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Non era un eroe. E nessuno lo piangerà

Creato il 30 ottobre 2012 da Radicalelibero

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Non era un eroe perché sulla sua tuta non c’erano le mostrine. Non era un eroe perché le sue mani non innalzavano bandiere. Non era un eroe perché, pur essendo nato nel disperato Sud, aveva deciso di non guadagnarsi da vivere in Afghanistan o in Kosovo. Non era un eroe e per questo non merita tricolori bardati a lutto, elogi su facebook, pubbliche commemorazioni, prime pagine, flash di agenzie. Non era un eroe, uno di quelli che fanno bagnare la figa stretta di madri e di figlie e che conquistano i cuori della nonne. Non era un eroe e forse per questo i giornali, nei titoli, nemmeno ne scrivono il nome. Claudio Marsella è la sconfitta del capitalismo, la palese dimostrazione che di fabbrica si muore. Ma è anche quella parte di copione già scritto ma che non piace a nessuno, lo spot su cassetta su cui schiacciamo il tasto Forward. Allora guardatelo in faccia, questo morto, perché è solo un morto ora. Non uno dei ‘figli della Nazione’ caduto mentre serviva il vostro fottuto paese



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