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Noi che siamo fatte così.

Creato il 01 dicembre 2014 da Agipsyinthekitchen

Sveglia al mattino abbastanza presto da potersi lamentare, ma anche abbastanza tardi per arrivare sempre cinque minuti dopo del previsto.

Tazza di acqua calda e limone, che così ci depuriamo come la Gwyneth e aumentiamo le nostre difese, che quelle non sono mai abbastanza, ma poi cappuccio e brioche, quella ancora tiepida piena di marmellata alle albicocche grazie.

Felici di credere, di darti ogni pezzo di noi, di dedicarti la nostra vita, che si sa – quando amiamo, ogni momento è magnifico solo se sei con noi.

Stanche di persone egoiste, di capi che pretendono e non danno mai. Coraggiose abbastanza per credere nei propri sogni e fare di tutto per realizzarli.

La preoccupazione costante per le nostre madri.

Gentili abbastanza da essere considerate tali, poco pazienti da farci sembrare scorbutiche.

Pane tostato con tanto avocado sopra, un po’ di fleur de sel spolverizzato sopra.

La neve d’inverno. Le collant color senape d’autunno. In primavera uno spolverino e un golfino di cachemire, un paio di jeans e i capelli e la testa tra le nuvole. D’estate vestiamoci di niente, che abbiamo bisogno di ridere e sentire il sale, la sabbia, sulla pelle. Questa pelle che sa di sale e dopo sole e anche un po’ di cocco che siamo Coconut Girls.

Rossetto rosso e unghie laccate, ma troppo sbadate per tenerle perfette fino alla prossima manicure.

Il viaggio come espressione di moto perpetuo e conditio sine qua non.

Le righe, perché danno felicità.

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Noi che cambiamo idea: sulle ballerine, sul plateau, su Jovanotti, sulla musica indie, su Gue Pequeno, su amiche e amici, sull’idea dell’amore, sul colore nero, sul colore marrone, sul rosa,su New York, sull’abbronzatura, su Calvin Harris, sulle candele, sugli oroscopi, sugli ascendenti, su film, sulla cipolla, su registi, su che acqua bere, sulla politica, sulla pizza più buona, sul vino migliore, sugli uomini accessoriati, sugli antiossidanti, sui tatuaggi, sugli hippie, sui motorini, sulle havaianas e su twitter.

D’altronde è da stupidi non cambiare mai idea.
E’ limitante.

E ancora: la Vita è così bella perché aspetta di rivelarsi con sorprese e non esiste arcobaleno senza un po’ di pioggia e allora anche quando l’ombrello è aperto e cadono frascate d’acqua ricordiamocelo e decidiamo di fare un investimento di fiducia in questo tempo in cui l’Amore si fa e non si immagina e basta, in cui  i migliori partono ma ci lasciano Angeli a proteggerci, dove la musica è a ogni angolo di strada, dove acchiappi sorrisi improvvisi, dove whatzup ci innervosisce ma quando suona, suona bene, dove le assistenti diventano amiche per la pelle e di gin&tonic, dove David Guetta detta filosofia, dove si possono mangiare cozze  e bere Guinness, dove esiste Bon Iver e dove esistono le french fries e “l’Amore è una trappola, mica sempre però e qualche volte è una favola e la vita non è solamente retorica”.

A noi che piacciono i lussi, ma quelli semplici.
Ci piace il profumo di griglia calda e verdure abbrustolite e la cena preparata su tovaglie profumate di bucato e bicchieri colorati.
Ci piacciono i tramonti sinceri, quando l’aria è rarefatta e la poesia va a coincidere con la prosa, senza inutili arzigogolazioni.
Ci piace la campagna, il tweed,  i tatuaggi.
Ci piacciono le fotografie dei cieli, i cortili segreti, dormire con un orecchio coperto.
Ci piacciono le fotografie delle coppie che si baciano.Ci piacciono i baci.

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Ci piacciono i maglioni pesanti e le lunghezze minime.
Noi che crediamo  Babbo Natale, camminiamo a piedi scalzi e non disdegniamo il viola con il verde.

Facciamo liste di buoni propositi, le cancelliamo e le riprendiamo. Sogniamo tavoli imbanditi e intorno i nostri bambini, il nostro Amore, perché per noi l’Amore è tale solo quando è per sempre, solo quando fa progetti e solo quando si parla al futuro.

Quest’oggi con me Alessandra Airò di A little snob thing. La nostra amicizia è nata qualche anno fa, e non ricordo nemmeno come, con che percorso siamo arrivate a raccontarci ogni virgola quando ci vediamo con la stessa naturalezza con cui beviamo senza batter ciglio tre moijiti di seguito, mantenendo lucidità e conicità. E così, eccoci a raccontarci vita morte e miracoli, sperse tra montecarlo, roma, milano o parigi.

Abbiamo cucinato un crumble di verdura. E ci siamo divertite un mondo.

Crumble di verdura

2 patate

2 carote

2 porri

2 cipolle

2 broccoli

1 zucchina

olio evo

timo

2 cucchiaini di sale

curry qb

40 gr di mandorle da tritare e renderle farina

parmigiano reggiano grattugiato – 100 gr circa

burro 100 gr

1 rametto di rosmarino

piselli

farina 00 100 gr

Con le dita fredde iniziate a impastare il burro la farina, aggiungendo il parmigiano e la farina di mandorle,, e il sale. Continuare a impastare fino ad ottenere grandi briciole. Riporre in frigorifero per almeno mezz’ora.

Nel frattempo fate soffriggere le verdure, avendo cura però di lasciarle croccanti. Aggiungere il curry in pasta.

Imburrare una teglia preriscaldare il forno a 180°C.

Disporre le verdure con il sugo creato nella teglia e ricoprire con le briciole di impasto. Lasciar cuocere per circa 20-30 minuti, fino a quando la superficie risulterà dorata.

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Si ringrazia

Valdo per il fantastico rosé con bollicine

Stella McCartney per gli abiti


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