Nomine Ue, incontro Renzi-D’Alema. Il ritorno di Baffino

Creato il 30 luglio 2014 da Nicola933
di Roberta Miele - 30 luglio 2014

Di Roberta Miele. “Vedo che mi usi come uomo nero, o meglio come uomo rosso, per far passare la tua amica Mogherini. E questo non è bello”. E’ l’sms di Massimo D’Alema a Matteo Renzi. La migliore sintesi dei fatti accaduti in questi giorni e preludio di quello che accadrà fino al 30 agosto, giorno del prossimo Consiglio europeo.

I due si sono incontrati lunedì 28 a Palazzo Chigi. Si è discussa la possibilità della candidatura di Baffino come Alto Rappresentante per la politica estera in Europa, ma tutto è ancora da vedere.

D’Alema sa bene che le nomine sono “mosaici complessi”, gli interessi degli stati membri si intrecciano e si scontrano. Non è ancora certo che la casella degli esteri sarà italiana; intanto Claude Juncker ha invitato i Paesi a indicare i nomi dei propri candidati alle 28 poltrone entro fine luglio. A conferma della concitazione a palazzo, l’Italia ancora deve rispondere all’invito a differenza della maggioranza delle cancellerie.

La poltrona italiana è molto discussa. Il premier continua a premere per Federica Mogherini, ministro degli Esteri del suo governo; ipotesi tendenzialmente in declino. Nei giorni scorsi il ministro è stato tacciato di incapacità ed inesperienza per il ruolo che andrebbe a ricoprire in Europa; inoltre, i giornali internazionali hanno indagato sul suo conto, commentando in modi tutt’altro che soddisfacenti.

Le fonti continuano a parlare di un nulla di fatto e Renzi si ostina a non fare nomi, almeno fino all’ufficialità dell’assegnazione. Le voci però girano: il primo ad accennare alla candidatura dell’ex premier è stato Gianni Pittella. “Se qualcuno dovesse continuare questa speciosa strumentalizzazione sulla presunta incompetenza o inesperienza di Federica Mogherini, c’è la candidatura di D’Alema”, ha tuonato il capogruppo dei socialisti al parlamento europeo.

In effetti, nei giorni scorsi c’è stato un incontro a sorpresa tra l’uomo rosso e il presidente della commissione europea Juncker. Durante il colloquio, durato venti minuti, sono state esaminate “la situazione e le prospettive delle istituzioni europee”. Tradotto: la portavoce di D’Alema ha parlato di un incontro tra vecchi amici, ma per gli addetti ai lavori sembrerebbe si stia architettando un “piano b”.

“Ho letto che ci sarebbero resistenze, non mi sorprende perché in certi ambienti europei sono considerato troppo di sinistra. D’altra parte io sono troppo favorevole alla pace con i palestinesi, ho portato all’Onu la risoluzione contro la pena di morte con l’opposizione americana”, ha asserito Baffino alla festa dell’Unità. Il riferimento è alla contrarietà della Germania e dell’Est europeo alla sua candidatura. L’uomo rosso è tornato ad attaccare, il richiamo dell’Europa si fa sentire. Continua lo scambio di messaggi con Renzi, segno di un avvenuto disgelo dopo la “rottamazione” – del tutto apparente.

D’Alema dopo gli scontri con il premier ha rinunciato sia alla candidatura al parlamento italiano che a quello europeo, ma di certo non è andato in pensione. Il vicepresidente dell’Internazionale socialista fino a marzo 2013 è stato presidente del COPASIR (Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica). Attualmente è in corsa per la nomina a commissario europeo, se è rottamazione questa.


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