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NOI ITALIANI, UNA IDENTITA’ FALLACE nel pendolo Libertà e Sicurezza

Creato il 31 gennaio 2011 da Tsorsoli
NOI ITALIANI, UNA IDENTITA’ FALLACE

e il pendolo Libertà vs Sicurezza

(Margaret Mead Leadership Quotation – antropologa culturale: “Never doubt that a small group of thoughtful, committed citizens  can change the world. Indeed, it’s the only thing that ever has.” )

  • 8103 comuni italiani
  • 8103 dialetti
  • 8103 sfumature di visioni del mondo
  • 150 anni e ancora qui a chiederci quale Italia esista veramente e se è il caso di celebrarla.

La formazione della Identità di una Unità Sovrana detta Stato, ci ricorda Zygmunt Bauman, diviene un compito che dura per tutta la vita, senza mai arrivare a conclusione: vi è sempre da svolgere un un lavoro di riaggiustamento, poichè le condizioni di vita e il ventaglio delle opportunità e la natura delle minacce cambiano in continuazione e determinano la polarità su cui si fonda tale identita:  LA LIBERTA’ e LA SICUREZZA.

Ed ecco che tali valori,  indipensabili per una vita umana decente,  risultano difficili da conciliare e il loro equilibrio è un continuo divenire: infatti, la libertà si accompagna alla INSICUREZZA mentre la sicurezza si accompagna alle LIMITAZIONI DELLA LIBERTA’.

E poichè NOI INDIVIDUI SIAMO INSOFFERENTI SIA VERSO L’INSICUREZZA SIA VERSO LA NON-LIBERTà e ben difficilmente siamo soddisfatti di qualsivoglia combinazione di Libertà e Sicurezza cosicchè  invece di un PROGRESSO LINEARE di maggiore Libertà con maggiore Sicurezza la realtà è stata ed è di volta in volta uno spostamento massiccio verso uno dei due valori, alternativamente.

Oggi l’insofferenza rispetto all’insicurezza prevale sulla paura della mancanza di libertà e lo smembramento e la disabilitazione dei centri tradizionali , sopraindividuali, saldamente strutturati e fortemente strutturanti (ricordate il vecchio PC o la DC?) sembra correre in parallelo con la centralità emergente dell’IO RESO ORFANO alla ricerca della LEBENSWELT, l’interpretazione privatizzata, individualizzata, soggettivizzata dell’universo. E’ questo IO che riconfigura il resto del mondo (come propria periferia) assegnando definendo attribuendo una rilevanza differenziata alle sue parti a seconda dei propri bisogni, desideri, ambizioni, apprensioni, desideri, ambizioni.

NOI ITALIANI, UNA IDENTITA’ FALLACE nel pendolo Libertà e Sicurezza
E’ in questa breccia dell’IO più profondo, già reso debole da quell’atteggiamento tutto italico definito come familismo amorale (da un americano poi sic!), che si è insinuato deflagrando poi…

  • UN PICCOLO PADRE
  • UN AUTOPROCLAMATOSI UNTO DEL SIGNORE
  • UN EL GHE PENSI MI
  • UN MI Làùri 20 ore la DI’ per el POPOLO
  • Un PORTATORE DI UNA UNICA VISIONE, DA PERSEGUIRE CON TENACIA OSSESSIVA, CONQUISTARSI UN POSTO NELLA STORIA, oltre che esercitare il potere nel durante ovviamente.

Come e con quale (reality) format?

SOLDI TANTI TANTI TANTI, PERSONALIZZAZIONE DELLA POLITICA E SPREGIUDICATO MARKETING POLITICO.

Da una parte il format prevede:

PROMETTERE PROMETTERE PROMETTERE

Elevarsi ad Unto del Signore annegato nei Sì di cricche di ladronilestofanti, sante lacchè e ovviamente ballerine-trofei di una chimica mascolinità ad eccitare le folle con la mano sul cuore ( e mai al cospetto della bandiera e dell’inno di Mameli) e ad intonare in coro… menomale che…c’è!

Dall’altro il format impone:

Rappresentare l’ALTRO come il nemico da infangare scientificamente e da UCCIDERE,

Sostenere una tensione emotiva sopra le righe alimentata dal anticomunismo e, in modo simmetrico,

da l’ antiberlusconismo, da il contrasto Nord-Sud e da l’orientamento anti-romano, fratture “ideologiche” e parole chiave di indirizzo per i sudditi, soprattutto nei momenti di incertezza sociale ed economica. Naturalmente a questa visione, come sempre, si accompagnano:

  • senso di onnipotenza
  • gli altri sono burattini del proprio gioco
  • il richiamo al Popolo come mantra per autogiustificarsi
  • e il proclama del …Dopo di me il diluvio…Io non mi piego, io reagirò …il Popolo mi vuole

MA SE QUEL 60% DELL’ITALICO POPOLO, (OGGI DISGIUNTO), COSTRINGESSE L’UNTO DEL SIGNORE A DIMETTERSI cosa dunque potrebbe succedere?

a) dentro il partito del predellino

Come ci anticipa Ilvo Diamanti, si sfalderebbe la maggioranza. Quel patto tra partiti e gruppi raccolti intorno a lui  -  e da lui  -  dal 1994  fino ad oggi. La Lega, An, i gruppi post e neodemocristiani che ancora non si sono allontanati da lui, confluendo nel Terzo Polo.senza l’unto del signore non potrebbe esistere né resistere. Perderebbe senso e fondamento. Identità, organizzazione e risorse. Come un ghiacciaio enorme, dove stanno un po’ meno di un terzo degli elettori, ma una quota molto più ampia del sistema mediatico, della classe politica e amministrativa  -  centrale e locale: si scongelerebbe.

Poi, la Lega. Se ne andrebbe per conto proprio, attirando gli elettori, i gruppi economici e sociali, ma anche gli amministratori e i leader vicini alla sua proposta politica. Nel complesso si spezzerebbe quel puzzle fragile che il piccolo padre degli italici sudditi aveva composto e si disperderebbero.Verso quali direzioni?

Nel Centro-Sud: un elettorato frammentato e instabile, largamente controllato da lobby locali, singoli leader, mediatori politici. Probabilmente si frazionerebbe ulteriormente, in tante piccole leghe meridionali.

Nel Nord, invece, la Lega rafforzerebbe il suo radicamento e il suo peso elettorale. Non aderirebbe a una nuova alleanza di centrodestra con un partito rimasto senza leader. Ma, probabilmente, investirebbe, senza troppe remore, nell’indipendenza della “Padania”. Approfittando della crisi economica e delle difficoltà dell’ euro. Il centrosinistra, perduto il “nemico”, si rifugerebbe nella sua fortezza di sempre. Le Regioni del Centro. Per non vedersi schiacciato dalla Padania, dal governo romano  -  di centrodestra  -  e dal Sud, fiaccato dalla crisi e dalla frammentazione.

b) e dentro la galassia della sinistra?

i fratelli coltelli riusciranno a liberarsi dal masochismo e ri-trovare lo spirito autentico del fu ULIVO imparando dagli errori fatti.E questo si può fare solo se ed esclusivamente se vi è un radicale cambio di facce musi visi ed energie.Tutte le altre strade sono specchi per le allodole disperate sole e disorientate.

QUINDI?

Si aprirebbe un vuoto di potere: politico e di senso. Il sistema politico italiano, scosso da conflitti politici e di leadership, perderebbe la bussola. Il corpo dello Stato, riassunto, insieme al corpo politico e sociale, rischierebbe di decomporsi, insieme al corpo del Capo, che li riassume tutti in sé. Ecco: se SB uscisse di scena, occorrerebbe ri-costruire, ri-formare e ri-fondare la nostra democrazia attraverso “un processo costituente condiviso”. Rinunciando al vizio e al brivido dell’anomalia. Anche se una “democrazia normale” non è nelle nostre corde, nella nostra tradizione.

CE LA FAREMO?

HO i miei dubbi perchè tra i corsi e i ricorsi della storia questo è un “corso giù”, almeno sino a che io sarò in vita, temo.

Tu che ne pensi?


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