesta. Spinta da un indomito coraggio e soprattutto dalla cifra pagata per il biglietto, sono riuscita ad uscire per fare delle foto, ma le nuvole mi erano avversarie. Non ti preoccupare New York riuscirò a perdonarti per questo torto. Non soddisfatti del freddo preso decidiamo di avventurarci a Time Square, dove ho preso una decisione definitiva: per il resto della mia vita mi impegnerò ad evitare a tutti costi Time Square, se non per andare a vedere uno spettacolo a Broadway. Per un musical questo e altro.

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Sfatti e devastati dalla pioggia che ha preso gioiosamente il posto della neve, ci dirigiamo a Union Square. Mentre mi aggiro all’asciutto in un negozio qualsiasi, vedo un volto famigliare intento a provare occhiali da sole: Brianna?! Lei, quella della cena a Chinatown. Quante possibilità ci sono di incontrare per caso una delle sole 4 persone che conosci a New York?! Per celebrare questa renuion inaspettata andiamo a cena insieme in un locale con cucina araba mentre aspettiamo che Lizzy finisca la sua lezione di cinese che segue per lavoro. Brianna sabato andrà a Boston, quindi non potrà essere nostra complice di shopping a Soho, ma promette un’altra cena in settimana. Siamo già migliori amiche!


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