Node Festival 2012 – Modena 08-06-2012

Creato il 09 giugno 2012 da Maxscorda @MaxScorda

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Edizione particolare quella del Node 2012 perche’ il terremoto, vissuto, raccontato o visto che sia, cambia anche le piccole cose, sposta le prospettive e talvolta si propaga in direzioni inaspettate. 
Uscire dai propri confini diventa quindi una necessita’ anche per il festival modenese che si libera dal Palazzo Santa Margherita e s’allarga nei Giardini Ducali mantenendo inalterata l’atmosfera dell’evento, aggiungendo un soffio di aria fresca e il brivido della pioggia che alla fine non imperversa ma sufficiente a provocare qualche apprensione in piu’.
Scelta comunque vincente laddove e’ il viaggio cio’ che alla fine conta.
Edizione diversa anche nelle scelte artistiche, puntando su atmosfere piu’ ambient e meno elettroniche, sostituiendo il glitch con l’acustico, preferendo il minimalismo al loop e confermando la tendenza a privilegiare il suono sul visuale, connubio sul quale invito gli organizzatori a tornare a prendere in considerazione con piu’ incisivita’

Sanso-xtro apre la manifestazione e le gocce di pioggia che minacciano di affondare l’evento, invero si pongono come il miglior palco possibile alle atmosfere tanto sintetiche quanto acustiche della sua musica. Folk minimalista? Forse si puo’. Campioni ripetuti, atmosfere da campagna immersa nella bruma scozzese piuttosto che l’assolato deserto australiano e persino la pioggia dispettosa sembra dar ragione alla musica invece che alla geografia della terra nativa dell’artista. Sequencer a 8 bit opposto al legno lavorato della chitarra acustica con risultati altalenanti laddove l’amalgama non riesce, suggestivi quando il composto in equilibrio rilascia calda energia. LFO come se piovesse ed infatti e’ piovuto.
Suono da affinare ma la strada e’ interessante

Orcas, ambient sottratto Radiohead a fette di sedicesimi e mi si perdoni ma non ho una definizione migliore. Le etichette potrebbero essere tante ma ancora una volta tutto ruota attorno al defluire lento del suono in un letto sintetico laddove la voce ha il sapore di certo 4AD di un quarto di secolo fa mentre pianoforte e chitarre generano textures e non  melodie. Pop rivisitato, profilo spinto verso il basso, sussurrato, rimeditato e non si sfugge all’elettronica anch’essa lieve ma importante, irrinunciabile, soffocata a volte nei volumi come una fiera che se liberata porta scompiglio e furore laddove anche lo sfondo del grande schermo luminoso, evoca cespugli e rami mossi dalla brezza al chiarore lunare, necessita la tranquillita’ di un dialogo empatico, non discorsivo.
Figli di un dio minimal.

Lapalux e’ la sferzata energetica della serata verso lidi massicciamente elettronici, alle porte del DJ set salendo sul treno veloce del dubstep. La traccia sonora e’ decisa, seguita come binari stesi in attesa di una motrice che li percorra ma tempi e modi sono in mano sua che controlla, che spinge, che taglia, come una lama seziona i campioni servendoli ancora caldi e pulsanti. AFX remixava per soldi, Lapalux per la gloria e a qualcosa e’ servito se la sua fama e’ giunta sino a noi e del resto la riposta fiducia nella ritmica pu’ che nel suono, fanno del suo braccio il perfetto strumento per esaltare il bisogno impellente di onde pulsanti e bassi possenti che rimbalzano come risonanze in tubi cromati.
Gioco di sfondamento senza troppe raffinatezze, si colpisce di sciabola non col fioretto ma l’obiettivo e’ lo scontro frontale al quale non si sfugge e non si prescinde. Frenetico al limite dell’eccesso, sulla scia dello sballo, sfiora il glitch che bussa alle porte ma e’ il basso non il noise che decide a chi cedere il passo. 
Non tutto riesce al meglio ma la partita e’ vincente, il mio preferito della serata.


Schede informative tratte da Node

Sanso-xtro (Az)

Sanso-xtro è lo pseudonimo di Melissa Agate, sound designer Australiana sulle scene dal 2005, anno di pubblicazione del suo album di debutto Sentimentalist (Type Records) profondamente influenzato dal Jazz d’avanguardia, il Folk e il Rock più visionario.
Il legame con la terra madre è uno dei temi preferiti dall’artista tanto che dopo una lunga residenza a Londra il ritorno in Australia ispira il nuovo album Fountain Fountain Joyous Mountain (Digitalis, 2011), un ipnotizzante viaggio tra chitarre percussive, echi di voci lontane e textures di sintetizzatori analogici, elemento distintivo delle sue produzioni. Il suo live la vede sola sul palco interagire con diversi strumenti e apparecchiature elettroniche con ogni parte del suo corpo. Protagonista di un piacevole chaos controllato.

www.sanso-xtro.com


Orcas (US)

In decenni di sperimentazione la musica Ambient e la forma canzone tradizionale hanno raramente trovato punti di vera intersezione tanto da far credere che le differenze tra i generi fossero inconciliabili.
Per far convivere la natura astratta dell’Ambient e la gratificazione immediata tipica della canzone Pop sono richieste capacità non comuni, non c’è quindi da meravigliarsi se gli artisti che hanno praticato con successo questo delicato equilibrio siano una rarità.
Il duo Orcas, composto dal cantautore Benoît Pioulard e il compositore post-minimalista Rafael Anton Irisarri, si inserisce all’interno di questa ricerca stilistica.
Il canto e l’astrazione diventano una sola entità, condensando e colmando il vuoto tra i generi in una traiettoria arcuata; una commistione di contrasti che si riflette nello stesso nome del gruppo Orcas, un’animale che evoca un ambiente tranquillo, naturale, ma anche signorile e potente. Un attento equilibrio di elementi chiaroscurali, dove convergono il Pop cantautorale e le atmosfere più rarefatte, riuscendo così a far convergere gli opposti.
In occasione di NODE presenteranno in anteprima nazionale il loro album di debutto omonimo pubblicato da Morr Music.

www.morrmusic.com


Lapalux (UK)

L’arte del remix nella musica elettronica è un territorio prediletto da molti artisti che trovano la propria dimensione nei limiti stessi imposti dal brano originale.
Lapalux appartiene senza dubbio a questa categoria. Il grande successo dei bootlegs pubblicati su internet, tra cui il remix dell’icona Pop Gwen Stefani, lo ha reso noto a personaggi illustri come Steven Ellison aka Flying Lotus che lo ha scritturato per la sua etichetta discografica Brainfeeder.
Il suo primo lavoro solista Many Faces Out Of Focus (Picture Music, 2011), stampato su un supporto apparentemente obsoleto come la musicassetta e andato sold-out in meno di due ore, è un esplosione di atmosfere, suoni e ritmiche che si scontrano con campioni vocali provenienti dal mondo del pop e del Rythm & Blues contemporaneo.
La ricerca dell’unione tra il mondo della musica elettronica più raffinata e le melodie della Black music viene perseguita anche nel successivo When You’re Gone (Brainfeeder, 2012), un EP di sette tracce che lascia intravedere un futuro brillante per il giovanissimo produttore inglese che si esibirà per la prima volta in Italia a NODE.

www.lapalux.com


Collegamenti

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Lapalux


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