Magazine Società

New York, parodia in Terra d’Egnazia

Da Trame In Divenire @trameindivenire
Egnazia Muro

Egnazia, porto, mura megalitiche

La distanza tra New York e la Terra d’Egnazia è tanta. Non è solo una distanza fisica. Di mezzo non c’è solo l’Oceano. La distanza che ci separa dalla “grande mela”, è una distanza carica di differenze sociali e quindi culturali, politiche, economiche. Per dirne una, a New York il 10% della popolazione vive con soli 10 mila dollari l’anno.

In Terra d’Egnazia (come in buona parte del sud Italia), il 25% della popolazione non ha più un reddito e quindi un lavoro. Gente che in quanto cittadini e in quanto senza reddito non gli è concesso in alcun modo di esercitare il suo diritto alla città. A sognarla e progettarla, modellarla sui propri bisogni, sui propri desideri. Nemmeno gli è concesso di esercitare il diritto alla città in piena condivisione con la città stessa e con il suo territorio.

Per comprendere questa realtà, talvolta, tocca andare a prenderla da lontano, non fosse altro perché non si pensi (secondo certa propaganda) che questo è un problema fittizio, sollevato da pochi facinorosi buoni a nulla, capaci sono d’invidia del proprio vicino benestante. Insomma un meridionale. Lo sguardo lo volgiamo a New York, che non è certo a sud, ma ad occidente, nella patria dell’occidente, e del capitalismo.

E infatti, nonostante le distanze, New York non è mai stata così vicina alla Terra d’Egnazia, se non fosse per le proporzioni. Cambiano i nomi. La sostanza certo non cambia, essendo una sostanza tutta integrata nella natura più profonda dell’essere umano. Laddove la distanza è pari a zero.

Il diritto alla città può rivendicarlo chiunque. Anche Bloomberg ha diritto alla città. Però ci sono varie fazioni, con diverse capacità di esercitarlo. Quando parlo del diritto di ripensare la città più vicina a come la vorremmo, e a cosa invece abbiamo visto qui a New York City negli ultimi 20-30 anni, si tratta di come la vorrebbero i ricchi.

Negli anni ’70 pesava molto la famiglia Rockefeller per esempio. Oggi c’è gente come Bloomberg, che sostanzialmente trasforma la città nel modo che più si adatta a sé e ai propri affari. Ma la gran massa della popolazione praticamente non conta nulla in tutto questo. In città c’è quasi un milione di persone che tenta di farcela con diecimila dollari l’anno. E che influenza hanno sul modo in cui si trasforma la città? Nessuna.

Il mio interesse principale sulla questione del diritto alla città non è tanto di affermare che esista una specie di diritto etico, ma qualcosa per cui lottare. Il diritto di chi? Per che tipo di città? Penso a quel milione di persone con meno di diecimila dollari l’anno, che dovrebbero pesare almeno tanto quanto l’1% che sta al vertice. Lo definisco un significante vuoto, perché ci deve essere qualcuno che arriva e dice, “È il mio diritto che conta, non il tuo”. Comporta sempre un conflitto.

David Harvey
(geografo e sociologo, professore di antropologia al Graduate Center della City University di New York)


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

  • myNY – New York in diretta – Giorno 2

    myNY York diretta Giorno

    La giornata di oggi non poteva iniziare meglio: colazione a suon di pancakes e sciroppo d’acero in un posto che è una nostra vecchia conoscenza: il Tick Tock... Leggere il seguito

    Da  Viaggimarilore
    TALENTI, VIAGGI
  • Buon Halloween da New York!

    Buon Halloween York!

    Siamo appena rientrati da New York, è vero, per cui non possiamo vivere in diretta la città che si trasforma, si mette in maschera e distribuisce dolcetti e... Leggere il seguito

    Da  Viaggimarilore
    TALENTI, VIAGGI
  • New York si sveglia progressista

    Retorica italiota a parte, molto altro si potrebbe dire di Bill De Blasio. Ad esempio che, come Obama ai tempi delle presidenziali del 2008, il neosindaco di Ne... Leggere il seguito

    Da  Fabio1983
    SOCIETÀ
  • New York Police DeCATment

    La verità è che la TV che ci ha rovinati tutti. NCIS, CSI, New York Police Department e tantissime altre serie tv ancora hanno creato lo stereotipo del... Leggere il seguito

    Da  Romina
    DIARIO PERSONALE, PER LEI, TALENTI
  • Cinque posti per mangiare a New York

    Cinque posti mangiare York

    Trovare un posto per mangiare a New York, ovviamente, non è un’impresa particolarmente ardua. Nel giro di poche centinaia di metri, ovunque voi siate, spesso è... Leggere il seguito

    Da  Messersottile
    TALENTI, DA CLASSIFICARE
  • Una Giornalista a New York

    “In ufficio da me, uno dei miei capi ha 22 anni. Non è ancora laureato, ma è a tutti gli effetti un capo, sia per talento che per affidabilità, e la sua... Leggere il seguito

    Da  Fugadeitalenti
    ITALIANI NEL MONDO, SOCIETÀ
  • New York e i paradossi dei sensi

    York paradossi sensi

    È difficile raccontare New York con parole inedite. Voglio provarci dopo esserci stato ancora una volta. A mio parere, la Grande Mela non è solo la metropoli... Leggere il seguito

    Da  Astorbresciani
    ATTUALITÀ, SOCIETÀ

Magazines